Salvini avverte la Mare Jonio: "Basta violazioni". Toninelli: "Chiudere i porti non basta più"

Anche Di Maio ieri aveva detto che chiudere i porti non è sufficiente.

Salvini e Toninelli su Mare Jonio e porti chiusi Libia

Anche oggi Matteo Salvini ripete il suo mantra: "I porti italiani restano chiusi". Ma non solo, perché il Ministro dell'Interno oggi ha ordinato alle autorità militari e di polizia di prestare particolare attenzione alla nave Mare Jonio affinché rispetti le normative vigenti nazionali e internazionali in tema di coordinamento della attività di soccorso in acqua e di idoneità tecnica dei mezzi usati per tale attività.

In particolare, Salvini ha chiesto di verificare che la Mare Jonio rispetti quelle che sono le "prerogative di coordinamento delle autorità straniere legittimamente titolate ai sensi della vigente normativa internazionale al coordinamento delle operazioni di soccorso in mare nelle proprie acque di responsabilità dichiarate e non contestate dai paesi costieri limitrofi".

Intanto, però, al coro dei 5 Stelle che ritengono che chiudere i porti non sia sufficiente, oggi si è aggiunto il ministro delle Infrastrutture e i Trasporti Danilo Toninelli. Già ieri sia la ministra della Difesa Elisabetta Trenta sia il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio avevano spiegato che, vista l'emergenza in Libia, chiudere i porti non è la mossa giusta, ma la priorità deve essere trovare accordi con gli altri Paesi europei. Salvini in serata, durante una diretta Facebook in cui parlava dell'ennesima indagine su di lui per sequestro di persona (come del resto gli stessi Toninelli, Di Maio e Conte) per il caso Sea Watch, ha attaccato direttamente la ministra Trenta, dicendo "Sei il ministro della Difesa, difendi".

Quanto a Toninelli, oggi è stato ospite di Radio anch'io e ha detto:

"Sicuramente solo chiudere i porti non basta più: devono essere aperti gli altri confini e la parola d'ordine è cooperazione"

Risultando dunque sulla stessa lunghezza d'onda di Di Maio e Trenta. Il ministro delle Infrastrutture e i Trasporti ha poi aggiunto:

"Se dovessero arrivare migliaia di richiedenti asilo non può bastare l'approccio porti chiusi, se cambia la situazione dobbiamo andare a bussare alla porta agli altri Paesi. L'Italia deve tornare al centro dell'attenzione e l'emergenza migranti deve essere il fulcro del dibattito europeo"

E per quanto riguarda l'inchiesta Sea Watch, per la quale è indagato con Salvini, Di Maio e Conte, Toninelli ha detto:

"Non me la vendo come una medaglia al valore, come fa Salvini. È un'iniziativa del Governo intero. Siamo convinti di aver operato per il bene dell'interesse pubblico"

Proprio come Di Maio che ieri aveva detto: "Sono indagato, ma non mi sento Napoleone".

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