Perché non sono uguali: Veltroni, Berlusconi e la precarietà

pubblicato da paolo – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Campagna elettorale Dì qualcosa di destra Dì qualcosa di sinistra Silvio Berlusconi Walter Veltroni Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD

nbfghgfd

Una della accuse meno centrate rivolte a questa campagna elettorale è che non si sia parlato di temi concreti. Basterebbe aver ascoltato Veltroni in una delle sue tappe nelle piazze italiane, o avere almeno letto quotidianamente i giornali, per capire che non è così. D’altra parte, lo stesso pregiudizio che “PD e PDL dicono le stesse cose” è un semplice figlio del più crasso populismo, e lo dimostrano le posizioni e le proposte dei due maggiori schieramenti sull’importante tema del precariato. Non è proprio così…

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Da un lato, Veltroni ha speso parecchie energie su questo punto - riguardante ovviamente soprattutto giovani e neolaureati - proponendolo come uno dei problemi più scottanti della società attuale, una vera e propria emergenza cui è necessario porre quanto prima rimedio. In questa ottica, insomma, mentre la flessibilità è vista come una caratteristica necessaria nel mercato del lavoro attuale (e non per niente il Partito Democratico candida un giuslavorista non amato dalla sinistra radicale come Pietro Ichino) la precarietà è considerata come un dramma esistenziale. La particolare rilevanza data dal PD alla cosa si è concretizzata nella volontà di portare come primo provvedimento in un’eventuale prima riunione del Governo Veltroni il cosiddetto compenso minimo legale. Questa norma altro non è che l’introduzione di un livello minimo salariale (sui 1000-1100 euro) per i precari, oggi spesso costretti a contratti al limite della schiavitù, a causa dell’implementazione senza alcun ammortizzatore sociale della Riforma Maroni da parte del precedente governo di centrodestra. Questa proposta potrebbe essere tacciata di demagogia o di essere una mera mossa elettorale, se non fosse che il compenso minimo legale è una realtà che ci circonda: in venti paesi membri dell’Unione Europea e in uno candidato esiste infatti una qualche forma di salario minimo garantito. Il compenso più alto è pagato dal Lussemburgo (1570.3 €), ma ci sono anche la Spagna con 665.7 €, la Francia con 1254 € e la Gran Bretagna con 1361 €. Paesi in cui questa è vista come una necessaria misura di welfare, e paesi che - al contrario della critica più comune, secondo cui un provvedimento simile paralizzerebbe la crescita - sono cresciuti come treni, mentre l’Italia perdeva 7 punti di PIL rispetto ai quattro maggiori paesi dell’area Euro e arrancava attorno a crescita zero.

Questa, quindi, la posizione di Veltroni e del PD. E nell’ambito del PDL, invece, qual è la cura proposta per la piaga del precariato?

In primo, per esplicita ammissione in almeno due dichiarazioni di Berlusconi (tuttora miracolosamente non smentite), non considerare il tema un problema. Nella conferenza stampa (seguita anche con una diretta di Polisblog), Berlusconi ha infatti dichiarato:

Io non avverto, per quanto riguarda i giovani, l’allarme della sinistra che vede la precarietà come il male assoluto della nostra gioventù

Affermazione condita proprio recentemente con un ulteriore rafforzamento della tesi:

Io vorrei che il paradigma del posto fisso fosse meno valorizzato. Non è vero che senza posto fisso non si possa prevedere il futuro. Io non sono d’accordo

Quali sono quindi le proposte di Berlusconi per il “non-problema” del precariato, a parte il consiglio di sposare un milionario? A livello di proposte, l’unica che si è sentita esplicitamente è stata la detassazione delle ore di straordinario. Sì ritiene quindi che le aziende avrebbero di conseguenza un vantaggio dal far lavorare di più i lavoratori, che finirebbero per guadagnare maggiormente (aggiungendo ore di lavoro). Come un provvedimento simile possa aiutare ad arrivare a un livello salariale dignitoso (senza finire per lavorare con gli stessi orari dei cucitori di palloni in Bangladesh) rimane avvolto da una spessa coltre di mistero. Anzi, sembra in realtà rifarsi alla tipica vulgata conservatrice che in America spinge i Repubblicani a tagliare le tasse solo ai più ricchi, con la convinzione che poi questi “faranno ricchezza”, facendo quindi stare meglio anche le altre fasce sociali. Una mossa economica così oculata da aver messo in ginocchio l’America durante i due mandati presidenziali di Ronald Reagan e aver portato con Bush Junior gli USA sull’orlo di una spaventosa recessione.

Insomma, almeno sul tema della precarietà, i due schieramenti che si contenderanno il governo del paese le idee ce le hanno parecchio chiare, e sono idee anche molto diverse le une dalle altre. Chissà che conoscere queste cose, invece che abbandonarsi alle facili demagogie del “tanto sono tutti uguali”, non possa aiutare i giovani italiani a convincersi che gli scenari che si aprirebbero dopo una vittoria degli uni o degli altri non sono proprio identici.

Foto: Claudio Testa, Flikcr

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi condividi 13 commenti
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • mosse22

    09 apr 2008 - 09:00 - #1
    0 punti
    Up Down
  • Profilo di William Wallace

    William Wallace

    09 apr 2008 - 09:01 - #2
    -1 punto
    Up Down

    Secondo me si confondono le cose. Un pò di lavoro precario per un giovane neolaureato è una cosa normale e giusta: si chiama gavetta. Quando invece la precarietà diventa la regola ed abbiamo persone di 40 anni senza il posto fisso, allora è davvero un dramma.

  • Profilo di sandokan71

    sandokan71

    09 apr 2008 - 09:27 - #3
    0 punti
    Up Down

    Wallace ha ragione, perché gli date sempre voti negativi? Un giovane ha più possibilità di trovare un lavoro diverso rispetto ad un 40enne che si ritrova a dover scegliere tra un posto precario e il nulla. Con la conseguenza che è costretto a farsi sfruttare. (e non sono di destra)

  • Profilo di William Wallace

    William Wallace

    09 apr 2008 - 10:00 - #4
    -1 punto
    Up Down

    Grazie Sandokan…

    Il voto negativo è automatico per tutti quelli che ho preso in precedenza…

  • Profilo di Mytwocents

    Mytwocents

    09 apr 2008 - 10:47 - #5
    2 punti
    Up Down

    William

    E’ proprio la distinzione tra flessibilità e precarietà che intendevo, la flessibilità, se implementata su un tessuto di welfare al passo coi tempi, è un carattere fondamentale dell’attuale mercato del lavoro. Il problema è che con la Riforma Maroni da un lato si è attuata una cura da cavallo di flessibilità (fin troppo “spinta”), mentre dall’altro è mancata ogni attenzione all’adeguamento e alla creazione degli ammortizzatori sociali. Le dichiarazioni di Berlusconi, da questo punto di vista, non lasciano presagire nulla di buono (peraltro andando in contrasto frontale con Tremonti).

  • Profilo di William Wallace

    William Wallace

    09 apr 2008 - 12:18 - #6
    -2 punti
    Up Down

    Le parole di Berlusconi riguardino solo i giovani e, da questo punto di vista, credo abbia ragione. Il problema è il precariato “senile”, di cui, detto sinceramente, non conosco i numeri.

  • Profilo di Mytwocents

    Mytwocents

    09 apr 2008 - 12:24 - #7
    2 punti
    Up Down

    Attenzione però, dire che un po’ di flessibilità è necessaria e dire che il precariato non è un problema sono due cose molto diverse. E Berlusconi ha sostenuto la seconda. Visto che ci sono dentro, posso assicurare che invece è un problema, altroché.

  • elena selli

    09 apr 2008 - 12:44 - #8
    0 punti
    Up Down

    Non ho motivo per non ammettere che nel 2001 ho votato forza italia, e ne sono stata profondamente tradita, mio cugino è un disabile completamente sordo, e per legge, i sordi non muti, hanno al massimo una percentuale del 67%.

    Mio cugino lavora grazie alla legge D’Alema, si il caro “comunista”, come dice Berlusconi, l’unico politico italiano che ha fatto qualcosa per i disabili italiani, una legge grazie alla quale sono stati assunti, dopo 40 anni di disoccupazione al 99%, almeno 700.000 disabili.

    Grazie onorevole D’Alema!

    Ebbene, speravo nel rinnovamento, nelle promesse del centrodestra e sono stata ampiamente delusa dal loro tradimento.

    Appena arrivati al governo, il centrodestra, ha tolto l’assistenza dentistica pubblica a tutti i disabili con meno del 75% di invalidità, come mio cugino, che lavoro a 850 euro al mese.

    come fa un disabile sordo con un reddito di 850 euro al mese a pagarsi il dentista che per un solo dente ne chiede 1000 di euro, questo le chiedo onorevole berlusconi, bel risultato averla votato, non lo farò +

    Firmato: la cugina di un disabile sordo totale non muto

    Da ora e per sempre voterò il partito di D’Alema, il PD.

  • elena selli

    09 apr 2008 - 12:47 - #9
    0 punti
    Up Down

    Ho letto i vostri post, Berlusconi ha dichiarato che vuole cancellare lo statuto dei lavoratori e l’art 18, per chi ne gode.
    Agli elettori la scelta, tra un governo che ha per finalità la regolarizzazione di quante + persone possibili, con tutto quello che ne consegue, e un governo che ha per obiettivo la precarizzazione di quante + persone possibili, con tutto quanto ne consegue.
    Meglio qualche euro in + al mese, o il lavoro sicuro e in parte tutelato?
    Chi ha qualche anno sul gobbone sa che la cosa migliore è la seconda, ai giovani che votano pdl sarà amaro scoprire quante balle raccontano questi venditori di fumo.
    avevano promesso aiuti ai disabili e non solo han bloccato la legge d’alema, ma gli han pure tolto il poco che avevnao

  • Profilo di William Wallace

    William Wallace

    09 apr 2008 - 14:23 - #10
    -2 punti
    Up Down

    Ma Berlusconi parla di precariato giovanile, no? Secondo me è un falso problema (e lo dico da precario). Nel senso che se io fossi un datore di lavoro non vorrei garantire il posto fisso ad una persona che non ha esperienze o che non conosco ancora. Certo, si deve evitare lo sfruttamento. Però Paolo prova a fare un articolo sul precariato degli over 30. Secondo me quella è una vera sciagura.

  • Profilo di Mytwocents

    Mytwocents

    09 apr 2008 - 14:28 - #11
    2 punti
    Up Down

    Sì, William, ma continui a mischiare flessibilità e precarietà. Quando un laureato si trova al quinto contratto di lavoro, o a 30 anni è ancora dietro ai contratti trimestrali o agli stage formativi, il problema esiste. E ti posso assicurare che di situazioni così ce ne sono parecchie.
    L’idea del post sul poco considerato precariato senile è comunque molto buona, magari dopo le elezioni me la studio un po’ sui dati perché vorrei evitare di dire superficialità. ;)

  • Profilo di Mytwocents

    Mytwocents

    09 apr 2008 - 15:01 - #12
    2 punti
    Up Down

    Ecco cosa dice Ichino, uno che è preso di mira dalle frange di sinistra:

    Ichino: “Io con il Pdl? Mai”
    “Il programma del Pdl in tema di politiche del lavoro è di una povertà disarmante”: lo sostiene il giuslavorista e candidato del Pd Pietro Ichino, che per questa ragione non avrebbe mai “accettato l’offerta di Berlusconi” di correre con lui alle prossime elezioni. “Grazie per il pensiero - ma nel Pd mi trovo più a mio agio, a casa mia”.

  • Profilo di William Wallace

    William Wallace

    09 apr 2008 - 16:18 - #13
    -2 punti
    Up Down

    Va beh, ma Ichino tira l’acqua al suo mulino… (pessima rima). Facciamo una cosa: dimmi secondo te qual’è la differenza tra precariato e flessibilità, almeno ci intendiamo!!!

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento

Network Blogo