Brexit: confermato lo slittamento al 12 aprile. Ecco cosa succederà nei prossimi giorni

Theresa May a Bruxelles

Il 12 aprile 2019 è la nuova data della Brexit. L'UE ha concesso al Regno Unito uno slittamento di due settimane che dovranno servire al governo di Theresa May a far approvare l'accordo già raggiunto con l'UE. A questo punto la palla è passata nuovamente in mano all'esecutivo britannico e il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk ha ben riassunto quali sono le opzioni possibili:

Il governo britannico ha ancora la possibilità di scegliere tra l'accordo, il 'no-deal', un'estensione più lunga o la revoca dell'Articolo 50.

Se entro il 12 aprile la Camera dei Comuni non avrà votato a favore dell'accordo, la data della Brexit slitterà ancora fino al 22 maggio per permettere al Regno Unito di approvare in tempo record le leggi necessarie per una Brexit dura, quella senza alcun tipo di accordo con l'UE.

Ora, sfumata in via definitiva la possibilità di nuove trattative con l'UE, il Regno Unito e il governo di Theresa May sono con le spalle al muro.

Brexit: l'UE propone proroga fino al 22 maggio, ma l'UK dovrà approvare l'accordo


22 marzo 2019

Nella tarda serata di ieri, dopo oltre otto ore di discussione, i leader UE hanno offerto al Regno Unito la possibilità di far slittare la Brexit di poche settimane, fino al 22 maggio prossimo, a patto però che la Camera dei Comuni approvi l'accordo raggiunto dal governo di Theresa May con l'UE.

Se la Camera dei Comuni, come già accaduto due volte in poche settimane, voterà contro l'accordo - davvero svantaggioso per il Regno Unito, ma l'unico possibile secondo May e UE - ci sarà sì uno slittamento, ma soltanto fino al 12 aprile prossimo, due settimane in più rispetto alla data attuale della Brexit, il 29 marzo.

La votazione si terrà la prossima settimana in una data ancora da definire. Questo significa che la premier Theresa May, che farà ritorno in UK in giornata, avrà pochi giorni per cercare di convincere quanti più deputati possibili ad appoggiare quell'accordo, pena la possibilità sempre più concreta di un'uscita dall'UE senza alcun tipo di accordo.

Brexit, l'UE potrebbe proporre una proroga fino al 22 maggio

L'Unione Europea sta considerando la possibilità di concedere al Regno Unito un'estensione dell'avvio della Brexit di poche settimane. È quando emerge dalla bozza di un documento del Consiglio Europeo, che sembra escludere la possibilità di concedere uno slittamento che vada oltre il 22 maggio prossimo, il giorno che precede l'inizio delle operazioni di voto per le elezioni europee.

Secondo la bozza, infatti, non si potrà andare oltre quella data, ma anche questa breve estensione dovrà avvenire a una condizione: la prossima settimana la Camera dei Comuni del Regno Unito dovrà approvare l'accordo raggiunto con l'UE dal governo di Theresa May, quello già bocciato due volte dai deputati britannici nelle ultime settimane.

Il vertice odierno a Bruxelles si sta svolgendo a porte chiuse e stando ai corrispondenti sul posto Theresa May avrebbe discusso con i leader dell'UE per circa 90 minuti, chiedendo un'estensione di tre mesi. Il Presidente francese Emmanuel Macron, però, avrebbe giocato un ruolo di rilievo e si sarebbe imputato: se l'accordo non sarà approvato entro la settimana prossima, il Regno Unito dovrà uscire dall'UE senza alcun tipo di accordo:

In caso di voto negativo, ci si dirigerà verso un 'no-deal'. Lo sappiamo tutti. Ed è essenziale essere chiari in questi giorni e in questi momenti.

La stessa posizione è stata adottata anche dal negoziatore UE per la Brexit Michel Barnier, secondo il quale una breve proroga "dovrà essere condizionata da un voto positivo la settimana prossima alla Camera dei Comuni. Abbiamo fatto del nostro meglio, ora la soluzione spetta a Londra".

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