600 cantieri e 350mila posti di lavoro bloccati. Salvini: "Si faccia presto"

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Il Consiglio dei ministri sullo sblocca cantieri non ci sarà questa settimana ma la prossima spiegano fonti di governo del M5S all'Adnkronos dopo che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva spiegato che il decreto non può essere approvato senza prima un confronto con Regioni, Anci (Associazione nazionale comuni italiani) e Ance (Associazione nazionale dei costruttori edili).

"Lo sblocca cantieri? A me interessa che sia pronto, poi non convoco io il Consiglio dei ministri, basta che si faccia in fretta" ha detto il vicepremier Matteo Salvini secondo cui i cantieri da sbloccare in Italia sono 350, 600 invece secondo la Filca Cisl, tra piccole e grandi opere, per un valore di 36 miliardi che diventerebbero 125 calcolando le ricadute su tutto il sistema economico nazionale. Senza dimenticare i 350mila posti di lavoro che si creerebbero.

Il segretario generale della Filca Cisl Franco Turri rammenta che durante la crisi 120mila aziende hanno dovuto chiudere i battenti, per 620mila posti di lavoro andati in fumo e che non è più tempo di traccheggiare. "Si faccia in fretta e nel nome della responsabilità" perché "più lenta va un'opera pubblica, più complicato è avere una autorizzazione, più è facile che si infili qualche malintenzionato. Le norme rigide a volte aiutano i furbetti. Bisogna far bene e far veloce" ha aggiunto il leader della Lega.

L’altro vicepremier Luigi Di Maio gli fa eco: "Le infrastrutture in Italia le dobbiamo fare, grandi, medie e piccole" basta che non sia la Tav, aggiungiamo noi. Intanto i costruttori edili stanno organizzando forme di mobilitazione e protesta contro l’immobilismo del governo, chiedendo l’aiuto dei cittadini a cui saranno distribuiti davanti alle stazioni delle metropolitane dei nastri gialli con cui verranno recintati i cantieri bloccati, come se fossero luoghi di altrettanti delitti.

Gli imprenditori edili piemontesi hanno già una data, il 17 marzo, a meno che il governo nel frattempo riesca a convincerli delle sue buone intenzioni per far ripartire le opere al palo per ragioni burocratiche o perché sottoposte alle analisi costi-benefici del ministro pentastallato Danilo Toninelli. Tra le grandi opere "sospese" il tunnel del Brennero, la Pedemontana del Veneto e l’alta velocità ferroviaria tra Brescia e Verona.

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