Mare Jonio, indagato il comandante. Mediterranea: "Facciamo ricorso contro il sequestro"

La ONG: "Siamo certi di aver operato nel rispetto dei diritti".

Comandante della Mare Jonio Pietro Marrone indagato

Il procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella e il sostituto Cecilia Baravelli ieri hanno disposto il sequestro della nave Mare Jonio e ora hanno iscritto sul registro degli indagati il comandante Pietro Marrone. La ONG Mediterranea ha annunciato che farà ricorso, infatti su Twitter ha scritto:

"Abbiamo appreso della convalida del sequestro della Mare Jonio. Ovviamente nei prossimi giorni faremo ricorso. Noi non godiamo di nessuna immunità, ma siamo certi di avere operato nel rispetto del diritto e felici di avere portato in salvo 49 persone"

Sul proprio sito ha poi specificato:

"È stato notificato al Comandante della Mare Jonio il sequestro probatorio della nave, su iniziativa della Polizia Giudiziaria, nello specifico la Guardia di Finanza. La contestuale identificazione del comandante è un atto dovuto per procedere al sequestro. Lo si accusa di non avere spento i motori, come ordinato dalla Guardia Costiera a poche miglia dalle acque territoriali italiane, mentre la Mare Jonio fronteggiava onde alte più di due metri, come si vede nel video che abbiamo diffuso ieri. Era un ordine impossibile da eseguire senza mettere in serio pericolo la sicurezza della nave e di tutte le persone a bordo, la cui tutela è l’obbligo prioritario di ogni comandante. Al momento non sono in corso interrogatori e non sono arrivate ulteriori notifiche. L’armatore di Mare Jonio è stato semplicemente convocato in capitaneria per le procedure di routine"

Questo è il video pubblicato ieri da Mediterranea:

La ONG ha anche difeso a spada tratta il proprio comandante, Pietro Marrone, pescatore siciliano che da decenni naviga nel tratto di mare tra Libia, Italia e Tunisia e, proprio perché è un pescatore, per lui "abbandonare essere umani in mare non è solo un reato, ma è tradimento".

La Procura sta indagando sulle comunicazioni via radio tra il comandante Marrone e la Guardia di Finanza che intimava l'alt alla nave chiedendo di non entrare nelle acque territoriali e di non avvicinarsi al porto di Lampedusa.

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