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Berlusconi e il 25 Aprile, Alemanno e Delanoe. Qualche notizia in breve.

Pubblicato: 24 apr 2009 da Bruno Marino

Commenti dei lettori

Ma cosa vogliono questi francesi? Di che s’impicciano? Come si è permesso il sindaco di Parigi, Bertrand Delanoe, di sostenere che:

“Difficilmente riuscirò ad avere buoni rapporti anche con Gianni Alemanno che è stato accolto al Campidoglio con i saluti fascisti”

Mentre partiva la solita gazzarra di dichiarazioni, tra cui segnaliamo quella del “moderato” Fini (Delanoe avrebbe preso un abbaglio, ‘‘derivante da una cattiva informazione o peggio ancora da una strumentalizzazione politica”), è bene ricordare una cosa.

I saluti romani ci furono, eccome. (Guardate questa gallery di repubblica, tanto per rinfrescarci la memoria) Ma, tanto, chi se lo ricorda? L’importante è prendersela con i francesi, che non sanno niente dell’Italia, che si permettono di mettere il naso nei nostri affari.

Altra notizia interessante, un sacrestano di Vigevano celebra la giornata di commemorazione per le vittime della Shoah con la svastica al braccio. In fondo, ha detto:

“È stata una mia libera espressione. Sia­mo ancora in un Paese libero, o no? […] Io sono di estrema destra e sono fiero di esserlo. Mi sento il portavoce delle Brigate Nere, dei giovani combattenti della Repubblica di Salò che non hanno svenduto il loro onore e la patria, come invece hanno fatto coloro che, definendosi combattenti, hanno fomentato una guerra fratricida».

Infine, come possiamo non occuparci della recente svolta di Berlusconi? Il presidente del Consiglio, che definì Mussolini uno che “non ha mai ammazzato nessuno” e che “mandava la gente a fare vacanza al confino”, che “per un certo periodo fece cose positive, e questo è un fatto confermato dalla storia” (salvo sostenere anche, bontà sua, che “dopo ha represso la libertà e portato il Paese alla guerra”), ha, come al solito, cambiato idea e deciso, finalmente, di celebrare il 25 Aprile. Una scelta leggermente in contrasto con le dichiarazioni precedenti.

Ecco, teniamo a mente queste notizie quando vedremo Alemanno, Fini e Berlusconi celebrare il 25 Aprile e la Liberazione.

Foto | Flickr

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66 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Albert1

    Albert1

    24 apr 2009 - 16:51 - #51
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    Eccco, adesso abbiamo fatto la frittata: mò arriva Bud e mi trita le ossa…. Mannaggia, Lea, ti potevi tenere ??? ;)

  • Profilo di Lea

    Lea

    24 apr 2009 - 16:53 - #52
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    Albert, perché dietro quella parlantina alla Cesare Cesaroni (sorry ma al momento mi viene in mente lui), nascondi un archivio insospettabile ;)

  • Profilo di Lea

    Lea

    24 apr 2009 - 16:53 - #53
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    Albert, Bud/Lib/Tom è sparito. Che fine a fatto? Me lo vedo in Texas a combattere x la Liberazione ;)

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    24 apr 2009 - 16:56 - #54
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    Quarant’anni forse non del tutto buttati al vento… Sarà quello ? E’ che ho l’abitudine di pensare. Ho smesso di fumare, qualche vizio potrò averlo, o no ?

    Meglio di Cesaroni, la parlata è più Ferruccio Amendola che doppia Tomas Milian. La frase del Finzi citata si trova anche in rete, ma a me l’ha raccontata di persona al bar, è per quello che mi è rimasta così impressa.

  • Profilo di brunoM

    brunoM

    24 apr 2009 - 16:58 - #55
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    Oh ma io non difendo una dittatura o un’ideologia autoritaria. Di cosa dovrei vergognarmi? Vabbè che ormai dire che il fascismo era un’ideologia (o meglio, un insieme di idee, ideologia è una parola troppo generosa, da riservare al nazismo e al comunismo) autoritaria è fuori moda, ma ti assicuro che era effettivamente autoritaria. Anche l’ideologia fascista. Non solo la concreta attuazione della stessa. Per informazioni leggi qualche libro di Juan Linz.

    Per quanto riguarda i sottointesi, aspetto ancora che tu me li esponga diffusamente. Faccio tuttavia presente che non ho bisogno di sottointesi, se voglio andare contro il governo o contro Berlusconi lo faccio direttamente. Mettendoci il nome peraltro. Scrivo da po’ su questo blog, fai una rapida ricerca e poi fammi sapere. Certo, è più comodo andare avanti usando luoghi comuni, ma si incorre nel rischio di essere scoperti e giudicati maluccio. E tu non lo vuoi, vero? Quindi, ancora una volta, aspetto delucidazioni. Altrimenti potrei pensare che parli come Capezzone o Bonaiuti.

    La mia tecnica e il mio lavoro stanno benissimo, grazie per l’interessamento.

  • Profilo di Lea

    Lea

    24 apr 2009 - 17:15 - #56
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    Albert, mi sarebbe piaciuto anche a me incontrare Sabatino Finzi. Ho fatto un giro sul web per leggere qcsa su di lui.
    Non lo conoscevo. Ferrucio Amendola: quando danno l’ennesima replica di Little Roma, mi faccio le nottate!!!

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    24 apr 2009 - 17:17 - #57
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    Ho parlato di sottintesi ? Quello era lo schema, il canovaccio: l’articolo ci si adagia alla perfezione. Tu non hai usato sottintesi, hai parlato chiaro, di questo ti do atto.

    Semplicemente dopo il primo paragrafo e mezzo potevo già prevedere la chiosa. E non ho usato luoghi comuni, ho detto che lo hai fatto tu. Per quanto riguarda l’essere giudicato, benino o maluccio non ho problemi: mi hanno giudicato talmente in tanti che uno più uno meno, non cambia. Anzi, un giudizio in più accresce la mia conoscenza, non può essere che bene accetto.

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    24 apr 2009 - 17:20 - #58
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    Non c’è più, e nemmeno il figlio Giuseppe (il nipote e gli altri si). Qui alla Magliana era una personalità notevole, forse ingombrante ma notevole. E’ sempre stato divertente farci due chiacchiere…

  • ciccio|pasticcio

    24 apr 2009 - 17:27 - #59
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    @44
    E allora Albert1 dimmi in cosa consta in fascismo che piace a te? No realmente sono curioso di saperlo. Anche perché se Mussolini & Co. si son fatti portare sul razzismo da Hitler (avevano 3 anni evidentemente per non saper decidere da soli…) evidentemente non erano in grado di governare il paese nel migliore dei modi. E inoltre se la “razza” è fumo negli occhi per il popolo allora illuminami tu sul perché sono state fatte.

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    24 apr 2009 - 17:53 - #60
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    Ciccio: la cosa si farebbe eccessivamente lunga, devo essere onesto, non mi va un granchè in questa sede.

    Per quanto attiene al discorso antisemita ritengo che i motivi fossero molto più beceramente di ordine economico e di potere. Gli Ebrei all’epoca erano eccessivamente “scomodi” ed eccessivamente “ricchi”: annullarli e appropriarsi dei loro beni sarebbe stato un bel colpaccio. Per fortuna non è riuscito. Purtroppo ci hanno rimesso in tanti.

  • Profilo di Lea

    Lea

    24 apr 2009 - 18:05 - #61
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    Albert, lascio Lib/Bud/Tom….;D
    fatti un giro nel post di Obama in costume… ti farai due risate. ciao buon weekend ;D

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    24 apr 2009 - 18:08 - #62
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    Grazie, buon fine settimana a te. Non so se ce la faccio a leggere ancora, sul post obamiano. Io la mia l’ho detta, ma ha preso una piega che non mi piace.

  • Profilo di Lea

    Lea

    24 apr 2009 - 18:12 - #63
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    Albert… non perderlo! ;D

  • ciccio|pasticcio

    24 apr 2009 - 18:48 - #64
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    @60
    I motivi sono sempre di ordine economico, potere e sociale! Nulla di nuovo…

  • tallerivaccarigiovanni

    25 apr 2009 - 18:46 - #65
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    Seguendo i festeggiamenti del 25 aprile, ed ascoltando.
    Le buone premesse, diciamo le basi dell’autentica religione marxista si sono disciolte, come tutto ciò che avrebbe potuto e potrebbe portare pace ed eguaglianza tra gli umani. Le convinzioni filosofiche, le religioni. E il motivo dovrebb’essere ormai noto a tutti, perlomeno a coloro che sono dotati di un briciolo, uno solo e sia pur piccolo, di autocoscienza. L’esistenza pervicace, millenaria, anzi più in là, proveniente da un lontano inimmaginabile inizio, di un determinato modo di esistere, di vivere, nel suo finire e ricominciare, morire e rinascere. Un composto di istinti essenziali, indistruttibili per la vita, la morte, la rinascita. Istinti, spontanei meccanismi di risposta, di reazione al contatto, alla sola vicinanza di qualsiasi altra individualità, dalla materia grezza al pensiero.
    Diremo che, a parte i pochissimi santi che molto di rado compaiono in mezzo all’umanità, ognuno è chiuso nel proprio egoismo ed è animato da tanta avidità e ingordigia da formare, anche non volendolo, un insuperabile ostacolo, un suo particolare castello di parole, testimonianze, convinzioni, che vanno dalla fede al fanatismo, ma che sempre e soltanto riguardano la sua individualità.
    Per il nostro 25 aprile, a parte le parole dell’ex comunista presidente della Repubblica e dell’ex fascista ministro della difesa, tutte volte a cucire in qualche modo lo strappo della nostra storia, a rappezzare, incerottare la grande ferita del tradimento, o se si vuole del cambiamento di fronte, sarebbe bene non festeggiare tanto, non festeggiare affatto, ma raccogliersi nelle piazze, ovunque, ed osservare un’ora di silenzio.www.giovannitalleri.it

  • tallerivaccarigiovanni

    28 apr 2009 - 15:31 - #66
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    Aggiungo al commento precedente:
    Dunque osservare un’ora di silenzio. E ricordare.
    1918. L’Italia vincitrice della guerra, contrariamente ai patti con gli alleati, venne esclusa dal medio oriente e da Fiume
    1922. Il fascismo, cioè il socialismo nazionalista, nacque in difesa dell’unità d’Italia e della sua indipendenza, contro socialisti e comunisti internazionalisti e slavofili, tra i quali Gramsci e Togliatti; e s’impose come dittatura e instaurò lo stato totalitario, incarcerando (anche De Gasperi) e confinando i pochi che vi si opponevano. Una rivoluzione che a differenza della comunista staliniana si può comunque definire all’acqua di rose.
    1934. Intanto le potenze colonialiste europee, tra le quali Inghilterra e Francia, molto dure nella difesa del loro potere e nello sfruttamento delle loro tantissime colonie, stigmatizzando invece lo spirito colonialista italiano, lo contrastarono per puro interesse di potere e quindi economico, e gli imposero le sanzioni, non in quanto stato a regime dittatoriale, non a fini etici, ma per le sue aspirazioni alla libertà e indipendenza economica. Nel Mediterraneo l’Inghilterra faceva da padrona a Malta, Suez, Gibilterra.
    1937. Quando Mussolini avrebbe dovuto e potutoriaprire all’opposizione - momento favorevole data la
    ripresa economica, l’attuarsi dello stato sociale, il rimpatrio di parecchi emigrati e le tante opere compiute in campo agricolo, energetico, industriale, architettonico - decidendo di mantenere l’Italia neutrale nello scontro che si stava delineando tra la Germania, pesantemente punita dalla prima guerra mondiale, e le potenze occidentali d’Inghilterra, Francia, USA, commise invece l’errore fatale, eppure applaudito, costituendo l’asse Roma-Berlino-Tokio.
    1940. Entrò in guerra a fianco della Germania. Nessuno si oppose, nessuno arrischiò la galera per gridare la propria verità, e per opporsi. Fu il consenso unanime benché di un popolo in maggioranza afascista, del quale, comunque, non pochi andarono in guerra volontariamente. Ripeto che nessuno si oppose, dal contadino al direttore di banca, di giornale, d’industria, perché, contrariamente a quanto avveniva nello stato comunista, in Italia un povero diavolo poteva intraprendere dove voleva, con chi voleva, e arricchirsi, ereditare, essere padrone di immobili. Anche allora c’erano i capitalisti, i manager, i generali dell’esercito, della milizia, dei carabinieri, della finanza, e gli ammiragli. Invase la Francia e ci volle l’aiuto dei Tedeschi, la Russia e fu un disastro, la Iugoslavia e ci volle l’aiuto dei Tedeschi e così in Grecia e in Africa, e per tre anni combattè il comune nemico a braccio dei molto forti alleati Tedeschi. E con loro bombardò l’Inghilterra (perfida Albione), addirittura inventando la parola coventrizzare (dopo il bombardamento che distrusse Coventry il15.11.40).
    1943. In seguito ai bombardamenti sulle città italiane e alle sconfitte su tutti i fronti, il 25 luglio Mussolini venne arrestato e fu posta fine alla sua dittatura, a sorpresa di tutti e con incredibile facilità, tanto da chiedersi perché non l’avessero fatto prima della dichiarazione di guerra. Comunque fino all’8 settembre, mentre venivano rimessi in circolazione i condannati antifascisti, e perseguitati i gerarchi fascisti, il governo dichiarava reiteratamente: “La salvezza della Patria non può andare disgiunta dalla dignità e dall’onore. Senza scendere a patti, bisogna mantenere fede alla parola data continuando la guerra a fianco dell’ alleato tedesco”. E il papa diceva via radio, a proposito dei bombardamenti americani: “Crimini della peggior specie le cui conseguenze funeste ricadranno sui responsabili”. Ma all’8 settembre vi fu l’armistizio, dopo 1199 bollettini di guerra a braccio degli alleati tedeschi. Quindi avvenne il sacrificio eroico dell’innocente Salvo d’Acquisto. E seguirono 35 giorni di tragico caos. Basti ricordare Cefalonia. E il riempirsi di foibe a Pinguente, Buie, Pisino, Albona, Gallignana, Barbana. Il cambio di pelle che avvenne per gradi, finì il 13 ottobre con la dichiarazione di guerra agli amici, diventati ex-amici e quindi nemici.
    Perciò, per onestà, prima di cantare “O bella ciao” come la si canta e la si insegna, si dovrebbe dare le debite, non facili spiegazioni. Così come dell’eccidio, nel marzo del ’44, delle Fosse Ardeatine, che non sarebbe avvenuto se il colpevole si fosse responsabilmente dichiarato.

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