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Quando Montanelli se ne andò dal Giornale "di Silvio Berlusconi". Come andarono veramente le cose. Parte prima

Pubblicato: 27 apr 2009 da Luca Landoni

Commenti dei lettori

Da giorni, in occasione del centenario di Indro Montanelli, assistiamo a un rincorrersi di voci e leggende su come andarono veramente le cose tra lui e Berlusconi. La tesi comune è quella sostenuta da Marco Travaglio nel suo “Montanelli e il cavaliere. Storia di un grande e di un piccolo uomo”, ovvero che Berlusconi abbia cacciato il grande giornalista dal quotidiano che lui stesso aveva fondato perché questi aveva rifiutato di schierare il Giornale sulla linea di Forza Italia.

Questa tesi è stata suffragata anche da Annozero nella puntata di giovedì scorso, quando è stato mandato un filmato del Raggio Verde (uno dei nomi della trasmissione di Santoro negli anni) in cui Montanelli aveva chiamato in diretta dando più o meno ragione a Travaglio. Peccato però che le cose siano andate in modo completamente diverso. Esiste infatti un resoconto preciso del vicedirettore Paolo Granzotto della seduta assembleare dell’8 gennaio 1994, ovvero quella del famoso intervento di Silvio Berlusconi davanti alla redazione riunita.

È importante notare come lo stesso Indro abbia confermato in un’intervista del 2001 a Laura Laurenzi che “Paolo Granzotto scrisse un resoconto di come erano andate le cose. Ecco: andatevi a rileggere quella cronaca, coincide esattamente con le cose come le ho raccontate io. ”

Ora cercheremo di rievocare quel famoso resoconto senza cambiarne una virgola, affinché i lettori si formino un’idea propria basandosi sulla pura realtà dei fatti. Tutto questo per amor di verità, perché chi vi scrive è il primo che ancor oggi piange per quella decisione del più grande giornalista italiano del Novecento. Una decisione tutt’altro che obbligata.

8 gennaio 1994. La redazione del Giornale si riunisce in assemblea per chiedere l’adeguamento alle nuove tecnologie (computer, monitor e via dicendo) che ormai gran parte dei quotidiani concorrenti hanno realizzato. L’adeguamento include un’indennità “nuove tecnologie” da aggiungere in busta paga, o almeno così avevano fatto le altre testate creando un precedente.

L’amministratore Amedeo Massari concede l’adeguamento tecnologico ma senza indennità, sostenendo che l’innovazione avrebbe già di fatto aiutato i redattori facendo loro risparmiare tempo, e quindi non se ne vedeva il motivo. A quel punto i giornalisti minacciano lo sciopero (fatto del tutto irrituale per via Negri).

(1. continua)

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266 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di garcetto

    garcetto

    27 apr 2009 - 13:28 - #1
    10 punti
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    “Montanelli aveva chiamato in diretta dando più o meno ragione a Travaglio”

    fine. landoni, fine. ok? fine. inutile fare la biscia, fine. fine. fine.
    landoni, aspetto un bel pezzo di indagine dura su mills, sui fondi neri, su all iberian, sul nigergate, su mangano, su rete4, su dell’utri, sulle mezzette alla guardia di finanza…ne hai di carne al fuoco, mettiti a fare il giornalista buffone.

  • Profilo di lionpdn bs

    lionpdn bs

    27 apr 2009 - 13:29 - #2
    -5 punti
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    bla bla bla
    chissa xhè mi sembra che in questo articolo montato ad arte si cerchi un pretesto x attaccare berlusconi…..
    state usando montanelli xche nella politica attuale non avete piu materiale x attaccare???????????

  • Profilo di garcetto

    garcetto

    27 apr 2009 - 13:31 - #3
    5 punti
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    il materiale c’e', e’ in questura…peccato i processi siano bloccati o andati in prescrizione…o sbaglio?

  • Profilo di Amex I.

    Amex I.

    27 apr 2009 - 13:38 - #4
    8 punti
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    Luca mi costringi ad intervenire…
    L’articolo di Paolo Garzotto che hai inserito è successivo alla dichiarazione di Montanelli… Gentilmente è possibile trovare l’articolo a cui faceva riferimento?
    Perchè Garzotto di oggi, dipendente di Berlusconi non è lo stesso di allora…

  • llllllllllllllllllll

    27 apr 2009 - 13:40 - #5
    8 punti
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    Landoni sei sempre più vergognoso. Ogni volta che leggo un tuo articoletto mi viene in mente perché mi passi la voglia di postare su questo blog…

  • Profilo di Amex I.

    Amex I.

    27 apr 2009 - 13:44 - #6
    9 punti
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    ed infatti…
    “Paolo Granzotto non fece alcuna cronaca sul Giornale del 9 gennaio ’94 dell’assemblea di redazione con Berlusconi, anche se oggi finge di dimenticarsene per accreditare la tesi secondo cui la sua versione (fornita molti anni dopo in una biografia di Montanelli in cui riesce a sbagliarne sia la data di nascita sia quella di morte, oltre a incorrere in svariate smarronate) sarebbe quella giusta in quanto accreditata dal vecchio Indro. “

  • Profilo di Amex I.

    Amex I.

    27 apr 2009 - 13:45 - #7
    4 punti
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    Ti fai sbugiardare in tre secondi…

  • Commento #8 (-7 punti) - 27 apr 2009 - 13:45 - Apri commento
  • Profilo di Luca Landoni

    Luca Landoni

    27 apr 2009 - 13:49 - #8 (nascondi)
    -7 punti
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    naturalmente non è uscita alcuna cronaca sul giornale, per ovvi motivi di autoreferenzialità.

    Come ho specificato nel’articolo, fu MOntanelli nel 2001 a confermare alla Laurenzi che la versione reale di come erano andate le cose era quella descritta da Granzotto, che nell’articolo del 22 ha citato tra virgolette tranci di cose scritte allora senza modificarle.

    Visto dunque che la conferma è di MOntanelli stesso, non vedo perchè dubitarne.

    Domani mattina dovrebeb uscire la seconda e ultima parte con l’epilogo. Io di mio non ho aggiunto niente, tranne qualche impressione personale che naturalmente è contestabilissima (ma è ben specificata)

  • Profilo di Luca Landoni

    Luca Landoni

    27 apr 2009 - 13:50 - #9
    0 punti
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    @amex: non ho mai scritto che il resoconto sia apparso sul giornale del 9. ho solo scritto che granzotto ha fatto un resoconto che montanelli ha confermato parola per parola

  • Profilo di garcetto

    garcetto

    27 apr 2009 - 13:53 - #10
    4 punti
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    c’e’ un VIDEO di montanelli, che parla in prima persona…meno credibile delle parole che la Laurenzi dice di aver udito da montanelli?

  • 7777

    27 apr 2009 - 13:58 - #11
    7 punti
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    “in cui Montanelli aveva chiamato in diretta dando più o meno ragione a Travaglio. Peccato però che le cose siano andate in modo completamente diverso.”

    questa frase NON ha senso.. ce ne rendiamo conto vero?
    a meno di non dire che montanelli era completamente schizzato…

  • Profilo di garcetto

    garcetto

    27 apr 2009 - 14:02 - #12
    5 punti
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    oppure a meno di voler giocare a fare il montenelli dei poveri ma essere un altro povero facci…

    “Peccato però che le cose siano andate in modo completamente diverso”…”Una decisione tutt’altro che obbligata”

    ma non ti fai schifo?!

  • zoe57

    27 apr 2009 - 14:13 - #13
    2 punti
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    il titolo doveva essere “come andarono le cose secondo Berlusconi e i suoi sgherri”…

  • Profilo di Amex I.

    Amex I.

    27 apr 2009 - 14:17 - #14
    3 punti
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    @ Landoni
    1) http://www.polisblog.it/post/4110/la-vignetta-del-giorno-136 (geniale)
    2) Se permetti voglio l’originale di “quello che ha scritto” questo granzotto non una “riedizione riveduta e corretta”… (possibilmente certificata da un notaio, visto che costui afferma l’opposto di decine di video in cui parla montanelli…

  • Profilo di garcetto

    garcetto

    27 apr 2009 - 14:18 - #15
    0 punti
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    e questo e’ solo la punta dell’ iceberg, nelle prossime puntate il nostro svelera’ di come e’ perche’ fu Biagi ad andarsene dalla rai solo per intascare un cospicuo idenizzo con cui pagarsi i debiti di droga e meretrici, come testimoni un pezzo in esclusiva con intervista a demichelis e la carfagna…ehehehe!

  • Profilo di Pierpyx polisblog

    Pierpyx polisblog

    27 apr 2009 - 14:20 - #16
    5 punti
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    questo articolo è di una faziosità e di una falsità clamorosa… questa è la tesi di Belpietro sui fatti Montanelli/Il Giornale, tesi che già ad Annozero era parsa ben poco credibile..
    personalmente non credo che Travaglio abbia la verità in tasca, ma essendo l’allievo per eccellenza di Montanelli, credo che abbia un tantino più di credibilità in merito, almeno nella vicenda di cui sopra..

  • Profilo di Pierpyx polisblog

    Pierpyx polisblog

    27 apr 2009 - 14:25 - #17
    6 punti
    Up Down

    http://www.youtube.com/watch?v=YGyXrYC2f2k

    tò Landoni, prova a sbugiardare le parole stesse di Montanelli.

  • Profilo di garcetto

    garcetto

    27 apr 2009 - 14:30 - #18
    0 punti
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    OT
    scommettiamo che anche questo topic rientra nel “triangolo delle bermude” per i vari ewan, lea, ecc dopo che ce lo avevano fatto a fette settimana scorsa per annozero e travaglio ?!

  • Profilo di Amex I.

    Amex I.

    27 apr 2009 - 14:31 - #19
    1 punto
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    > @amex: non ho mai scritto che il resoconto sia apparso sul giornale
    > del 9. ho solo scritto che granzotto ha fatto un resoconto che
    > montanelli ha confermato parola per parola
    dov’è?

  • llllllllll

    27 apr 2009 - 14:55 - #20
    1 punto
    Up Down

    L’aspetto tragicomico risiede nel modo in cui Landoni sfrutti abilmente la premessa secondo cui sarebbe un estimatore di Montanelli, per poi calare gli assi con delle tesi astruse che minano la stessa premessa - in quanto dovrebbe ammettere che Montanelli fosse un bugiardo - e inoltre non fa altro che mettere insieme un disperato tentativo di ricostruzione dell’immagine del premier. Spero per lui che almeno riceva un compenso per quello che si ritrova a dire, anche se non credo possa essere una giustificazione considerando che se l’informazione va a rotoli è colpa di persone dello stesso stampo che hanno l’opportunità di scrivere su testate nazionali o apparire in tv.

    @ garcetto 19: Lo stesso discorso in parte vale per alcuni che postano qua dentro e per i quali mi pare sia ovvia un’influenza politica non solo a livello elettorale (inteso come diritto/dovere del cittadino di esprimere un’opinione) ma anche da un punto di vista attivamente partecipativo. Magari non avranno un tornaconto diretto pecuniario, ma è probabile che con determinati interventi presumano di rafforzare la propria reputazione all’interno del gruppo frequentato. Se la caratteristica più evidente di un politico (o di un iscritto ad un partito) è la faziosità…

  • Alessio80

    27 apr 2009 - 15:00 - #21
    0 punti
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    Sig. Landoni, le riporto quanto scrive Travaglio:
    Un errore di memoria lo commise anche Montanelli: nell’intervista del 2001 a Laura Laurenzi di Repubblica, là dove invitava a leggere la cronaca di quel giorno fatta sul Giornale da Paolo Granzotto, si riferiva in realtà alla cronaca fatta da Alberto Mazzuca. Paolo Granzotto non fece alcuna cronaca sul Giornale del 9 gennaio ’94 dell’assemblea di redazione con Berlusconi, anche se oggi finge di dimenticarsene per accreditare la tesi secondo cui la sua versione (fornita molti anni dopo in una biografia di Montanelli in cui riesce a sbagliarne sia la data di nascita sia quella di morte, oltre a incorrere in svariate smarronate) sarebbe quella giusta in quanto accreditata dal vecchio Indro.

    E’ chiaro? Non ha scritto nulla Granzotto il 9 aprile. La sua versione è successiva.

  • Alessio80

    27 apr 2009 - 15:01 - #22
    1 punto
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    Seguo molto polisblog, e questi post poco precisi, mi fanno molto dispiacere

  • Profilo di garcetto

    garcetto

    27 apr 2009 - 15:02 - #23
    0 punti
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    @llll
    non ho capito bene…cosa intevendi dirmi?

  • Profilo di Luca Landoni

    Luca Landoni

    27 apr 2009 - 15:05 - #24
    -4 punti
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    Io credo più a Montanelli che a Travaglio. Ricordo inoltre che Travaglio non era affatto il giornalista prediletto da Montanelli come ha scritto qualcuno, ma semplicemente un giovane giornalista come altri, mentre con Granzotto, Cervi e altri il Direttore aveva un rapporto di fratellanza.

  • Profilo di Amex I.

    Amex I.

    27 apr 2009 - 15:09 - #25
    0 punti
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    @ Luca
    Bravo… quindi taci e guardati uno per uno i video dove parla Montanelli (non Travaglio o Granzotto)… Ma lo sai che anche io avevo un rapporto di fratellanza con tanta gente che poi alla fine mi ha inculatò?

  • lllllllllll

    27 apr 2009 - 15:11 - #26
    0 punti
    Up Down

    24
    era riferito ai nick di alcuni utenti che hai citato

  • Profilo di Amex I.

    Amex I.

    27 apr 2009 - 15:11 - #27
    0 punti
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    Le fonti…

  • Commento #28 (-9 punti) - 27 apr 2009 - 15:11 - Apri commento
  • Profilo di Lea

    Lea

    27 apr 2009 - 15:29 - #28 (nascondi)
    -9 punti
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    Siete davvero alla frutta! adesso vi attaccate pure a Montanelli che più di dx non ce n’erano, per cercare di screditare Berlusconi. La verità è quella che Luca riporta nel suo post. Voi che credete a quell’illusionista venditore di fumo di un Travaglio, voi dico, di Montanelli non conoscete un fico secco. Ma andate a studiare va!!!!

  • lllllllllllllllll

    27 apr 2009 - 15:40 - #29
    2 punti
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    cosa c’entra se è di destra o sinistra? La verità non ha estremi politici. Sempre con questa idea fissa.
    Travaglio il fumo lo venderà, qualcun altro lo fuma. Falla girare ogni tanto Lea…

  • lllllllllllllllll

    27 apr 2009 - 15:40 - #30
    -1 punto
    Up Down

    29 cosa c’entra se è di destra o sinistra? La verità non ha estremi politici. Sempre con questa idea fissa.
    Travaglio il fumo lo venderà, qualcun altro lo fuma. Falla girare ogni tanto Lea…

  • Profilo di garcetto

    garcetto

    27 apr 2009 - 15:40 - #31
    2 punti
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    @lea
    lo sai usare youtube?
    guarda, e’ facile tu clicchi e poi quelle che si muovono sono immagini, quello che senti e’ il suono…e quello con la faccia da montanelli e’…montanelli! e c’ha pure la voce di montanelli!
    potresti fare di questa scatola con luci e suoni un buon “business advice” per i tuoi clienti…perche’ ne hai vero?

  • Profilo di Pierpyx polisblog

    Pierpyx polisblog

    27 apr 2009 - 15:43 - #32
    -1 punto
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    @Lea #29 e 30
    Montanelli è stato un grande Giornalista, che fosse di destra o meno poco mi interessa.. mi interessa quello che diceva, e a sentir di come parlava di Berlusconi, mi sa proprio che aveva capito tutto…

    p.s.: anche Travaglio, a quanto so non ha mai detto di essere di sinistra, anzi..

  • Profilo di Lea

    Lea

    27 apr 2009 - 15:45 - #33
    -1 punto
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    Il Montanelli dei bugiardi
    E QUELLO DEI BUGIARDI
    di Paolo Granzotto

    È un irriconoscibile Montanelli quello che vien fuori dalle commemorazioni, dalle memorie e dai ritratti che si susseguono nell’occasione del centenario della sua nascita. Un Montanelli nei panni di Venerato Maestro - con le maiuscole da lui detestate - che sembra abbia vissuto non per il giornalismo (alla sua autobiografia, curata da Tiziana Abate e pubblicata da Rizzoli, volle dare per titolo: «Soltanto un giornalista». Soltanto), ma per muovere guerra a Silvio Berlusconi. Guerra poi vinta sabato 8 gennaio del 1994 sventando il golpe del Cavaliere che dopo aver fatto irruzione nelle sacre e intangibili mura di via Gaetano Negri rivolgendosi alla redazione insolentemente proclamò: «D’ora in poi il Giornale farà la politica della mia politica». Questa almeno la versione dei fatti che ne dà la vulgata - dapprima messa in giro da Federico Orlando e successivamente fatta sua da Marco Travaglio - alla quale il giornalismo democratico scrupolosamente si attiene. Proprio ieri, per celebrare a modo suo il centenario della nascita di Montanelli, l’Unità dedicava un’intera pagina al fallito golpe riprendendo quanto ne scrisse Travaglio in «Montanelli e il Cavaliere», da tutti i sinceri democratici ritenuta l’unica veritiera ricostruzione dei fatti. E allora cominciamo col dire che quell’8 gennaio del 1994 in via Gaetano Negri Travaglio non c’era. Non era presente, non fu testimone degli avvenimenti che vi si svolsero. Il suo resoconto è dunque basato su testimonianze, su rivelazioni, indiscrezioni, confidenze, estratti di articoli, di interviste e di libri. Riproduce anche qualche passo della mia biografia di Montanelli, naturalmente per smentirmi. Quello di Travaglio è dunque un minuzioso, implacabile copia incolla - procedimento del quale egli è maestro - che tuttavia presenta delle falle inaspettate da chi ha sempre vantato il proprio rigore e il religioso attaccamento al principio della completezza dell’informazione. Si dà infatti il caso che nell’enumerare le prove a carico di Berlusconi, egli dimentichi l’intervista rilasciata da Montanelli - 25 marzo 2001 - a Laura Laurenzi della Repubblica. Nella fattispecie questo passo: «Paolo Granzotto scrisse un resoconto di come erano andate le cose. Ecco: andatevi a rileggere quella cronaca, coincide esattamente con le cose come le ho raccontate io». E che altro poteva dire, Indro? Quel giorno ero con lui, nella sua stanza e non in veste di visitatore, ma di amico, di confidente, di persona con la quale divideva le sue giornate. Di quel sabato divenuto poi «storico» parlammo e riparlammo per un pezzo, ripercorrendolo minuto per minuto, battuta per battuta. Non poteva non concordare con la versione che in seguito ne diedi e questo perché era anche la sua, di versione. Se avessi mentito m’avrebbe tolto il saluto, mi avrebbe fatto sapere che mi disprezzava, che rinnegava la nostra lunghissima e saldissima amicizia. Invece niente di tutto ciò.
    Ora devo dare un dispiacere ai molti che seguitano a pensare che l’8 gennaio 1994 la redazione del Giornale era riunita per dibattere sulla libertà di stampa, sull’indipendenza dall’editore e dai suoi scherani, sul ruolo di Silvio Berlusconi e sulla salvaguardia della direzione minacciata di mordacchia. No, quel giorno la redazione si riunì in assemblea per chiedere soldi. Le così dette nuove tecnologie - il computer - si erano imposte in tutte le aziende editoriali e il Giornale era l’unico a non averle ancora adottate. Erano lì, pronte, ma la redazione sbarrava loro il passo, disposta a cederlo in cambio di un aumento in busta paga. «Ma come - replicava l’amministratore Amedeo Massari - io vi faccio un favore, vi rendo il lavoro più facile e voi mi chiedete in cambio dei soldi?». Ragionamento che non avrebbe fatto una grinza se le altre testate non l’avessero concessa, quell’«indennità nuove tecnologie», creando un precedente al quale la redazione si attaccava. Fu un lungo braccio di ferro. Da un lato la proprietà che intanto aveva congelato ogni investimento (e Dio sa quanto bisogno ne aveva il Giornale), dall’altro il comitato di redazione intenzionato a non mollare. E siccome il tempo trascorreva senza che s’aprisse uno spiraglio, cominciò a prender corpo l’idea - rivoluzionaria per un giornale come il nostro dove mai si erano incrociate le braccia - di proclamare uno sciopero. E questa «opzione di lotta» figurava nell’ordine del giorno dell’assemblea dell’8 gennaio 1994.
    Com’era costume da noi, i redattori non si presentarono in gran numero. Ovviamente Montanelli, che già di suo detestava i riti sindacali ma che in ogni modo se ne doveva tenere distante perché questo impone al direttore l’etichetta giornalistica, restò nella sua stanza. Così Biazzi Vergani, impegnato a fare il giornale nonostante le assenze. E così Federico Orlando. Solo più tardi si sarebbe scoperto agitatore di folle: al momento restava l’uomo d’ordine che era sempre stato. Oltre tutto era impegnato a concordare un fondo con un certo Ciaurro, il sindaco di una cittadina umbra ritenuto da Orlando il più autorevole degli opinionisti. Ma questa è un’altra storia.
    Fatto sta che nel bel mezzo del dibattito assembleare giunse al comitato di redazione la notizia che Silvio Berlusconi avrebbe volentieri parlato ai giornalisti. Il comitato si rivolse allora a Biazzi Vergani chiedendogli se la direzione avesse nulla in contrario e Biazzi ne informò Montanelli che rispose: «Silvio faccia quel che gli pare» (aggiungendo poi, privatamente: «Speriamo che porti le palanche. Se non lo fa è un bischero»). Avuto il primo dei nulla osta, il comitato richiese il secondo e definitivo all’assemblea, la quale non solo rispose sì, sentiamo cos’ha da dirci, ma espresse soddisfazione per quell’intervento diretto che certo avrebbe favorito la ripresa della trattativa e, in sostanza, il pagamento dell’agognata indennità. Quindi, per riassumere: nessun blitz, nessun colpo di mano o soperchieria o golpe da parte di Berlusconi. Ma tutto secondo le regole della buona educazione e in conformità del protocollo sindacale. Pura menzogna è dunque quanto riferisce la vulgata e cioè che alla richiesta di Berlusconi Montanelli abbia risposto: «Non se ne parla nemmeno». Ho qualche acciacco, ma le orecchie le ho ancora buone e buone le ha Biazzi Vergani e quel diniego non lo abbiamo udito. Senza dire che privo del gradimento il Cavaliere avrebbe parlato al vuoto perché al suo arrivo l’assemblea si sarebbe sciolta illic et immediate.
    Travaglio (che non era presente) sostiene che nel corso del suo intervento Silvio Berlusconi abbia detto: «D’ora in poi il Giornale farà la politica della mia politica». In un suo rancoroso e meschino libello, Federico Orlando (che non era presente) sostiene invece che abbia detto: «O con me o con Montanelli». Balle. Balle sesquipedali. Ecco come andarono le cose: a un collega che gli chiedeva «Politicamente, come combatteremo noi contro queste grosse coalizioni (intendeva i tre o quattro maggiori quotidiani), con un giornale che chiude le sedi estere, con un giornale che fa i prepensionamenti, con un giornale in stato di crisi? Andremo alla guerra con un’arma spuntata?», Berlusconi rispose, come registrato dal verbale: «Io credo che se il Giornaledarà segni di voler combattere questa battaglia, di volerla combattere con una tattica e una strategia adeguate alle posizioni degli altri, non mancheranno assolutamente i mezzi per un rafforzamento della linea del Giornale. Credo che dobbiate mettervi d’accordo su questo». Questa frase fu intesa in due modi o meglio, fu intesa in due modi l’espressione «questa battaglia». Chi l’interpretò come battaglia per far fronte alla concorrenza e chi come battaglia politica, la sua, sua di Berlusconi, da poco «sceso in campo». Vedendoci, in questo secondo caso, la volontà di piegare ai suoi interessi politici, ricattandola, la redazione.
    Il giorno appresso, domenica 9 gennaio, Montanelli era a cena da Berlusconi. Ne tornò deciso a dimettersi, cosa che fece subito. Prese quindi congedo dalla redazione annunciando il prossimo varo una «scialuppa di salvataggio» dove imbarcare quanti volevano seguirlo. Fatto ciò Montanelli si chiuse nel suo ufficio dove mi affrettai a raggiungerlo, trovandolo seduto al suo scrittoio, gli occhi chiusi, le mani aperte poggiate sulla Lettera 22. «È fatta», mi disse. «E adesso?». «Si ricomincia con La Voce», rispose, «ma tu resta: i ragazzi non devono rimanere abbandonati a se stessi e la barca va portata avanti. L’abbiamo varata noi. E poi so che per via di Federico (si riferiva a Federico Orlando) non ci verresti». «Come ti senti?», gli chiesi. «Come Mussolini al Gran Sasso». Intendeva dire d’aver timore di essere liberato da chi non desiderava fosse il suo salvatore. Timore fondato.
    (Il Giornale)

  • Profilo di Lea

    Lea

    27 apr 2009 - 15:46 - #34
    -3 punti
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    VEDO CHE NON AVETE PROPRIO CAPITO CHI ERA E COME ERA FATTO MONTANELLI.

  • Profilo di Pierpyx polisblog

    Pierpyx polisblog

    27 apr 2009 - 15:49 - #35
    4 punti
    Up Down

    @35
    Lea spero tu ti renda conto che posti un articolo di un giornale che è lo stesso al cui Editore/Proprietario viene contestato un certo poco corretto comportamento…

  • Profilo di Arvedui

    Arvedui

    27 apr 2009 - 15:49 - #36
    5 punti
    Up Down

    Gente, Montanelli non ha mai sostenuto tesi come quelle di Granzotto, che -sarà una coincidenza?- lavora proprio per il giornale della ditta berlusconiana, che ha tutto l’interesse a distorcere i fatti dell’allontanamento di Montanelli. Per favore levatevi il prosciutto dagli occhi ed accendete il cervello, che qui tutte le balle che stanno costruendo intorno a montanelli fra poco lo trasformeranno in un berlusconiano.

  • Profilo di Lea

    Lea

    27 apr 2009 - 15:50 - #37
    0 punti
    Up Down

    Roma, 25 apr. (Adnkronos) - Uno “sciacallaggio” su Indro Montanelli, che nel centenario della nascita ne falsifica la figura e ne tradisce l’eredita’ complessiva, esaltando l’opposizione a Berlusconi ma dimenticando altri aspetti del rapporto tra il giornalista e il suo editore. E’ il giudizio del presidente di Mediaset Fedele Confalonieri che, in una lunga intervista al direttore del ‘Giornale’ Mario Giordano, traccia un ricordo del “vero Indro”, che parte dal 1976, con l’incontro tra il fondatore del ‘Giornale’, che allora affrontava gravi difficolta’ economiche, e Silvio Berlusconi.

    “Non abbiamo piu’ una lira”, ripeteva Montanelli, che stentava a trovare finanziatori per il suo ‘Giornale’. Poi arrivo’ Berlusconi e “bisognerebbe che qualcuno lo ricordasse”, si rammarica Confalonieri. Il presidente di Mediaset ricorda il clima generale di allora: “Gli industriali in quegli anni, soprattutto i grossi, pensavano ad andarsene. Cefis si era trasferito in Canada. Agnelli diceva in privato che l’Europa era perduta. Che era destinata a finire in mano ai comunisti”. Invece, “Berlusconi aveva 40 anni e sosteneva: io ho fatto fortuna in questo Paese, non voglio andarmene via. Sono disposto a mettere tutto quello che ho guadagnato perche’ questo sistema rimanga libero”.

    Il presidente di Mediaset, che in quegli anni fu anche amministratore delegato del ‘Giornale’, ricorda il rapporto iniziale tra i due: “Montanelli non nascondeva il suo senso di superiorita’ nei confronti del ‘parvenu Berlusconi’. Pero’ intanto chiedeva aiuto”. Un’parvenue’, aggiunge Confalonieri, che “per 18 anni ha assistito il ‘Giornale’ e ha coccolato Montanelli. Diamo a Berlusconi quel che e’ di Berlusconi. E’ stato lui a salvare il ‘Giornale’ dalla morte certa”.

    Dopo la ristrutturazione del ‘Giornale’ su basi industriali e gestionali piu’ solide, furono anni, quelli della collaborazione tra Montanelli e Berlusconi in cui, ricorda Confalonieri, “Montanelli era a pranzo ad Arcore quasi tutte le domeniche. Gli piacevano le tagliatelle della Tana, la cuoca. Aveva un bellissimo rapporto con Carla, la prima moglie di Silvio. Ed e’ stato pure ospite a Portofino qualche estate”.

    Poi, il famoso ultimo incontro di via Rovani, dopo la contestata assemblea al ‘Giornale’. “Eravamo Montanelli, Berlusconi ed io -ricorda Confalonieri- Silvio cercava di convincerlo a restare. Tutto qui. Il resto e’ gossip. E non mi va di fare gossip”. Per il presidente di Mediaset, il fatto che Berlusconi avesse gia’ pensato o meno di affiancare a Montanelli Vittorio Feltri per cercare di aumentare le vendite del ‘Giornale’, “non ha importanza. Quello che conta e’ che Montanelli stava gia’ preparando con Uckmar un altro giornale. E che quando Feltri lo sostitui’ guadagno’ in poco tempo 50mila copie”.

    In merito ai giudizi del giornalista sulla discesa in politica di Belusconi, Confalonieri spiega: “Non voglio parlare del Montanelli degli ultimi anni. Quelle dichiarazioni appartengono alla sua liberta’. Quello che e’ inaccettabile e’ che si cancelli tutto cio’ che c’e’ stato prima”. Il presidente di Mediaset preferisce ricordare “il Montanelli eroico, quello che ha avuto al fianco Berlusconi per 18 anni” mentre “quello che oggi i falsari glorificano e’ il Montanelli delle feste dell’Unita’, quello che ha avuto al suo fianco Travaglio e Santoro. Non se lo meritava. Quello che mi dispiace e’ che cosi’ lo tradiscono”.

  • Profilo di Lea

    Lea

    27 apr 2009 - 15:51 - #38
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    37
    GRANZOTTO HA PIU’ TITOLO DI TRAVAGLIO A PARLARE DEI FATTI, VISTO CHE LUI ERA PRESENTE, TRAVAGLIO NO. E CI SONO I VERBALI DEL CDR. O VOGLIAMO SCOMODARE LA DIREZIONE DEL GIORNALE PER FALI PUBBLICARE?????

  • Profilo di garcetto

    garcetto

    27 apr 2009 - 15:51 - #39
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    @lea
    due dritte per dare un senso alla tua giornata:
    1- si chiamano ipertesti perche’ puoi richiamare un testo facendovi riferimento con una roba arcana chiamato LINK
    2- si sta parlando delle cacciata di montanelli, che e’ tale per volere del tuo idolo con i sottotacchi e il cartoncino del monopoli “uscite gratis di prigione se ci siete” sempre in tasca…

  • Profilo di Pierpyx polisblog

    Pierpyx polisblog

    27 apr 2009 - 15:51 - #40
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    @Lea
    rendito conto che “Il Giornale” non è il Vangelo, anzi..

  • Profilo di Pierpyx polisblog

    Pierpyx polisblog

    27 apr 2009 - 15:52 - #41
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    @40
    aalora Montanelli era un bugiardo.. delle due l’una..

  • Profilo di Spleen

    Spleen

    27 apr 2009 - 15:52 - #42
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    una volta ho sentito Montanelli auspicare il vaccino contro Berlusconi..
    Mi saro’ sbagliato..
    Non era lui..

  • Profilo di Arvedui

    Arvedui

    27 apr 2009 - 15:53 - #43
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    Questo è il video con Montanelli che sbugiarda le tesi “alternative” sulla sua cacciata, e smentisce platealmente Vittorio Feltri che, da buon direttore del giornale berlusconizzato, difende difende a spada tratta il suo padrone (berlusconi) ed attacca frontalmente chi ha osato metterlo in dubbio (Montanelli) ma fortunatamente viene subito sbugiardato di fronte a tutti. Bravo Montanelli.

    http://www.youtube.com/watch?v=oOP3Z09GQcI

  • Profilo di Lea

    Lea

    27 apr 2009 - 15:54 - #44
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    45
    Libero ha un editore che non è Berlusconi, ed è lo stesso editore del Riformista. INFORMATI.

  • Profilo di Pierpyx polisblog

    Pierpyx polisblog

    27 apr 2009 - 15:54 - #45
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    @44
    era lui era lui… ma purtroppo non venne preso troppo sul serio.. purtroppo.

  • Profilo di Albert1

    Albert1

    27 apr 2009 - 15:54 - #46
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    Luca, con tutto il rispetto e l’affetto (virtuale, s’intende) che provo per te, devo darti la mia impressione: questo è un argomento troppo troppo delicato per essere affrontato così: per ogni cosa che riporti tu ne escono fuori due contrarie, che a loro volta potrebbero generarne quattro da parte tua. Il consiglio è quello di non procedere (o procedere e concludere in fretta), tanto non se ne esce.

    La mia teoria (più volte espressa) è semplice e completamente apolitica: Montanelli e Berlusconi ieri come Travaglio e Berlusconi oggi si stavano profondamente, visceralmente ed irrimediabilmente sulle palle a vicenda. Come persone prima di tutto, per motivi che a noi non è dato sapere. Premesso questo, non vedo nessuna sorpresa nei rispettivi tentativi di inchiappettate reciproche non appena se ne presentasse (allora) e/o se ne presenti (oggi) la possibilità. Questo spiega anche l’apparente dissonanza dal punto di vista politico. E’ semplice, non c’entra la politica. Sono persone che si “odiano”, e come tali si prendono vicendevolmente a schiaffi.

    Mettici pure che oggi come oggi, mancando uno dei personaggi, la vera verità ed i veri sentimenti non potremo mai conoscerli: ci rimangono solo affermazioni di un tempo, magari dettate all’epoca da particolari stati d’animo (che non potrebbero essere rettificate o smentite), oppure testimonianze di terzi che, per quanto attendibili, fossero anche “certificate” da un notaio, contano come il due di coppe quando regna bastoni.

    Lasciar perdere forse è la via migliore. Pensiamo ad altro. Che ce n’è…

  • Profilo di Charles Dexter Ward #5

    Charles Dexter Ward #5

    27 apr 2009 - 15:57 - #47
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    Landoni, aspetto di leggere il resto dell’articolo, che per ora mi pare ottimo. Per il resto le 5 stelline te le meriteresti solo per il fatto di prendere sul serio i soliti quattro che, comunque, il loro film se lo sono già visto.

  • Profilo di Pierpyx polisblog

    Pierpyx polisblog

    27 apr 2009 - 15:57 - #48
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    @48
    Albert, prenderei in considerazione la tua teoria, se solo non reputassi Montanelli una persona estremamente più seria di berlusconi.

  • Devis76

    27 apr 2009 - 15:58 - #49
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    Granzotto è stato smentito già parecchie volte dai fatti. La versione vera e non quella di comodo rimane comunque quella di Travaglio e non perchè dia credito a chi ne ha comunque merito ma perchè ogni hanno il giornalaccio berlusconiano ripropone le solite buffonate per cercare di diffamare la memoria dei morti che non sottostavano alle leggi del padrone. Punto. Il resto di quelli che credono di trovare il vero in quelle pagine finte o nelle voci finte dei suoi padroni, sbagliano e sono stati smentiti più e più volte. Ovvio che poi non possano ammettere che sia vero; ne va del loro orgoglio che è già molto ferito perchè riscontrano ogni giorno che il mondo intero sa come vanno le cose e non si bevono la propaganda nanica. Sarebbe anche il caso di mettere le carte in tavola e chiedersi come mai molte persone di destra non votano e criticano allo stesso modo questo governo che ha fallito su tutta la linea e anche perchè la destra europea non vuole avere nulla a che fare con loro. Risposte ce ne sono tante ma una in particolare colpisce. Non vengono ritenuti nè di destra tantomento all’altezza. Nel merito dell’articolo di granzotto non viene menzionato che 50 giornalisti del giornale di allora, si licenziarono e andarono con Montanelli. Questo non viene contemplato per un unico motivo. Loro furono a scrivere come andarono veramente le cose, loro erano presenti quanto berlusconi volle tentare il blitz senza proferire parole della riunione con Montanelli e loro ancora oggi sostengono quello che rimane della memoria, visto considerato che persone come appunto granzotto o feltri si sono vendute l’anima per quanto piccoli siano e insignificanti siano le loro carriere. Inutile ricordare che Montanelli è stato il più grande giornalista italiano e quelli che si sono susseguiti non sono nemmeno degni di questo titolo. I vari lacchè del nano ancora non hanno mai scritto il vero sul loro giornale e mentono ogni giorno ora su questo ora su quello solo per tirare acqua al loro mulino. Basta una considerazione: se nessuno lo compra e sono ridotti a doverlo dare gratuitamente ci sarà un motivo. Montanelli era un grande uomo, con errori fatti, riconosciuti e ammessi. Gli altri non sono uomini, fanno errorri, ne commettono di nuovi ogni giorno, non chiedono mai scusa e fanno finta di essere dei grandi. Difatti se si guardano attorno non trovano dei grandi, nessuno di loro lo è nè lo sarà mai e anche il piccolo popolo che li sostiene non ha nulla di grande a parte l’ingenuità. Si fanno fregare perfino adesso mentre scrivono e li difendono….

  • Profilo di Arvedui

    Arvedui

    27 apr 2009 - 16:00 - #50
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    #46

    Lea, l’invito ad accendere il cervello è sempre valido: Feltri è stato il direttore fantoccio messo li da berlusconi per sostituire montanelli. Montanelli non voleva essere il servetto del berlusca? allora si butta fuori Montanelli e ci si mette uno molto più malleabile, ossia Feltri, che non si smentisce e si imbarca in storielle sulla coerenza che fanno ridere i polli.

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