Contrariamente a quello che molti potrebbero pensare, i vescovi iper-conservatori e sempre pronti ad entrare a gamba tesa nel dibattito politico - à la Ruini, per intenderci - non sono una prerogativa della cattolicissima Italia. Se ne trovano infatti alcuni riuscitissimi esemplari anche nella ben più laica Germania.
Il vescovo di Ausburg Walter Mixa, ad esempio, si è recentemente scagliato contro la crescente mancanza di fede dei suoi connazionali, affermando che “nel secolo scorso i regimi senza Dio del nazismo e del comunismo (..) hanno dimostrato in maniera tremenda l’inumanità dell’ateismo messo in pratica” e aggiungendo, con una citazione di Dostoevskij, che “se Dio non esiste, tutto è permesso”.
Affermazioni che non potevano che scatenare una ridda di polemiche in un paese in cui solo il 22% della popolazione non dubita dell’esistenza di Dio, e il cui passato totalitario non ha mai cessato di essere una ferita aperta. Lo stesso Der Spiegel si è dedicato con una certa efficacia a smontare le tesi di Mixa, il quale non è peraltro nuovo a questo genere di esternazioni.
Lo scorso febbraio, ad esempio, aveva paragonato il numero di ebrei morti nell’Olocausto al numero di aborti effettuati negli ultimi decenni. In seguito aveva fatto una polemica analogia tra i discorsi di una leader dei Verdi tedeschi, che l’aveva definito “un pazzo ultra-fondamentalista”, e la propaganda nazista.
Ma c’è di più: nel 2007 il vescovo di Ausburg aveva criticato un piano del governo per aumentare l’offerta di asili argomentando che esso avrebbe “ridotto le donne a macchine per partorire”. All’epoca la cancelliera Angela Merkel in persona aveva dovuto intervenire per difendere con forza l’operato del suo ministro.
In Italia, diversamente dalla Germania, gli atei convinti sono solo il 14,5% della popolazione. E una piccola percentuale di loro, incredibilmente, dichiara comunque di recarsi in chiesa almeno una volta alla settimana. Qualcosa mi dice che dalle nostre parti un vescovo come Mixa potrebbe risultare molto più apprezzato che in patria; sicuramente, sarebbe trattato con molto più rispetto da parte dei nostri politici. Fossi in lui, inoltrerei a Ratzinger una domanda di trasferimento.
Via | Spiegel Online.
Charles Dexter Ward #5
20 apr 2009 - 09:36 - #1almeno lì si dedicano allo “smontare le tesi”. da noi sarebbe un coro di “benebravobis”
MetalSho
20 apr 2009 - 10:39 - #2Mi sono letto l’articolo dove “smontano” la teoria di Mixa e, sinceramente, non mi è sembrato affatto convincente.
In pratica, invece di dimostrare che gli stati atei, o quanto meno le dittature atee, non sono “l’inferno sulla terra”, cercano di attaccare la sua tesi dicendo che il nazismo non era completamente ateo.
Quindi già i presupposti sono sbagliati… ma andiamo avanti:
Afferma che gli Ebrei venivano considerati senza-dio e per questo perseguitati e che, mentre alcuni preti si opposero fermamente alle leggi razziali, altri aiutarono il regime, quindi non si può parlare di persecuzione anti-cristiana a tutto tondo.
Inoltre parla del fatto che nelle SS non fossero ben accettati gli atei.
Peccato che definire gli ebrei “senza-dio” era solo una manovra elettorale per avere più consensi dalla popolazione.
Peccato che si dimenticano di dire che il Vaticano stesso, tramite la sua enciclica, si schierò contro il nazismo e aiutò gli ebrei in fuga.
Peccato che si dimenticano di dire che le SS facevano esperimenti sull’occulto e quindi, di conseguenza, era ovvio che non vedessero di buon occhio gli atei. Ma di certo le SS non erano cristiane.
Peccato che si dimenticano di dire che il Nazismo era dichiaratamente un movimento ateo.
E questa me la chiami una risposta “efficace”? Beh… forse hai ragione… se qualcuno c’ha creduto effettivamente ha avuto il suo effetto…
Lea
20 apr 2009 - 10:44 - #3Il vescovo Mixa è molto più utile in Germania, visto che gli atei sono di più che da noi.
Prestigiacomo
20 apr 2009 - 10:59 - #4certa gentaccia è meglio che rimane dov’è in Italia ne abbiamo già troppa.
AngeloUni
20 apr 2009 - 13:20 - #5ma hitler era ateo??
C. B.
20 apr 2009 - 13:35 - #6@Metalsho
peccato che ti dimentichi di dire che quello che racconti è la riscrittura della storia che fa il Vaticano in Italia oggi.
In Germania invece non è facile raccontare balle su questi argomenti: tutti sanno che il nazismo era un movimento che ha trascinato sia i cattolici che i protestanti, che le gerarchie naziste si identificavano in gran parte con il cristianesimo, e che le storie sull’occultismo sono state esagerate e gonfiate. Non a caso il crollo della religiosità in Germania è seguito alla fine della II guerra mondiale.
Anche sostenere che la chiesa fosse contraria è una balla notevole: il dissenso nella chiesa è venuto solo da singoli, peraltro spesso osteggiati dalle stesse gerarchie. Chi aveva potere per decidere e fare qualcosa ha preferito allearsi con il nazismo (e anche con i vari fascismi in giro per l’europa, che hanno avuto tutti l’appoggio quasi incondizionati delle chiese).
Purtroppo in Italia ci dobbiamo ancora sorbire queste balle sul nazismo che non aveva niente a che fare con il cristianesimo: ma davvero la chiesa cattolica non è capace di fare i conti con il suo passato?
MetalSho
20 apr 2009 - 13:41 - #7@AngeloUni
Sì. Inoltre il nazismo puntava a soppiantare tutti altri credi per diventare una sorta di religione politica ispirata ai culti pagani nord europei.
C. B.
20 apr 2009 - 13:43 - #8@AngeloUni
Importa poco sapere se Hitler era o meno ateo, importa che la maggior parte delle persone che lo sostenevano, gerarchie, politici e persone comuni, chiese protestanti e cattoliche, erano tutti dichiaratamente credenti. Anche la religione aveva uno spazio notevole nelle scuole e nell’esercito tedesco (singolare è il motto della Vermacht, Gott Mit Uns, cioè Dio è con noi), a supporto dell’ideologia anti-comunista (contro i comunisti senza-Dio) e gli ebrei (che erano accusati di Deicidio, di aver ucciso il profeta del cristianesimo).
Non essere cattolici o protestanti era di fatto un reato.
Poi, probabilmente Hitler è uno che ha saputo usare bene le paranoie religiose per gestire la sua dittatura, indipendentemente dalla sua religiosità (probabilmente scarsa, da quello che si evince dalle documentazioni storiche, in particolare da sue dichiarazioni private). Certamente nei discorsi pubblici che teneva parlava moltissimo di religione, e questo da solo la dice lunga…
MetalSho
20 apr 2009 - 13:44 - #9@C. B.
Mi dispiace, ma devi ristudiarti la storia.
Le encicliche sono documenti storici. Li puoi anche andare a vedere.
Inoltre, c’è anche la testimonianza di Einstein che affermò che, in Germania, solo i preti (non tutti come è già stato detto) si opposero al nazismo.
C. B.
20 apr 2009 - 13:56 - #10@Metalsho
Si hai parziale ragione: l’opposizione al nazismo da parte della chiesa venne solo da pochi individui, non dalle gerachie della chiesa tedesca.
Per quello che riguarda la posizione Vaticana, fu il papa stesso, all’epoca Pio XI, ad aprire al nazismo, con il quale stipulò anche il famigerato concordato, aprendo molti cattolici in germania, all’epoca piuttosto dubbiosi del nazismo, alla sua ideologia.
Solo nel ‘37, quando ormai era di fatto troppo tardi, il Vaticano ebbe una virata nella sua posizione nei confronti di Hitler (e forse quando parli di encicliche ti riferivi alla “Mit brennender Sorge”?). Infatti da li ad un’anno sarebbe scoppiata la II guerra mondiale.
Tieni però presente che il Vaticano è meno influente in Germania che non in Italia, e all’epoca i vescovi tedeschi erano pressoché tutti favorevoli al nazismo, e furono ben critici con il Vaticano in seguito alla “svolta” del ‘37.
MetalSho
20 apr 2009 - 14:34 - #11@C.B.
L’iniziale accordo con il nazismo servì solo a proteggere i cattolici in Germania…
Peccato che i nazisiti non lo rispettarono e ne uccisero un bel po’, anzi, ci fu una vera e propria persecuzione.
L’enciclica venne stipulata quando entrarono in vigore le leggi razziali. All’inizio il Vaticano le sottovalutò dato che in Italia erano completamente diverse (non si parlava neanche di razza superiore). Quando ci si rese conto di cosa era il vero nazismo si cercò di correre ai ripari ma in parte era troppo tardi.
Il nazismo inoltre era contrario alla dottrina Cattolica in quanto era contraria alla distinzione fra razze e al nazionalismo.
Come vedi cmq la posizione della Chiesa è ben definita.
Resta il fatto che non trovo ancora un senso alla risposta del Der Spiegel.
dan46
20 apr 2009 - 15:33 - #12Dov’è lo scandalo? Nella verità delle sue parole. ha pienamente ragione il vescovo…poi scusatemi, ma non ha detto altro che quello che già dicevano Benedetto XVI e Giovanni Paolo II…Chi vuole fare polemica si informasse!
L E A
20 apr 2009 - 16:56 - #13Siamo alle solite. Lì, in Germania, le tesi ,seppur di parte, vengono confutate con altre tesi; qui in Italia o si è amici del vaticano quando ci si uniforma o si è nemici del vaticano se non ci si adegua. Ma mi si dica che razza di paese siamo?
P.s.: comunque, io, le parole del vescovo le sottoscrivo ma non per questo le faccio mie per apparire agli occhi dei miei conterranei un perfetto cristiano ma perché chi crede in una fede deve accettarne i canoni precetto, altrimenti la fede è una moda… passeggera!