Tav, Chiamparino scrive a Salvini: "Referendum il 26 maggio con le regionali"

Propone di chiamare al voto tutti i piemontesi dai 16 anni in su.

Sergio Chiamparino con lettera per Matteo Salvini con richiesta referendum

Il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino ha tenuto oggi una conferenza stampa per presentare la lettera, poi condivisa anche sui social network, che ha inviato al ministro dell'interno Matteo Salvini per chiedere di procedere a una consultazione popolare sulla Tav, indicando come giorno per il voto il 26 maggio, ossia la data in cui si voterà anche per le regionali piemontesi e per le elezioni europee.

Chiamparino ha ricevuto l'ok dal Consiglio regionale a procedere con la consultazione popolare lo scorso 26 febbraio, con un ordine del giorno votato dalla maggioranza. Nella lettera il governatore scrive:

"Nell'analizzare con preoccupazione la situazione di incertezza che si è venuta a generare intorno alla regolare esecuzione dei lavori di realizzazione del collegamento ferroviario ad alta velocità Torino-Lione e del rispetto degli accordi internazionali che vedono impegnata l'Italia, il Consiglio regionale del Piemonte mi ha dato incarico di verificare la procedibilità di una consultazione popolare da effettuarsi ai sensi dell'articolo 86 del nostro Statuto"

Chiamparino poi chiarisce:

"Anche se la consultazione popolare potrebbe essere svolta con metodi diversi dai tradizionali sistemi di voto elettorale, ritengo che un tema così delicato pretenda di essere affrontato con uno strumento di voto certo e trasparente"

Chiede così di procedere al voto lo stesso giorno delle elezioni europee, regionali e amministrative, ossia il 26 maggio 2019, perché questo "permetterebbe di ottenere la necessaria garanzia di regolarità e, nel contempo, di conseguire un significativo risparmio economico".

Lo Statuto del Piemonte, all'articolo 86 citato da Chiamparino, prevede che al referendum possano votare i maggiori di 16 anni. Il quesito consisterebbe nel chiedere ai piemontesi se la Regione si debba attivare "in tutte le sedi per la rimozione degli elementi di impropria protrazione delle attività di realizzazione dell’opera e degli effetti negativi immaginati sia sul territorio, per la mancata attivazione dei cantieri di lavori, sia prospettici, conseguenti all’isolamento del territorio dai grandi collegamenti di trasporto europei".

Chiamparino ha poi detto in conferenza stampa:

"Se perdureranno l’indecisione e l’incertezza italiana, potrebbe arrivare qualche Paese, magari tra gli alleati sovranisti di questo governo, a dire che ci sono altri progetti e che la nuova commissione possa fare scelte diverse rispetto a ciò che oggi l’Europa considera prioritario. Se tra sei mesi ci ritroviamo impantanati come ora, non abbiamo nessuna garanzia che Europa non tolga i soldi, perché al momento non ci sono garanzie di far partire i lavori nel 2020, così come richiesto da Bruxelles"

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