Copyright, Wikipedia oscurata in Italia prima del voto al Parlamento UE

Domani, martedì 26 marzo, il Parlamento Europeo si esprimerà sulla nuova direttiva sul diritto d'autore, già passata lo scorso settembre a Strasburgo con 438 voti a favore, 226 contrari e 39 astensioni. La seduta di domani, però, potrebbe chiudersi con l'approvazione definitiva di quella direttiva e oggi Wikimedia, che si era già battuta in passato contro quella riforma e, in particolare, contro gli articoli 11 e 13 in essa contenuti, ha deciso di oscurare le pagine di Wikipedia in Italia e altre localizzazioni.

Chiunque dalle 8 di oggi e fino alle 8 di domattina - la seduta a Strasburgo inizierà alle 9.00 - proverà a visitare una qualsiasi pagina di Wikipedia Italia si troverà davanti un messaggio che invita a contattare i propri rappresentanti al Parlamento UE e chiedere loro di non appoggiare la direttiva contro il copyright così come attualmente configurata:

La direttiva darà agli editori il potere di limitare la diffusione di notizie e titoli in ogni sito altrui (articolo 11). Costringerà inoltre quasi tutti i siti ad analizzare preventivamente ogni contributo dei propri utenti per bloccarli automaticamente se non autorizzati dalle industrie del copyright (articolo 13).
Entrambi questi articoli rischiano di colpire in modo rilevante la libertà di espressione, la partecipazione e la creatività online. Nonostante Wikipedia possa non essere direttamente toccata da queste norme, il nostro progetto è parte dell'ecosistema di internet. Gli articoli 11 e 13 indebolirebbero il web, e indebolirebbero Wikipedia.

Riforma del copyright: cosa cambierà con gli articoli 11 e 13

Riforma del copyright: cosa possono fare i cittadini

Wikimedia invita tutti i cittadini a recarsi sul sito del Parlamento Europeo e scrivere agli europarlamentari per far sentire la propria voce. È sufficiente seguire il link proposto da Wikipedia o collegarsi a questo indirizzo per trovarsi davanti la lista di tutti i rappresentanti italiani al Parlamento UE e contattarli con una semplice email o una telefonata per chiedere di votare contro la riforma e spingere per modificare quei due controversi articoli.

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