Salvini: "Cittadinanza a Ramy, è come fosse mio figlio". Il ragazzo: "Contentissimo, grazie"

Matteo Salvini annuncia il suo sì alla concessione della cittadinanza per motivi speciali a Ramy, il 13enne eroe del bus dirottato nel milanese la scorsa settimana. "È come se fosse mio figlio" ha detto il vicepremier che ieri aveva mostrato tutta la sua cautela, mentre le verifiche del Viminale erano in corso. Oggi la svolta. Ramy nelle ultime ore aveva precisato che la sua famiglia non ha precedenti penali.

"Ramy è come se fosse mio figlio e ha dimostrato di aver capito i valori di questo Paese" ha affermato il leader della Lega che in un primo momento aveva sospeso l'iter poiché "sono tenuto a far rispettare le leggi". Leggi che "per atti di bravura o coraggio si possono superare" ha detto il ministro dell’Interno.

Salvini ha fatto sapere anche che incontrerà al ministero 5 ragazzi della scuola media Vailati di Crema e 12 carabinieri che sono stati loro malgrado interessati dal dirottamento del bus sulla strada Paullese. Oltre a Ramy il vicepremier accoglierà al Viminale Adam, che è riuscito a chiamare i carabinieri dando indicazioni utili; Aurora, che era stata presa in ostaggio e ha saputo mantenere un eccezionale sangue freddo; Fabio, che ha cercato di calmare il dirottatore, e Nicolò, che si è offerto come ostaggio.

Ramy appresa la notizia del via libera del Viminale alla cittadinanza ha voluto subito manifestare tutta la sua felicità: "Sono contentissimo, ringrazio Salvini e Di Maio" ha detto il 13enne. Non meno felice suo padre Kaled: "Andrò a Roma con mio figlio per incontrare e salutare Salvini".

Bonafede: "Sì Cittadinanza a Ramy. Ius Soli non c'entra"

La questione Ius Soli continua a tenere banco nella maggioranza, soprattutto dopo che il Viminale sembra aver fatto marcia indietro sulla cittadinanza a Ramy, il 13enne eroe di San Donato Milanese che dando l’allarme dal bus dirottato dall’autista, il 20 marzo scorso, ha salvato se stesso e i suoi 50 compagni di scuola da quella che poteva essere una strage.

Il governo aveva inizialmente promesso che avrebbe dato a Ramy la cittadinanza italiana per motivi speciali (il ragazzino è nato in Italia da centri egiziani), poi dopo aver avviato gli accertamenti del caso il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha tirato il freno.

La vicenda sta agitando le acque della maggioranza, già abbastanza mosse, ancor più dopo le elezioni in Basilicata. Il leader del M5s Luigi Di Maio è convinto che si debba dare la cittadinanza a Ramy.

Oggi sulla questione interviene anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: "Credo si debba dare un riconoscimento importante a un bambino che è stato capace di essere forte e evitare una tragedia. Bisogna dare la cittadinanza a Ramy". Lo Ius Soli, spiega il Guardasigilli "non ha nulla a che fare con questa vicenda e non è nel contratto di governo. Mi fa ridere chi ne parla e quando era al governo non ha approvato la legge".

Anche Salvini è tornato a parlare oggi di Ius Soli prendendo spunto da un fatto di cronaca avvenuto a Modena: "Falsificavano gli esami per concedere agli immigrati falsi attestati di conoscenza della lingua italiana, così da ottenere i permessi di soggiorno. Una maxi truffa che ha coinvolto più di 6mila stranieri e che ha fatto scattare cinque arresti per corruzione, falsità ideologica, truffa, contraffazione di documenti, indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato. Altro che Ius Soli e cittadinanze in regalo, in Italia servono regole e controlli".

Salvini ha ringraziato la polizia per il lavoro svolto confermando la sua posizione sullo Ius Soli che è poi quella del governo a sentire anche Bonafede: la legge non cambia.

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