Inchiesta Umbria: Zingaretti e Calenda chiedono dimissioni alla governatrice Marini

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Imbarazzo nel Partito Democratico a cinque giorni dalla notizia dell’inchiesta sulla Sanità umbra che coinvolge anche la governatrice Catiuscia Marini. La presidente della Regione è indagata per concorso in abuso d'ufficio, rivelazione di segreto e falso. Le intercettazioni divenute di dominio pubblico in questi giorni sono decisamente “scomode” ed è per questo che il PD, pur confidando nella giustizia, prende di petto una questione che è anche politica: "Confido nel senso di responsabilità e nelle valutazioni della presidente Marini perché faccia ciò che è meglio per l'Umbria e la sua comunità", ha dichiarato il neo segretario Nicola Zingaretti.

Qualcuno sostiene che nel caso in cui la Marini non facesse un passo indietro, lo stesso segretario possa prendere dei provvedimenti. Un’eventualità smentita dal diretto interessato, che però attende buone notizie dal Consiglio Regionale dell’Umbria che è stato convocato.

"Provvedimenti contro la Marini? Non è all'ordine del giorno, peraltro di un segretario politico... - continua Zingaretti - Credo che al di là delle evidenze o meno di una indagine vada riaperta in Italia una discussione che non riguarda le indagini ma l'idea stessa del potere. Nel merito dell'inchiesta di Perugia so che c'è un consiglio convocato e confido nella capacità della presidente di fare il bene dell'Umbria e della sua comunità. Attendiamo di verificare le valutazioni della presidente".

Calenda: "Marini si deve dimettere"

Dell’inchiesta umbra ha parlato a Radio Anch’io anche l’ex ministro Carlo Calenda, che non ha usato mezzi termini: la presidente di regione si deve dimettere, quello che è venuto fuori, in attesa del decorso da parte della giustizia, basta e avanza affinché la Marini faccia un passo indietro.

"La situazione è vergognosa, le intercettazioni della presidente Marini sono molto gravi. Per la giustizia ognuno è innocente fino a prova contraria, ma la responsabilità politica è un'altra cosa. È una roba vergognosa - insiste - , secondo me la presidente della Regione si deve dimettere. Perderemo l'Umbria? E perderemo l'Umbria ma conserviamo l'onore".

Certo è che a pochi giorni dalle elezioni europee stanno emergendo nuove inchieste che coinvolgono i politici del Partito Democratico. Non un bel biglietto da visita per questa tornata elettorale.

"Il partito democratico sta combattendo per la sua ricostruzione senza scheletri nell'armadio. Ci siamo rimessi in piedi e - conclude Calenda - non abbiamo alcuna voglia di rimetterci in ginocchio".


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