Conte: "Chiamparino non mi ha chiamato, referendum su Tav non è previsto"

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Giuseppe Conte ha fatto visita oggi al cantiere della statale Agrigento-Caltanissetta. Il presidente del Consiglio non ha potuto comunque dribblare i giornalisti presenti, che lo hanno incalzato prima di tutto sulla questione del giorno, ovvero l’invito di Sergio Chiamparino, governatore del Piemonte, a chiamare al voto tutti i piemontesi dai 16 anni in su per un referendum sulla Tav. "Chiamparino non mi ha mai chiamato - risponde il premier - e il referendum sul Tav non è previsto. Non ci sono gli strumenti giuridici, se qualcuno li dovesse introdurre ben venga, ma non è all'ordine del giorno", le parole di Conte riportate dall’Ansa.

Nel corso di una conferenza stampa, Chiamparino (Partito Democratico) ha proposto come data per il referendum il prossimo 26 maggio, la stessa in cui si terranno anche le elezioni regionali piemontesi e le elezioni europee. Il Consiglio regionale ha già dato con un ordine del giorno votato dalla maggioranza il 26 febbraio scorso l’ok alla consultazione popolare, ma a quanto pare per il presidente del Consiglio, non ci sono attualmente gli estremi per una convocazione della stessa.

Conte: "Via della Seta? Nessuna crisi"

Giuseppe Conte ha poi rassicurato sulla tenuta del governo in merito ad un’altra questione spinosa, ovvero la cosiddetta Via della Seta: "Assolutamente non c'è aria di crisi nel governo sul capitolo Cina. Il governo quando si muove su questi scenari lo fa sempre in modo coordinato e coerente. Quello della Cina non è un capitolo che si improvvisa dall'oggi al domani - insiste il premier - , è stato preparato nei mesi scorsi, certo va affrontato con molta cautela".

Insomma, nessuna novità dal punto di vista della politica estera, poiché l’Italia rimane ancorata alle istituzioni di cui fa parte e le alleanze non cambieranno. "Siamo un Paese inserito nell'Ue, collocato in un'alleanza tradizionale euro-atlantica e rimaniamo collocati in questa prospettiva di alleanze. Semplicemente - prosegue il capo dell’esecutivo gialloverde - ci apriamo una strada molto interessata dal punto di vista commerciale. Quello che andiamo a sottoscrivere non è un accordo vincolante ma un quadro che ci consentirà di valutare le opportunità. Ovviamente noi - conclude - aderiamo a questo progetto infrastrutturale chiamato con omaggio alla tradizione italiana la 'Via della seta' e lo facciamo con tutte le cautele necessarie".

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