Strage Nuova Zelanda. Sulle armi il nome di Traini, l’avvocato: "Luca condanna l'attacco"

Sul caricatore di uno dei mitra usati per compiere la strage nelle due moschee di Christchurch in Nuova Zelanda, 49 i morti, l’attentatore Brenton Tarrant aveva inciso i nomi di alcuni dei suoi "idoli" tra cui quello di Luca Traini, il 28enne di Tolentino che ferì a colpi d'arma da fuoco sei migranti a Macerata il 3 febbraio dell'anno scorso, gesto che gli è costato una condanna a 12 anni di carcere.

In merito, interviene il legale di Traini, avvocato Giancarlo Giulianelli, il quale all’Adnkronos spiega che il suo assistito "ha rivisto il suo gesto, lo ha stigmatizzato e conoscendolo, per come sta vivendo e ripensando a quello che ha fatto, sono certo che condannerà questo gesto".

Brenton Tarrant, l'estremista australiano di destra che secondo la polizia è l’autore materiale della strage in Nuova Zelanda, aveva citato il nome di Traini anche nel manifesto anti-migranti diffuso online. "L'accostamento tra la vicenda di Luca Traini e quello che sta accadendo in queste ore in Nuova Zelanda mi sembra fuori luogo, non vedo un nesso se non il riferimento a un'ideologia di destra" conclude il legale.

"Io sostengo molti di quelli che hanno preso una posizione contro il genocidio etnico e culturale. Luca Traini, Anders Breivik, Dylan Roof, Anton Lundin Pettersson, Darren Osborne..." si legge tra l’altro nel manifesto di Tarrant, secondo quanto riportato dal Guardian.

Anders Breivik è il terrorista norvegese che a luglio 2011 tra Oslo e Utoya fece una strage da 77 vittime. Dylan Roof è il suprematista bianco americano che a giugno 2015 uccise 9 persone in una chiesa afroamericana a Charleston; Anton Lundin Pettersson nel 2015 pugnalò a morte tre persone in una scuola svedese di un quartiere con un’elevata percentuale di immigrati. Darren Osborne invece fu responsabile, a giugno 2017, dell'attacco alla moschea di Finsbury Park a Londra che provocò la morte di un musulmano.

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