Tav: scoppia il caso Ponti

La società presieduta da Marco Ponti ha firmato uno studio per l'Ue che promuove la Tav

È scoppiato il caso Ponti. La professionalità dell'architetto e Professore universitario che ha coordinato i lavori per l'analisi costi-benefici per la TAV Torino-Lione è stata messa in discussione. Come noto, Ponti, da sempre contrario all'opera, è stato incaricato dal Ministro Toninelli di realizzare uno studio per valutare la fattibilità della TAV che dovrebbe passare in Val di Susa. In molti hanno accusato Toninelli di aver scelto una persona già schierata per il 'no', ma adesso è spuntata fuori un'altra ragione di conflitto.

Nel 2018 la Commissione Europea ha commissionato uno studio sull'impatto socio-economico e ambientale delle reti transeuropee, tra le quali rientra anche il corridoio Mediterraneo e quindi anche la tratta della TAV da Torino a Lione. A firmare questa analisi - 'The impact of TEN-T completion on growth, jobs and the environment' - sono state due società indipendenti, la tedesca M-Five Gmbh Mobility e l'italiana TRT, che hanno valutato positivamente il progetto complessivo della TAV, evidenziando il risparmio nei tempi di trasporto e la forte ricaduta occupazionale.

La TRT (Trasporti e Territorio) è presieduta proprio da Marco Ponti. Sei dipendenti della TRT hanno promosso la realizzazione dei corridoi transeuropei perché avrebbero portato "notevoli miglioramenti nei tempi di viaggio, in particolare per il trasporto ferroviario. Sono previsti cospicui risparmi di tempo per il corridoio Mediterraneo".

L'esistenza di questo studio ha fatto scoppiare, appunto, le polemiche. In molti hanno accusato Ponti di cambiare idea in base ai committenti. È però bene sottolineare che questo lavoro per la Commissione UE non è stato firmato direttamente dallo stesso Ponti, bensì da 6 dipendenti della società TRT.

Sul punto è anche intervenuto Francesco Ramella, uno dei membri della commissione che ha realizzato la nuova analisi costi-benefici, che attraverso Twitter ha fatto una puntualizzazione: "Lo studio non dice 'va fatto'. Illustra i benefici ma non i costi. Non è firmato da Ponti. E i risultati sono coerenti con quelli dell'acb: ad esempio il cambio modale indotto dal completamento di tutti i corridoi è marginale".

Anche fonti del Mit sono intervenute in difesa del lavoro svolto da Ponti sulla TAV Torino-Lione, precisando che lo studio per la Commissione UE "ha visto una partecipazione solo marginale della società 'Trt trasporti e territorio', presieduta dal professor Marco Ponti. Quest'ultimo, peraltro, non solo non ha firmato la ricerca, ma non ne conosce in alcun modo i contenuti". Inoltre: "Va precisato che si tratta di una analisi riconducibile a quelle di valore aggiunto, fondata sul moltiplicatore keynesiano, metodo che non ha nulla a che fare con la analisi costi benefici effettuata sulla tratta Torino-Lione".

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