Verona, Gandolfini difende il gadget del feto: "Fotografa semplicemente la realtà"

Massimo Gandolfini

Il feto di gomma distribuito come gadget ai partecipanti al Convegno delle famiglie di Verona sembra aver sortito l'effetto sperato: far parlare dell'evento, ancor più di quanto non fosse stato fatto nei giorni scorsi. Le reazioni sono state quasi unicamente di disgusto, ma c'è anche chi ha provato a difenderlo, con scarsi risultati.

È il caso di Massimo Gandolfini, il leader del Family Day e decano del consiglio direttivo del Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona:

Il gadget con il feto di plastica fa parte di un certo tipo di sensibilità che io non ho. Detto questo, quel gadget fotografa semplicemente la realtà.

Chi ha avuto l'idea di realizzarlo e distribuirlo sapeva benissimo quali sarebbero state le reazioni, ma sapeva altrettanto bene che una trovata simile avrebbe riacceso i riflettori sull'aborto e sulla legislazione italiana al riguardo. E infatti lo stesso Gandolfini ha colto l'occasione per ribadire la propria posizione sull'interruzione della gravidanza:

In Italia, dal 1978 a oggi, sono stati uccisi sei milioni di bambini e ne sono stati salvati 200mila. Li ha salvati ad esempio il Movimento per la vita. Ecco lo Stato ha tradito se stesso.

E da lì ad attaccare le coppie omosessuali il passo è stato breve, alla faccia dei tanti che provavano a difendere l'evento dalle accuse di omofobia:

Da un'unione donna donna e uomo uomo, non nasce una vita, per cui non possono essere genitori. Siamo inoltre convintamente contrari alla maternità surrogata e all'utero in affitto, pratica incivile.


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