Ue "preoccupata": in Italia riforme blocca crescita. Di Maio: "Non è vero"

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La situazione politica ed economica italiana preoccupa l’Unione europea che lancia l’ennesimo monito al governo Conte sulla tenuta dei conti pubblici in primo luogo ma anche sulla necessità di aumentare l'efficienza della pubblica amministrazione e del sistema giudiziario. Secondo la commissione Ue la manovra di bilancio approvata a fine dicembre scorso crea troppo squilibri e non aiuta la crescita, anzi per certi versi la impedisce.

L’Italia deve inoltre rafforzare il proprio sistema finanziario, le sue banche, specie di fronte alla recessione tecnica e al generale indebolimento dell’economia, come mostrano anche i dati sul fatturato industriale, ai minimi da 10 anni. Questo è in sintesi il quadro tracciato dalla Commissione Ue nel suo Country Report sull’Italia.

Il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis ha spiegato quali sono i motivi della crescente preoccupazione di Bruxelles nei confronti del nostro paese: "Restiamo preoccupati che il debito non scenda per i piani economici deboli del governo, in generale lo slancio delle riforme si è fermato".

Secondo Dombrovskis l'elevato debito pubblico e la scarsa produttività dell’Italia corrispondono a "rischi con rilevanza transnazionale" anche perché "il debito non scenderà" visto che "piani di bilancio implicano un deterioramento dell'avanzo primario" con misure molto costose per lo Stato come le pensioni quota 100. Sul reddito di cittadinanza Dombrovskis è parso meno catastrofico, tutto dipenderà, ha detto "dall'efficacia della sua governance".

Ma poi ci ha pensato la commissaria europea al lavoro Marianne Thyssen a precisare: "Monitoriamo cosa succede e come viene introdotto". Se il reddito di cittadinanza sostituirà per intero il reddito di inclusione ciò "avrà implicazioni sull'uso del fondo sociale" e quindi "andrà ridiscusso".

Alla Commissione ha prontamente risposto Luigi Di Maio: "Non credo che le nostre misure stiano bloccando la crescita" anzi "servono ad uscire da uno stato di crisi nel quale si trova l'Unione europea. Noi siamo al governo da otto mesi e abbiamo davanti quattro anni di governo che devono servire a rafforzare la produzione italiana proprio per evitare che in momenti di incertezza europea l'Italia non resti schiacciata" ha detto il vicepremier e ministro dello Sviluppo e Lavoro.

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