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Conferenza stampa di Sergio Riboldi: la diretta

Pubblicato: 08 apr 2008 da Ivy

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Sergio RiboldiAltra serata di conferenze stampa su Rai 2, in compagnia oggi dei candidati premier Sergio Riboldi, del M.e.d.a., il Movimento Europeo Diversamente Abili, e di Fausto Bertinotti per La Sinistra - L’arcobaleno, che ovviamente seguiremo in diretta su PolisBlog!

ore 21.50 Riboldi rivendica che l’associazione è di orientamento cattolico, ma la moderatrice si chiede se questo non è un criterio che porta a ghettizzare il M.e.d.a., ad escludere cosi i diversamente abili ad esempio laici. Riboldi non da su questo una risposta netta, sottolinea che l’essere cattolico è una fonte di forza e di supporto morale per i disabili. Poi però riconosce che i problemi dei diversamente abili è trasversale e indipendente da identità religiose, e che il M.e.d.a. le difenderà tutte senza distinzioni. Insomma, qualche contraddizione sul tema. Brava la Del Bufalo a sottolinearla. Si chiude la conferenza di Riboldi, a tra poco con Bertinotti.

ore 21.43 Quali sarebbero per assurdo i provvedimenti dei primi 100 giorni di un governo M.e.d.a.? Abbattimento di tutte le barriere architettoniche, enti di controllo di maggiore efficienza, istituzione di enti regionali e locali sempre per il controllo per le problematiche dei diversamente abili, migliorare e promuovere la cultura e l’informazione sui diversamente abili. Davvero basta qualche ente in più ad aiutare i disabili? Credo che Riboldi abbia “sbagliato” la risposta all’unica domanda che davvero gli dava la possibilità di spiegare quello in cui crede: la prima problematica che gli viene in mente è che in Italia manca la penna elettronica che hanno i disabili in Germania per votare da casa?

ore 21.37 Purtroppo la conferenza stampa prosegue per forza di cose su un binario unico. Caprarica chiede se il M.e.d.a. non va ad aggiungersi (con i rimborsi elettorali) alle spese della casta, e se non fosse stato meglio farli spendere a favore dei disabili? Riboldi dice che la campagna è stata davvero poco costosa, senza nemmeno i manifesti pubblicitari, sfruttando per ridurre i costi anche il web e la rete. Spenderanno il rimborso per aiutare i propri associati, con un rendiconto che ne darà giustificazione. I partiti maggiori avrebbero favorito le battaglie dei disabili candidandone alcuni in posizioni chiave delle liste elettorali chiuse e blindate di queste elezioni? La risposta di Riboldi è chiara: i partiti non considerano minimamente queste problematiche.

ore 21.30 Quale partito “maggiore” ha mostrato più interesse verso il M.e.d.a.? Il movimento non ha inclinazioni politiche, valuterà concretamente le azioni che si realizzeranno, anche se è scettico. Una domanda poi che aspettavo: perchè piuttosto che configurarsi come partito il M.e.d.a. non ha scelto di agire come nel mondo anglosassone e americano agirebbe una lobby? Lo stesso Riboldi conferma che possono spostare molti voti, dai 5.000.000 di disabili a quelli delle loro famiglie, ma ritiene che configurarsi come lobby non avrebbe lo stesso effetto che in Italia ha la forma del partito politico. Anche la moderatrice interviene, perchè in realtà il tema di questa conferenza stampa è più capire perchè il M.e.d.a. si presenta, dato per scontato che è molto difficile che il movimento raggiunga il 4%. L’indifferenza sui problemi dei disabili è solo dei partiti, del loro poco impegno, delle lacune legislative, o manca proprio una cultura, una mentalità pronta ad affrontare questi problemi? Riboldi conferma questa visione, dicendo che ai diversamente abili, pur considerate le problematiche fisiche, vanno riconosciute le stesse opportunità che tutti hanno.

ore 21.22 Riboldi si rallegra intanto di aver portato all’attenzione degli altri partiti e dell’opinione pubblica i temi dei diversamente abili, e che forse è più questo l’obiettivo del M.e.d.a. piuttosto che il superamento del 4%. Rilevo una certa difficoltà dei giornalisti a porre domande, i temi del “programma” del M.e.d.a. non è che si prestino giustamente ad un contraddittorio… Si chiede quali sono i punti fondamentali che il movimento vuole portare all’attenzione: il primo è la frammentazione delle problematiche legate ai disabili tra troppi ministeri diversi, creando confusione nei cittadini. Chiede in sostanza un ente di coordinamento per tutte le questioni di rilevanza sul tema, un ente che possa anche portare avanti progetti costruttivi coinvolgendo i disabili, passando da un servizio di semplice assistenzialismo a un vero e proprio recupero della persona disabile per renderla partecipe della vita sociale.

ore 21.15 Caprarica chiede conto proprio del dubbio che mi ponevo inizialmente, serviva realmente, in un momento dove si cerca di non frammentare la situazione politica, creare un nuovo partito, visto anche che parliamo di temi che sono bipartisan? Riboldi rivendica il fatto che c’è stato molto disinteresse da parte dei “grandi” sui temi che lui porta avanti. La richiesta di protesta per il poco rispetto dei diritti dei diversamente abili resta disattesa. Parla della difficoltà, ad esempio, dei sordomuti di partecipare alla campagna elettorale per la difficoltà di comprendere le dichiarazioni dei candidati. La moderatrice risponde sottolineando l’impegno della Rai a tradurre le trasmissioni politiche anche di Rai Parlamento nel linguaggio dei segni e la predisposizione di sottotitoli. Ma è questo il problema vero dei diversamente abili, o meglio, quello che di più merita di essere portato alla luce in diretta tv?

ore 21.05 Inizia ora la diretta su Rai 2 con l’ingresso del candidato premier del M.e.d.a., ennesima lista monotematica presente in questa campagna elettorale da questo punto di vista decisamente surreale. Per quanto sia ovvio e scontato che i temi che desidera portare all’attenzione pubblica meritino attenzione e interesse bipartisan, siamo certi che il modo migliore per farlo fosse un nuovo partito che, anche lui, corre da solo? Modera Giuliana Del Bufalo, che chiede nell’appello iniziale al candidato di presentarsi, visto che com’è comprensibile il personaggio è poco noto. Il M.e.d.a. nasce nel 2005 e conta oggi milioni di associati, per raggruppare le associazioni territoriali sul tema dei diversamente abili per rafforzarne l’impatto a livello nazionale. Riboldi parla del suo rapporto con l’omonimo Monsignore (suo zio) che lo ha avvicinato a questo mondo. Già tentarono come associazione l’assalto al Parlamento nel 2006, ma la raccolta firme si rivelò difficoltosa.

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • V.

    08 apr 2008 - 21:23 - #1
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    Brava persona, ma quanti voti può sperare di prendere?

  • Profilo di Ewan J.

    Ewan J.

    08 apr 2008 - 22:05 - #2
    1 punto
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    appunto, V: che senso ha?

  • V.

    08 apr 2008 - 22:12 - #3
    0 punti
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    Eh, che dire? Che in fondo il movimentismo settoriale - penso al Partito dei Pensionati e la relativa Fatuzzo dinasty - sono decenni che funziona, sopravvivendo, vivacchiando, appoggiando un pò di qua e un pò di là. Alla fine Riboldi dice cose giuste, sacrosante, porta avanti lotte che non dovrebbe essere lui a portare avanti, ma tutti i partiti. Le tribune politiche di Raidue poi hanno il solo scopo di dare un contentino a tutti i partiti, plasmando davanti agli occhi del telespettatore una par condicio in trompe l’oeil (alè!) che nei fatti viene puntualmente disattesa.