Se aumenta l’Iva +530 euro a famiglia: tra i più colpiti i pensionati

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E se davvero aumentasse l’Iva nel 2020? Il governo l'ha smentito più volte dicendosi sicuro che riuscirà a sminare le ingenti clausole di salvaguardia che pendono come una spada di Damocle sul nostro paese.

Se così non fosse le famiglie italiane potrebbero dover spendere in media più di 530 euro in un anno, con i rincari che penalizzerebbero in particolar modo le famiglie con tre o più figli, +743 euro all’anno, le coppie di anziani, +509 euro all’anno, e i single, +429 euro, come spiega uno studio de Il Sole 24 Ore illustrato a "Stasera Italia".

L’aumento dell’Imposta sul valore aggiunto andrebbe a pesare sull’acquisto di beni e servizi, con ricadute a cascata sui consumi e sull’intera economia. Tra i settori più colpiti ci saranno i trasporti, ma gli aumenti riguarderanno pure le bollette di luce e acqua e naturalmente anche fare la spesa al supermercato e vestirsi costerà di più, soprattutto in alcune regioni: Lombardia, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna.

L’aumento dell’Iva come detto colpirebbe in special modo single, nuclei familiari con almeno tre figli e pensionati. Quest’ultimi dovranno già fare i conti da aprile con il taglio degli assegni stabilito dell'articolo 1, comma 260, della legge 30 dicembre 2018, n. 145.

Nessun taglio ci sarà per le pensioni fino a 1.500 euro lordi al mese, con tagli mimimi per chi arriva a 2.030 euro. Ma oltre tale soglia la riduzione per le cosiddette pensioni d’oro andrà dal 15 al 40% (per importi oltre i 100.000 euro all’anno).

L’obiettivo del governo, messo nero su bianco nell’ultima legge di bilancio, è incassare 2,29 miliardi di euro tra il 2019 e il 2021.

Clausole di salvaguardia: da Berlusconi a Conte

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