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Obama in visita alla Cia: no al waterboarding

Pubblicato: 21 apr 2009 da davide f.

Commenti dei lettori

da flickr, common creative

Abbiamo parlato qualche giorno fa della scelta di Obama di pubblicare quattro memorandum della passata amministrazione sulle torture inflitte dagli agenti della Cia alle persone interrogate. Oggi riporta il New York Times che il presidente degli Stati Uniti ha visitato il quartier generale dei servizi d’intelligence statunitense a Langley, in Virginia.

Obama ha promesso di proteggere l’identità dei funzionari dell’intelligence coinvolti negli scandali scatenati dalla pubblicazione il 16 aprile di alcuni dossier sulle tecniche d’interrogatorio utilizzate dalla Cia contro i sospetti terroristi.

Il presidente ha ribadito anche la sua fiducia nell’intelligence, ma ha confermato in modo altrettanto forte la sua condanna verso metodi d’interrogatorio come il waterboarding, l’annegamento simulato, usato durante l’amministrazione di Bush per costringere i prigionieri a fornire informazioni segrete.

E’ un punto complesso e controverso: infatti da sempre gli Stati Uniti attraverso i loro servizi segreti hanno attuato strategie tutt’altro che rispettose dei diritti umani e delle democrazie con lo scopo di preservare gli interessi americani nel mondo. E Obama su questo punto si trova contro i dinosauri della politica americana, soprattutto repubblicani ma non solo.

Per esempio sui metodi d’interrogatorio l’ex vice presidente Dick Cheney è intervenuto sulla questione durante un’intervista al canale Fox news, e ha chiesto di pubblicare altri documenti che dimostrerebbero l’efficacia di queste tecniche d’interrogatorio. La battaglia per una maggiore democratizzazione degli apparati U.S.A è appena iniziata.

Immagine|Flickr

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10 commenti

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  • Profilo di Lea

    Lea

    21 apr 2009 - 12:13 - #1
    -2 punti
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    Queste tecniche di interrogatorio sono state adottate per sconfiggere il terrorismo di fondamentalista islamico dopo l’attentato alle Twin Towers.
    Non mi sembra una battaglia per una maggiore democratizzazione degli apparati USA. Ma pura propaganda che delegittimerà la CIA agli occhi di AlQuaida e di tutto il terrorismo internazionale.
    I metodi per gli interrogatori usati dalla CIA andavano investigati e semmai rivisti, attraverso un processo tutto interno agli apparati dell’Intelligence, con la Casa Bianca.
    Un Paese, per questioni di sicurezza, non fa queste cose alla luce del sole. Non nella situazione post 11 settembre.

  • Profilo di Mattia77

    Mattia77

    21 apr 2009 - 15:04 - #2
    0 punti
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    Adesso molti meno americani si vergogneranno del loro paese.

  • Profilo di Andrea P

    Andrea P

    21 apr 2009 - 15:23 - #3
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    Lea, un paese che adotta questi sistemi non è meglio dei “terroristi”, e non fa altro che alimentare l’odio.
    Non è così che si sconfigge il terrorismo, bisogna essere superiori, aiutare le popolazioni povere a diventare autosufficienti, istruire ecc.. certo, tirare qualche bomba è più facile ma è un boomerang.

  • Profilo di Billy Belial

    Billy Belial

    21 apr 2009 - 15:36 - #4
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    Parecchi detenuti per reati di terrorismo, dopo ogni genere di tortura si sono rivelati innocenti, e molti colpevoli non hanno comunque detto un c4zzo

    La cosa divertente è che molti dei banchieri che hanno trascinato il mondo nella crisi ora affogano solo nell’oro, altro che nelle torture

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    21 apr 2009 - 16:10 - #5
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    Sarà, ma io ancora non mi capacito di come sia possibile che un qualsiasi paese renda di pubblico dominio questioni riguardanti i servizi (i quali se sono segreti devono rimanere tali, se no che “segreti” sono ?).
    E non succede solo negli USA.

  • Profilo di Lea

    Lea

    21 apr 2009 - 17:21 - #6
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  • Magilla

    21 apr 2009 - 17:58 - #7
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    Di ciamo che se il capo di uno staterello Africano o mediorientale avesse dato le medesime autorizzazioni sarebbe condannato dall’ONU (e suppongo ricercato) per crimini di guerra. Perchè con George no?

  • Profilo di augustus

    augustus

    21 apr 2009 - 20:16 - #8
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    Mattia77

    Non ho incontrato molti americani che si vergognano del loro paese (e non vedo perche’ dovrebbero, la questione e’ molto piu’ complicata).

    Anrea P

    ‘non è meglio dei “terroristi”‘ che significa “meglio”? c’e’ per caso un’unita’ di misura per misurare una situazione del genere? O la tua unita’ e’ la “bonta’” che tanto va di moda?

    “Non e’ cosi’ che si sconfigge il terrorismo”. No, infatti la tortura e’ usata non per sconfiggere i terroristi ma per evitare azioni terroristici contro obiettivi americani, per trarre informazione. Una piccola parte di un processo molto piu’ complicato e lungo.

    Parli di aiutare all’autosufficienza ma non mi sembra che questo sia il problema di paesi come l’iran, l’arabia saudita o il pakistan (ecco, non stiamo parlando del bisogno degli aiuti umanitari per l’africa). L’arabia saudita ha una forte estremizzazione fondamentalista islamica, eppure di soldi ne e’ piena. Come credi che si dovrebbe “sconfiggere” questo? Con l’istruzione? e che tipo di istruzione credi si possa fare, con quale quantita’ di risorse e quale sarebbe l’indice si successo in questo?
    Aiutare, istruzione, essere superiori sono parole inutili da sole. Contestualizza, fai esempi e facci sapere quale sono le tue soluzioni che centinaia di studiosi di relazioni internazionali, geopolitica e sociologia che lavorano per il governo non sono riusciti a trovare.

  • Profilo di Mattia77

    Mattia77

    22 apr 2009 - 04:10 - #9
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    @augustus, di la verità ma quante volte sei uscito dall’italia?

  • Profilo di augustus

    augustus

    23 apr 2009 - 07:38 - #10
    0 punti
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    Mattia77

    E’ diverso, la domanda giusta e’: ma quante volte sono tornato in italia. Me ne sono andato 2 anni fa per studi universitari, e non vedo motivi per tornare. Non vedo comunque come questo si relazioni alla conversazione.