Conte: "Su Silvia Romano non siamo ancora riusciti a venirne a capo"

Il Premier oggi ha incontrato gli studenti dell'Università Luiss di Roma per una conversazione su "Europa e futuro". Tra gli argomenti toccati c'è stato anche il caso di Silvia Romano, la cooperante di 23 anni rapita in Kenya il 20 novembre scorso. Secondo alcune notizie i responsabili potrebbero essere legati ad Al Shabaab, un gruppo estremista islamico somalo. In questi mesi si sono susseguite diverse fughe di notizie, alcune delle quali hanno anche riportato dell'uccisione della giovane italiana.

Al momento, però, non si sa nulla di concreto. Il Premier Conte ha confermato che, per il momento, il nostro Paese non è ancora riuscito a fare significativi passi in avanti: "Il caso di Silvia Romano lo stiamo seguendo dal giorno in cui è stata rapita, attraverso canali di discrezione ovviamente. Più che i canali diplomatici è la nostra intelligence che ci sta lavorando. Nel riserbo che devo mantenere c'è stato un attimo in cui sono stato confidente che avessimo un risultato buono a portata di mano. Purtroppo, però, sono gruppi che sono stati individuati ma non siamo ancora riusciti a venirne a capo".

E poi ha aggiunto: "Posso assicurare che tutti i cittadini che in questo momento non sono rientrati in Italia sono monitorati col massimo spiegamento di forza dei servizi di intelligence e con tutti i canali diplomatici. Per un altro caso che non posso anticipare, spero nei prossimi giorni addirittura di portare a tutta la comunità italiana una bella notizia". Le buone notizie potrebbero riguardare Padre Paolo Dall'Oglio, rapito il 29 luglio 2013 in Siria. È infatti di pochi giorni fa la notizia riportata dal giornale libanese al-Akhbar secondo il quale sarebbe prossimo alla liberazione.

Poi il Premier ha parlato dell'accordo economico-commerciale con la Cina, che si dovrebbe perfezionare con l'imminente visita di Xi Jinping in Italia. Il dialogo con la Cina non è stato apprezzato dai partner europei, ma Conte ha ribadito l'importanza cruciale di questa presa di posizione: "L'Italia è naturalmente il terminale dei nuovi corridoi infrastrutturali. Non partecipare significherebbe non tutelare i nostri interessi nazionali. La nostra politica internazionale è che la collocazione euroatlantica non si discute".

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