Mare Jonio, Di Maio: "Non sarà nuovo caso Diciotti". Salvini: "Non metteranno piede in Italia"

Che ne sarà della Mare Jonio?

"Non sarà un altro caso Diciotti". Questa è la promessa di Luigi Di Maio sulla Mare Jonio, che attende di conoscere il proprio destino ad 1,5 miglia dalle coste di Lampedusa dopo aver salvato 49 migranti in mare. Di Maio ha poi aggiunto di essere già in contatto con il Premier, la ministra della Difesa e quello dell'Interno. Secondo il leader pentastellato la Mare Jonio avrebbe comunque disobbedito alle regole: "Bisogna far rispettare le regole, una ong italiana non deve permettersi di disobbedire alla guardia costiera libica. Rispetto delle regole, salvataggio delle vite umane. Come Stato italiano abbiamo diritto di agire su questa nave battente bandiera italiana".

Da parte di Matteo Salvini, invece, nessuna apertura: "Possono essere curati, vestiti, nutriti. Gli possiamo dare ogni genere di conforto ma in Italia con il mio permesso non mettono piede. Questa è la nave dei centri sociali, perché a nome della nave sta parlando Luca Casarini: vedete i precedenti penali del signore che era noto per essere leader dei centri sociali del nord est, con precedenti penali vari. Ci sono altri esponenti di sinistra e ultrasinistra, che stanno a mio parere commettendo un reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina perché hanno raccolto questi migranti in acque libiche".

E poi: "stava intervenendo una motovedetta libica, non hanno obbedito a nessuna indicazione, hanno autonomamente deciso di dirigere verso l’Italia per motivi evidentemente ed esclusivamente politici, non hanno osservato le indicazioni delle autorità, se ne sono fregati dell’alt della Guardia di finanza". Su twitter ha poi ribadito che "I porti erano e rimangono CHIUSI".

Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea Saving Humans ha risposto alle parole dei due vicepremier: "Vorrei ricordare che fino a questo momento non abbiamo nessun ordine scritto che ci tenga lontani dal porto, anzi la Guardia Costiera ci ha dato le coordinate per poterci riparare a Lampedusa. Ora siamo in attesa dello sbarco. Non è normale che una nave che ha compiuto il suo dovere non venga fatta attraccare ed è chiaro che in queste situazioni non ci sono garanzie sulla sicurezza a bordo. Sono situazione che restano fuori dal diritto. Siamo in fiduciosa attesa di un'assegnazione di un porto".

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