Libia, il premier al-Sarraj: "800mila migranti pronti a invadere l'Italia e l'Europa"

La Libia è ormai nel caos e l'offensiva lanciata dal generale Khalifa Belqasim Haftar contro il governo di al Sarraj, riconosciuto dall'ONU, non accenna a rallentare, così come la sua avanzata verso Tripoli. La comunità internazionale non sembra ancora aver trovato una soluzione e proprio in queste ore il governo italiano sta lavorando con quello del Qatar e della stessa Libia per tentare di arrivare ad un cessate il fuoco.

Oggi il primo ministro della Libia Fayez al-Sarraj, intervistato in esclusiva dal Corriere Della Sera, si è rivolto direttamente alla comunità internazionale, auspicando un intervento almeno per mettere in sicurezza i civili che stanno finendo al centro di una nuova guerra:

Ho ripetuto più volte che questa è una vera e propria guerra contro di noi, una guerra che ci è stata imposta. Noi siamo una popolazione pacifica. Le nostre forze armate e la nostra popolazione si sta difendendo. I nostri combattenti stanno operando sul campo. Noi difenderemo le nostre città, la guerra è ancora aperta e i combattimenti continuano.

Il quotidiano italiano ha anticipato solo in parte l'intervista che sarà pubblicata domani, ma già da queste prime dichiarazioni emerge l'intenzione di chiedere un intervento da parte dell'Unione Europea e dell'ONU - che ha già condannato le azioni di Haftar definendole un "colpo di stato" - facendo leva sulla possibilità concreta di un nuovo esodo dalla Libia, mescolato all'emergenza terrorismo.

Secondo al Sarraj, infatti, almeno 800mila migranti potrebbero essere spinti a lasciare il Paese e spingersi verso le coste italiane ed europee. Tra questi, sempre secondo il primo ministro libico, ci sarebbero anche molti criminali e tanti jihadisti legati allo Stato Islamico.

Fayez al-Sarraj

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