Brexit, bocciate le 8 proposte alternative all'accordo UK-UE. Cosa succede ora?

Giornata da dimenticare, quella di ieri, per la premier britannica Theresa May e la Camera dei Comuni. Dopo aver tolto al primo ministro il timone della Brexit in una mossa senza precedenti, ieri sera i deputati britannici non sono riusciti a trovare un accordo su nessuna delle otto proposte alternative all'accordo raggiunto lo scorso anno con l'UE dall'esecutivo di May.

Otto proposte diverse sulle quali non si è riusciti ad avere la maggioranza dei voti. L'ipotesi di nuovo referendum è quella arrivata più vicina a venir approvata, con 268 voti a favore e 295 contrari. La revoca dell'Articolo 50 per scongiurare una Brexit senza accordi è stata bocciata da 293 deputati (184 i voti a favore), mentre sulla possibilità di un'uscita dall'UE senza accordi il 12 aprile si sono espressi a favore soltanto 184 deputati (400 i voti contrari). Allo stesso modo la possibilità di una soft Brexit con la permanenza nell'unione doganale o nel mercato comune è stata bocciata da 272 deputati (264 i voti a favore).

Ad oggi, quindi, la Gran Bretagna è nel caos e nelle prossime ore Theresa May, che ieri aveva promesso le proprie dimissioni in cambio dell'ok all'accordo con l'UE già bocciato due volte dalla Camera dei Comuni - e da quegli stessi deputati che ieri non sono riusciti ad accordarsi su una soluzione alternativa - cercherà in ogni modo di trovare i consensi necessari per l'approvazione di quel discusso accordo, anche se a conti fatti sarà molto difficile raggiungere la maggioranza.

Il passaggio successivo, se il nuovo tentativo di May fallirà, sarà quella di tentare una nuova votazione sulle proposte che ieri sera sono andate più vicine all'approvazione e vedere se anche soltanto una decina di deputati che cambieranno idea riusciranno a fare la differenza.

Theresa May

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