C’è chi cambia e chi no. C’è chi lancia e rilancia sempre gli stessi slogan e chi si evolve, modificando anche “radicalmente” la propria impostazione. Senza ripassare la storia, che tanto non serve, limitiamoci alla cronaca delle ultime ore.
Di fronte a un Bossi che torna a minacciare il ricorso ai fucili (anche se il grido sempre più rauco del Senatur somiglia a quello di Esopo nella favola “al lupo, al lupo!”) c’è un Pannella che non minaccia più niente: né scioperi della fame e della sete, né sit in, né occupazioni di piazze, palazzi, strade, né imbavagliamenti, né ortaggi. Né, tanto meno, ricorso a nuovi referendum. Insomma un Marco Pannella rivisto e riverniciato. Forse per l’annunciato gran debutto nello scranno di senatore a vita promessogli dal Partito democratico? Tant’è che sembra oramai chiaro che per Pannella, Veltroni val bene una messa. In un suo contorto ragionamento, il capo radicale, cerca di spiegare la decisione di confluire nel Pd con la presa d’atto di un oramai irrimediabile degrado della nostra democrazia.
Nonostante la Costituzione italiana resti di carattere rigorosamente parlamentare e assegni al Presidente della Repubblica il compito di designare il Capo del Governo, “nei fatti – spiega Pannella – noi adesso eleggiamo il Presidente del Consiglio, e anche se questo accade in modo scorretto, improprio, nemmeno spiegabile dal punto di vista della legalità, ogni politico responsabile deve prenderne atto”. Capito? Prenderne atto! Oggi Marco prende supinamente atto, senza muovere un dito, che è in vigore una nuova Costituzione materiale. E sostiene che di fronte a ciò l’unico comportamento coerente è votare Veltroni, il “minor male”.
Lungi da noi di discutere la legittimità (e l’opportunità?) del voto al leader del Pd. Ma come non rilevare che Pannella sembra l’erede dell’odiato (ricambiato a sua volta) Indro Montanelli quando invitava a votare Dc, pur turandosi il naso. Il meno peggio, appunto. La storia si ripete. Stavolta il “convertito” è Pannella. Cosa non si fa per una manciata di seggi parlamentari e per una fetta di finanziamento pubblico!
Fabio Medici
08 apr 2008 - 11:56 - #1a sentire questo paragone montanelli si girerà nella tomba…
Almeno indro era un grande giornalista…
skunk
08 apr 2008 - 12:01 - #2Informatevi meglio, prima di scrivere le solite sciocchezze da bar sport (con tutto il rispetto per i Bar Sport), se non si comprende una spiegazione questo non vuol necessariamente dire che sia contorta.
http://www.radicali.it/informazione_dirittiumani/form.php
Luca Landoni
08 apr 2008 - 12:14 - #3io ho il massimo rispeto per Pannella, ma onestamente non lo vedo nella dimensione “pro” in nessunissima forma. Per me lui deve sempre essere “contro”, perchè abbiamo bisogno di una coscienza della classe politica, di un grillo parlante. E
Luca Landoni
08 apr 2008 - 12:16 - #4E questo indipendentemente dal fatto che sono stato più spesso di opinione contraria che favorevole alla sua.
Semplicemente il Partito Radicale di governo non si può vedere. Opponiti, Marco, che di gente allineata ne abbiamo fin troppa
dan46
08 apr 2008 - 15:06 - #5Non credo si possa paragonare Pannella ad Indro Montanelli, perché il confronto non c’è…Montanelli è stato un grandissimo giornalista.
ciro iuorno
08 apr 2008 - 15:41 - #6… continuo a riflettere sulla paradossale situazione politica … comunque mi astengo … auspico una sintesi logica postelettorale …
M4rcos
08 apr 2008 - 16:23 - #7chi ha scritto l’articolo già denota una mancanza di approfondimento enorme ma…chiuderlo col commento “Cosa non si fa per una manciata di seggi parlamentari e per una fetta di finanziamento pubblico!” è l’apoteosi assoluta: praticamente l’opposto dell’agire di Pannella e dei radicali…