Salvini: "Ius soli? Non se ne parla. Cittadinanza non è biglietto Luna Park"


Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, chiamato in causa da più parti e più o meno direttamente in questi giorni sulla questione dello Ius soli, ribadisce il suo pensiero. Per Ius soli, lo ricordiamo, si intende l’acquisizione della cittadinanza da parte di chi nasce sul suolo di un dato territorio, indipendente dalla nazionalità dei genitori.

Tirato in ballo da ultimo anche dal sindaco di Milano Beppe Sala che lo ha accusato di sfuggire al dibattito su un tema così importante, il leader della Lega replica: "Ius soli? Non se ne parla. L'Italia è il Paese che concede più cittadinanze ogni anno, non serve una nuova legge". Salvini prosegue spiegando che "la cittadinanza è una cosa seria, non è un biglietto per il luna park. In singoli casi eccezionali si può concedere anche prima del tempo, ma la legge non cambierà".

Poi il ministro è tornato a parlare della cittadinanza per motivi speciali che il governo ha preso l’impegno di dare a Ramy, lo studente di 13 anni di origine egiziana che dando l’allarme con il suo cellulare ha salvato se stesso e i compagni dall’autista che cinque giorni fa nel milanese ha dirottato e incendiato un bus con a bordo 51 studenti. A proposito del ragazzino-eroe il vicepremier ha detto: "Spero di incontrarlo presto… Stiamo proseguendo con tutte le verifiche del caso, spero di incontrarlo presto e ringraziarlo per il suo coraggio".

Al sindaco di Milano Beppe Sala risponde invece direttamente il deputato e capogruppo leghista nel capoluogo lombardo Alessandro Morelli che gli consiglia di pensare "a fare il suo lavoro" e "a non aumentare il biglietto Atm piuttosto che cercare la scorciatoia per gli immigrati che, se integrati, ottengono la cittadinanza già con le attuali norme".

Secondo Morelli: "Sono tantissimi i problemi toccati ma non risolti dall'amministrazione del manager che, compresa la malparata, cerca di svicolare parlando oggi di ius soli, un tema che scalda i milanesi di Area B e i radical chic, che i problemi dell'immigrazione li vedono al telegiornale, usando inoltre un caso di scuola: un ragazzino che a 18 anni potrà diventare italiano e un delinquente probabilmente terrorista che ha avuto la cittadinanza proprio per vie rapide".

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