Cina, Di Maio: "Italy first. Salvini? Ha il diritto di parlare, io il dovere di fare" (VIDEO)

Il vicepremier e ministro dello Sviluppo-Lavoro Luigi Di Maio rivendica la bontà degli accordi commerciali e istituzionali firmati oggi a Roma tra il presidente cinese Xi Jinping e il governo italiano.

"Per noi oggi è un giorno importantissimo, un giorno in cui vince il Made in Italy, vince l'Italia, vincono le imprese italiane. Abbiamo fatto un passo per aiutare la nostra economia a crescere" dice soddisfatto il leader del M5s a Villa Madama dopo la firma del memorandum d’intesa sulla cosiddetta Nuova Via della Seta (che cos’è) con la Cina.

"Ci sarà una task force del Mise che monitorerà gli accordi, lavoriamo perché ci siano altri accordi da qui alla visita del premier Conte in Cina" ha aggiunto Di Maio. Gli accordi sottoscritti hanno un valore economico, secondo quanto riferito dal vicepremier, di 2,5 miliardi, ma il loro potenziale sarebbe quasi 10 volte tanto.

Alle critiche giunte da Bruxelles e da singoli paesi europei per l’attivismo solitario dell’Italia lungo il percorso della Nuova via della Seta - i critici temono la colonizzazione cinese - Di Maio ha risposto che il nostro Paese arriva per primo e che non esiste, a suo dire, una posizione franco-tedesca unitaria opposta a quella italiana.

Secondo il vicepremier "le due posizioni (di Parigi e Berlino, Ndr) hanno sfumature diverse. È chiaro che l'Italia è arrivata prima sulla Via della Seta e quindi altri Paesi Ue hanno delle loro posizioni critiche". Di Maio ha ribadito che: "Nessuno vuole scavalcare i nostri partner Ue ma nelle relazioni commerciali diciamo Italy First".

Ma nella stessa maggioranza non tutti la pensano così, a cominciare dall’altro vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini che nei giorni scorsi aveva invitato alla cautela sulla firma del memorandum, parlando esplicitamente del rischio che l’Italia diventi una colonia cinese, commercialmente parlando.

Salvini a ridosso della firma del memorandum ha poi insistito sul fatto che in Cina non c’è un’economia di libero mercato. "Lui ha il diritto di parlare, io ho il dovere di fare i fatti" ha risposto secco Di Maio.

Gli accordi firmati da Di Maio

Di Maio e la controparte cinese hanno firmato più in dettaglio tre memorandum d’intesa: uno sulla Belt and Road Initiative, il vero nome della ribattezzata Nuova via della Seta, uno sulle start up e uno sul commercio elettronico. Gli accordi "fanno parte delle 29 intese, istituzionali e commerciali, che sono state sottoscritte oggi tra Italia e Cina nei settori del commercio, dell’energia, dell’industria, delle infrastrutture e del settore finanziario, al fine di promuovere un rafforzamento delle relazioni economico-commerciali tra i due Paesi, nel rispetto delle linee strategiche dell’Unione Europea e della nostra collocazione euro-atlantica" spiega una nota del Mise.

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