Cesare Battisti: "Mi stavano imbarcando per il Brasile, poi mi hanno spedito dritto in Italia"

È il motivo per cui chiede uno sconto della pena.

Qualche settimana fa l'avvocato di Cesare Battisti, Davide Steccanella, ha chiesto uno sconto della pena per il suo assistito, dall'ergastolo a 30 anni, perché al suo caso si sarebbe dovuta applicare la legge brasiliana e non quella boliviana o italiana. Anche se è stato catturato in Bolivia, infatti, ora è un cittadino brasiliano e proprio i boliviani, a suo dire, avrebbero violato le regole procedurali, senza aspettare tre giorni dopo la cattura e senza dunque concedere la possibilità di un ricorso.

Secondo la difesa Battisti sarebbe dovuto essere portato in Brasile e oggi sono emersi anche alcuni dettagli del verbale della deposizione di Battisti nel carcere di Oristano davanti al giudice di Sorveglianza di Cagliari, in vista dell'incidente di esecuzione davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Milano. Nel corso della deposizione ha raccontato i dettagli della sua consegna. Battisti ha detto che, dopo essere stato catturato in Bolivia, stava già salendo la scaletta di un aereo della polizia federale brasiliana ed era stato preso in carico da sette agenti brasiliani, ma poi "c'è stato un conciliabolo" tra loro e gli agenti boliviani e alla fine l'aereo del Brasile è partito senza di lui, che è stato invece riportato dritto in Italia.

L'avvocato Steccanella ha spiegato che "le modalità riferite dal detenuto, trasferito praticamente sulla pista di decollo dell'aeroporto da un aereo brasiliano a uno italiano, confermano che si è trattato di una mera consegna diretta alla polizia italiana di soggetto estradato dal Brasile" e per questo, secondo lui, è lecito chiedere lo sconto di pena, ossia 30 anni invece dell'ergastolo. In ogni caso Battisti finirà la sua vita in carcere.

Cesare Battisti

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