Salvini a Berlusconi: "Mai più con il vecchio centrodestra, sia chiaro"

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Il centrodestra unito vince in Sardegna come fece due settimane fa in Abruzzo ma Matteo Salvini ribadisce che a livello nazionale niente cambia per il governo e che la sua Lega non tornerà mai con Berlusconi. Ieri l’ex presidente del Consiglio, commentando i risultati del voto sardo, aveva rimarcato il ridimensionamento della Lega ricordando al leader del Carroccio che non può avere pretese di autosufficienza.

A Repubblica il vicepremier e ministro dell’Interno replica così: "Io col vecchio centrodestra non tornerò mai, questo deve essere chiaro. Governiamo insieme nelle regioni, nei comuni. Ma finisce lì". Parole che evidentemente mirano anche a tranquillizzare gli alleati di governo del M5s usciti malconci dal voto regionale sardo. Il candidato governatore pentastellato si è fermato all’11% dei voti, la Lista 5 stelle addirittura sotto il 10% (dal 42% preso alle Politiche di un anno fa).

Il M5s ha perso 300mila voti, tra astenuti e cambio di preferenze, andate più a destra che a sinistra secondo l’analisi dei flussi elettorali. Secondo Salvini quello in Sardegna: "È un voto locale, sulle scelte nazionali non cambia nulla. Non mi sento più forte io e non deve sentirsi più debole Di Maio" ha detto ieri sera il ministro a Quarta Repubblica su Rete 4.

"Il M5s - ha aggiunto Salvini - sperava in un risultato maggiore. Gli unici perdenti che stanno festeggiando, però, sono quelli del Pd" che con il 13,6% dei consensi è risultato il partito più votato (la Lega ha preso l’11,5%, gli alleati del Partito Sardo d’Azione il 9,9% e Forza Italia il 7,7%).

Governo, Conte come Tria: "Servono investimenti"

Intanto, mentre nel M5s si apre la resa dei conti, il premier Giuseppe Conte prova a tenere dritta la barra di governo: "L’Italia deve correre", il paese deve "rimettere il turbo sulle infrastrutture" ha spiegato il presidente del Consiglio al Sole 24 Ore.

Secondo Conte siamo su "un'autostrada con una Ferrari di cui finora non si è premuto l’acceleratore" aggiungendo che per la crescita servono "investimenti, innovazione e semplificazione". Certo bloccando la Tav il segnale che si dà agli investitori esteri non è certo dei migliori come ha osservato ieri il ministro dell’economia Giovanni Tria, suscitando le ire del M5s.

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