Castrazione chimica come alternativa al carcere per gli stupratori: è scontro Lega-M5S

Giulia Bongiorno

Il nuovo terreno di scontro tra le due forze politiche al governo, Lega e Movimento 5 Stelle, si è palesato in queste ore mentre alla Camera dei Deputati è iniziato l'esame del disegno di legge che punta a tutelare le vittime della violenza domestica e della violenza di genere, il ddl "Disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere".

La Lega ha presentato un emendamento che prevede l'introduzione della castrazione chimica come alternativa al carcere nei casi di condanna per stupro, a patto che la persona condannata dia il proprio consenso. A difendere con forza la proposta è Giulia Bongiorno, Ministro per la pubblica amministrazione, che auspica la possibilità di trovare un punto di incontro col Movimento 5 Stelle:

Abbiamo presentato alla Camera un emendamento per inserire la possibilità di subordinare la sospensione della pena ad un trattamento terapeutico o farmacologico inibitorio della libido. [...] Non è un trattamento incostituzionale. La Lega sostiene questa misura da tempo, anzi è uno dei motivi, con la legittima difesa, che mi ha fatto avvicinare alla Lega.

È vero, la Lega aveva inserito la castrazione chimica nel programma con cui si era presentata alle elezioni politiche del 2018, ma vista la posizione di M5S in materia non era stata esplicitata nel contratto di governo. E così, alla prima occasione buona, la Lega è tornata alla carica con un emendamento al ddl Codice Rosso, mandando il Movimento 5 Stelle su tutte le furie.

Da M5S, infatti, oggi hanno fatto sapere che la proposta della Lega suona più come una presa in giro che una soluzione ad un problema enorme:

Noi non prendiamo in giro le donne. Quello della Lega è un emendamento applicabile nei casi in cui è prevista la condizionale. Questo significa che si applica solo a reati minori, dove appunto si prevede la condizionale, come il palpeggiamento ad esempio e non ha senso.

Il Movimento 5 Stelle, invece, vorrebbe limitarsi ad inasprire le pene per gli stupratori, puntando ad un massimo di 30 anni di carcere:

La violenza sessuale in sé è infatti considerata già nel 4 bis dell’ordinamento penitenziario, per il quale reato è previsto il carcere senza condizionale. Così non risolviamo il problema. Per noi chi stupra si deve fare l’ergastolo e non deve nemmeno accedere alla condizionale. Si devono fare 30 anni di galera e deve esserci certezza della pena. Punto.

Il caso è montato questa mattina e al momento i due leader politici, Salvini e Di Maio, non sono intervenuti direttamente con dichiarazioni pubbliche, ma anche in questo caso è difficile pensare ad un punto di incontro tra le due posizioni e, in caso di voto dell'emendamento, le possibilità che passi sono ridotte all'osso anche se la Lega potrebbe in questo caso contare sul supporto del resto del centrodestra.

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