Sudan, colpo di stato: Bashir agli arresti domiciliari, festa in strada

AGGIORNAMENTO ore 14.35. L’ormai ex presidente sudanese Omar Al Bashir, deposto con un colpo di Stato dopo 30 anni al potere, si troverebbe agli arresti domiciliari, stessa sorte toccata a diversi leader dei Fratelli Musulmani secondo Le Figaro che cita la tv Al Hadath. La notizia degli arresti domiciliari per Bashir arriverebbe direttamente da "Al Sadeeq Sadiq al Mahdi, figlio del capo dell'opposizione Sadiq al-Mahdi".

AGGIORNAMENTO ore 11.30 - La folla per le strade di Khartoum, in Sudan, cresce ora dopo ora, ma al momento l'atteso annuncio dell'Esercito non è stato ancora fatto e le indiscrezioni stanno impazzando sulla stampa locale. Omar Al Bashir non si è ancora ufficialmente dimesso - fonti di Reuters sostengono invece che l'abbia fatto - ma la conferma dovrebbe arrivare nelle prossime ore, mentre i politici a lui vicini starebbero finendo in manette dalle prime ore di oggi.

Poco fa, lo riferiscono fonti locali, i militari avrebbero fatto irruzione nella sede del partito di Omar al-Bashir, il Partito del Congresso Nazionale.

Se l'Esercito del Sudan non ha ancora diffuso comunicazioni ufficiali, i cittadini stanno già celebrando al grido di "il regime è caduto".

AGGIORNAMENTO ore 9.30 - Omar al-Bashir dovrebbe dimettersi a breve, dopo essere stato al potere per 34 anni. La stampa italiana dà tutto per già fatto, ma fonti locali rivelano che le discussioni con l'Esercito sarebbero ancora in corso. Al Arabiya conferma che i vertici militari stanno valutando come procedere e chi dovrà guidare l'Alto Consiglio delle Forte Armate in questa fase di transizione.

Il nome che la stampa locale dà con insistenza è quella del generale Kamal Abdel-Marouf, Capo di Stato maggiore dell'esercito.

Sudan, i militari circondano il palazzo presidenziale

08.30 - È in corso un colpo di stato in Sudan, dopo mesi di proteste da parte dei cittadini - almeno 50 persone hanno perso la vita negli scontri - e cinque giorni consecutivi di sit-in per dire basta al regime di Omar al-Bashir, al potere ormai dal 1989. Nell'ultimo periodo i militari hanno iniziato a schierarsi con la popolazione, stremata dalla fame e dalla povertà, e questa mattina, stando a quanto riferiscono i media locali, hanno preso in mano la situazione.

Diversi veicoli militari hanno circondato il palazzo presidenziale a Khartoum e poco dopo la tv di Stato ha annunciato che l'Esercito farà presto un annuncio importante. Da lì è stato un susseguirsi di indiscrezioni: l'aeroporto cittadino sarebbe stato temporaneamente chiuso, mentre diversi ufficiali del governo sarebbero già stati arrestati, mentre migliaia di persone stanno già festeggiando in strada e chiedendo, ora più che mai, la fine del regime di al-Bashir.

Le proteste erano iniziate nel dicembre scorso, quando i cittadini, dopo aver trascorso mesi in fila per chiedere pane, soldi e benzina, hanno deciso di ribellarsi al potere di Omar al-Bashir. L'escalation è stata importante e nel corso delle settimane successive sempre più persone si sono unite e sono scese in strada come mai prima d'ora.

L'apice è stato raggiunto lo scorso sabato, in occasione del 34esimo anniversario dal colpo di stato che nel 1985 portò Omar al-Bashir al potere dopo aver rovesciato il governo di Jaafar Nimeyri. Le forze speciali di al-Bashir hanno sempre respinto con violenza le proteste dei cittadini e dal dicembre scorso ad oggi si stima che siano stati uccisi almeno 50 manifestanti, 7 soltanto nell'ultimo fine settimana.

Anche l'ONU era intervenuto nei giorni scorsi, chiedendo a tutti coloro coinvolti nelle proteste in Sudan di evitare ogni forma di violenza e invitando il governo ad avviare un dialogo con la popolazione.

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