Marina Berlusconi: "Questo è il governo della decrescita"

Marina Berlusconi

Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e Mondadori e figlia dell'ex premier Silvio Berlusconi, è molto preoccupata per il futuro dell'Italia da quando il governo di Giuseppe Conte si è insediato nel giugno dello scorso anno. Intervistata dal Corriere Della Sera, l'imprenditrice critica in modo neanche troppo velato il comportamento dei due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, e la fiducia del Presidente del Consiglio:

Guardo i dati, che arrivano da fonti diverse e tutte autorevoli: peggiorano di giorno in giorno. Scrivere dei numeri su un pezzo di carta o su Facebook è facile, ma non si possono trasformare in realtà con un gioco di prestigio. Mi auguro che questo da “anno bellissimo” non si tramuti in un “annus horribilis” tra reddito di cittadinanza e presunte flat tax.

Berlusconi si riferisce alla recente dichiarazione di Giuseppe Conte, alle famose liste di Luigi Di Maio e ai numeri che Matteo Salvini fornisce puntualmente via Facebook ai suoi seguaci. Se l'imprenditrice sembra appoggiare il lavoro fatto dall'esecutivo sul fronte dell'immigrazione, la critica più feroce arriva su altri settori:

Certe emergenze come l’immigrazione sono state gestite, ma su economia e infrastrutture c’è da augurarsi che almeno la parte più responsabile di questo esecutivo si fermi a riflettere. [...] Oggi mi pare che la politica, un po’ ovunque, si rifugi negli slogan, nei social, nella più trita demagogia perché non è più all’altezza di coltivare ideali e grandi progetti. Ma questa è la fine della politica e non fa certo bene alla democrazia.

Berlusconi è in linea coi critici delle due misure principali di questo esecutivo, il reddito di cittadinanza e quota 100, convinta che per far crescere l'Italia siano altre le misure da adottare:

Bisognerebbe concentrare le risorse su investimenti e sostegni alle imprese: tagli fiscali, meno burocrazia, incentivi all’occupazione. Lasciando perdere quota 100 e reddito di cittadinanza. Che daranno ben poco in termini di sviluppo e lavoro, anzi, ruberanno un altro po’ di futuro alle prossime generazioni.

La presidente di Fininvest difende a spada tratta suo padre e la decisione di continuare a restare in politica, spiegando che oggi c'è ancora bisogno di "personalità del suo livello" e lanciando una velata frecciatina a Matteo Salvini:

C’è chi, come mio padre, ha sempre messo al centro del suo impegno politico l’ascolto e l’attenzione verso i diversi bisogni, le diverse istanze del suo popolo, ma decidendo poi nell’interesse generale. E c’è chi invece va all’ossessivo rimorchio dei “like” e degli umori mutevoli degli internauti, per accontentare “il popolo” costi quel che costi. Mi pare una gran bella differenza: la differenza tra chi è un vero leader e chi leader non lo sarà mai.

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