Logo Blogo

Su la testa: i manifesti elettorali della lista comunista

Pubblicato: 24 apr 2009 da paganini

Commenti dei lettori


Le elezioni europee di giugno incombono ed avremo più di un mese per goderci le perle politico-mediatiche della campagna elettorale. Quello che vedete qui sopra è (cosa abbastanza evidente…) il prodotto della creatività della Lista Anticapitalista, l’aggregazione prodotta da Rifondazione, Comunisti italiani, Socialismo 2000 e Consumatori uniti per superare la soglia di sbarramento del 4% che preclude l’accesso a Strasburgo.

Alcuni elementi, a parte l’enorme simbolo intorno al quale ruota l’esistenza stessa della lista e che sembra impensierire la ragazza del manifesto, meritano di essere notati. Ad iniziare dallo slogan Su la testa, già utilizzato 100 volte per 100 occasioni diverse, che forse rappresenta il punto di mediazione massimo trovato dalle componenti della lista.

Un elemento molto innovativo e moderno, invece, lo troviamo nella penultima riga, ad ulteriore conferma che l’esperienza di Governo non ha insegnato nulla, meno che mai a mettersi su un piano di parità con i famosi operai e i celebri cittadini (almeno sul piano della comunicazione): ecco allora la formula, sempre utilizzata con grande autocompiacimento sul giornale Liberazione, del movimento lgbtq. A voi e mai capitato di sentire qualcuno, al bar, in fabbrica o all’università, che parla di movimento lgbtq? La criptica formula, se qualcuno leggendo questi manifesti dovesse chiederselo, dovrebbe indicare gay, lesbiche, bisessuali e trans.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (2 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
15 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di Charles Dexter Ward #5

    Charles Dexter Ward #5

    24 apr 2009 - 11:54 - #1
    0 punti
    Up Down

    q? per che cosa dovrebbe stare q? ero rimasto a glbt…

    sul manifesto, così come sul partito e il simbolo che vi campeggia non mi esprimo, che è meglio

  • Fulu

    24 apr 2009 - 11:57 - #2
    0 punti
    Up Down

    e queer ;)

  • Profilo di Charles Dexter Ward #5

    Charles Dexter Ward #5

    24 apr 2009 - 12:03 - #3
    0 punti
    Up Down

    ah, queer è diverso da gay?

  • Profilo di Prestigiacomo

    Prestigiacomo

    24 apr 2009 - 12:08 - #4
    1 punto
    Up Down

    Sono solo spettri di un passato remoto a cui loro non possono attingere, in quanto non sono degni neanche lontanamente di riprendere le idee di Berlinguer.

  • Profilo di Prestigiacomo

    Prestigiacomo

    24 apr 2009 - 12:29 - #5
    0 punti
    Up Down

    Ciccio:

    Diciamo che hanno fatto un pò di confusione e non si sono capiti, così può bastare.

  • Profilo di Prestigiacomo

    Prestigiacomo

    24 apr 2009 - 12:31 - #6
    0 punti
    Up Down

    scusate ho sbagliato articolo, :-)))))

  • Profilo di Lea

    Lea

    24 apr 2009 - 12:32 - #7
    0 punti
    Up Down

    “apriamo gli occhi” sarebbe stato più adeguato ed opportuno.

  • Profilo di Prestigiacomo

    Prestigiacomo

    24 apr 2009 - 12:44 - #8
    0 punti
    Up Down

    Lea:

    Come ti permetti di dare consigli a questa gentaglia, :-))))

  • Profilo di Lea

    Lea

    24 apr 2009 - 13:48 - #9
    0 punti
    Up Down

    no Verci, pensano ai trans e ai bisex, è più trend. ;)

  • Profilo di Lea

    Lea

    24 apr 2009 - 13:49 - #10
    0 punti
    Up Down

    Presty, mi fanno un po’ pena….

  • Profilo di Prestigiacomo

    Prestigiacomo

    24 apr 2009 - 16:39 - #11
    0 punti
    Up Down

    Ok, Lea se la metti così fai pure, anche se Natale è lontano.

  • Profilo di antonio's

    antonio's

    24 apr 2009 - 17:37 - #12
    -2 punti
    Up Down

    i gay stanno tutti a sx…loro si occupano solo di potere e fig@

  • Eskimo

    08 mag 2009 - 08:43 - #13
    0 punti
    Up Down

    Se non sono i comunisti a riprendere le idee di Berlinguer, chi quindi? Purtroppo la mentalità borghese pensa che le idee comuniste siano di Berlinguer.. A volte invece di guardare isole di piu o meno famosi farebbero bene a leggere qualche opuscolo, libri no, troppo complesso. Bel sito, facciamo la nostra parte con la certezza che il comunismo potrà ritardare, ma è inevitabile. Supereremo certamente la soglia introdotta dall’inciuccio, ri prenderemo il contatto della base comunista, che non può che essere composta da lavoratori, precari, studenti, classe proletaria iinsomma. Il resto, SeL IDV PD PDL ecc. è tutto ciarpame, come i loro elettori.
    Hasta la victoria siempre!

  • Eskimo

    08 mag 2009 - 08:50 - #14
    0 punti
    Up Down

    Non capisco tutta questa paura da parte di PD e PDL, riscontrabile dallo sbarramento elettorale, e l’accanimento anche in questo sito, nonnostante ci abbiano i “signor democratici” eliminato da giornali e televisioni. Si vede che la paura fa 90! Non siamo noi a fare pena, siete voi a fare schifo, cara Lea….

  • Laura Tussi

    17 giu 2010 - 18:38 - #15
    0 punti
    Up Down

    IL PARADISO PERDUTO
    Pubblicazione curata dal Centro Studi Biologia Sociale
    Acireale, Aprile 2008.

    Libro di Carmelo Rosario Viola
    Recensione di Laura Tussi

    Carmelo Rosario Viola, nato a Milazzo nel 1928 e abitante ad Acireale, è uno stimato e serio studioso di scienze sociali ed antropologiche, un intellettuale acuto e preparato, un opinionista e politologo attento e sempre presente nei dibattiti politici, economici, sociali e culturali, attuali e di ogni tempo. Viola è il padre di una nuova disciplina, la “Biologia del Sociale”, un’innovativa corrente di pensiero anarchico e anticapitalista, il cui spirito riecheggia in modo accurato e dettagliato in questa corposa autobiografia, dove la visione e l’analisi dell’intera condizione umana vengono elaborate in chiave storica, sociale e culturale e condotte con rigore metodologico e scientifico. “Il Paradiso Perduto” è un’opera dal taglio intimamente interioristico, in una capillare descrizione autobiografica, di dieci mesi della prima adolescenza dell’Autore, vissuti come parentesi esistenziale, visti oramai con gli occhi della terza età, in un’appassionata narrazione di stile sobrio e chiaro, che coinvolge il lettore in vari esiti di originalità e in indicazioni di concretezza pragmatica, che pongono in rilievo aspetti latenti della maturazione evolutiva dell’uomo, sia sul piano individuale, sia sociale e comunitario, soprattutto nei diversi punti di vista caratterizzati da intrecci di pensiero economico, sociale, antropologico, etico ed esistenziale.
    L’Autore indaga, ricostruisce ed approfondisce paesaggi e scene di ambientazioni naturali e umane che ritraggono un’adolescenza a diretto contatto con la natura, dove il dato autobiografico si intreccia con la congiuntura storica, sociale e politica del Meridione e della Sicilia del periodo bellico, in cui è narrata l’esperienza di un giovane immerso in riflessioni contrastanti, tra conflittualità familiari e spinte ideali, nell’acquisizione progressiva di un’identità psicologica e di un’autonomia personale.
    Nel racconto si susseguono intere generazioni tra speranze, sogni e disillusioni, gioie e dolori, nella ferrea volontà di riscatto sociale e culturale, in proiezioni propositive di sviluppo materiale ed esistenziale. Nell’autobiografia si incrociano e si intrecciano i sogni, le idealità, le speranze di un adolescente, nei vari colori contrastanti e conflittuali dell’esistenza, tra proiezioni psicologiche illusorie, intimi scavi interiori e vani sogni infranti, dove la realtà si impone, dimostrando la vera natura umana, che frantuma gli aneliti ideologici di speranze future, nelle solitudini solipsistiche della giovinezza.
    L’Autore rivive la propria esperienza nell’amore appassionato per la natura, per l’innocenza delle figure dei nonni, i primi amori, in una narrazione sobria e schietta che si manifesta nel desiderio imperante di conoscenza e introspezione di un mondo interiore, proiettato verso uno slancio di rettitudine morale, di giustizia, di verità e pace sociale, etica ed esistenziale, nel rispetto dei valori fondamentali della vita.
    L’autobiografia traccia un ampio complesso genealogico, nella descrizione di ambienti familiari, personaggi ed elementi naturali, ripercorrendo itinerari interiori, tracciati analiticamente in una sorta di autopsicoanalisi, sostenuta dall’Autore in uno schietto e profondo pensiero politico e filosofico, avvalorato da una prosa penetrante, per cui il giovane Viola vive un intimo dramma individuale, collegato alla propria situazione familiare, tramite le prime pulsioni dello sviluppo psicofisico e la propulsiva spinta istintiva contro tutte le forme di ingiustizia.
    Il mondo culturale nazionale e internazionale rende grazie a Carmelo Rosario Viola, quale studioso profondo, attento e appassionato che testimonia un ricco mondo interiore proiettato nella realtà del presente e nell’attualità sociale, dove egli continua ad affrontare e contrastare ogni atto di ingiustizia, costruendo ed elaborando innovativi itinerari di studio e di analisi culturale, per un cambiamento sociale propositivo, un progresso costruttivo, un futuro a misura di persona e autenticamente sostenibile per le nuove generazioni. Laura Tussi