Sono passati più o meno venticinque anni da quando, nella culla dell’allora “Lega Autonomista Lombarda”, la “verde” Varese, nasceva l’idea di stato federale all’italiana.
La genesi è stata complessa, a partire dall’incontro del 1979 tra Bruno Salvatori, dirigente dell’Union Valdotaine, e Umberto Bossi, passando per i primi consiglieri comunali di metà anni ottanta, per arrivare nelle elezioni dell’87 ai palazzi romani.
Sono passati solo venticinque anni, gli ultimi otto dei quali, con alternanze al governo del paese, nella ricerca di modificare quel titolo V della Costituzione che avrebbe consentito di coronare il sogno del Carroccio.
E adesso siamo al capolinea, il viaggio della Lega si è concluso ieri al Senato con il voto definitivo sul federalismo. Il PD, come promesso, si è astenuto e il testo del disegno di legge delega non è stato modificato rispetto a quello già approvato nell’altro “lato” del parlamento.
Il voto finale è andato come previsto: Pdl, Lega Nord, DiPietristi e Mpa per il sì; UDC per il no; PD astenuti.
La riforma sarà quindi la stessa già ampiamente rimaneggiata (e discussa) nelle scorse traghettazioni tra i due palazzi del parlamento e prevederà diversi cardini fondamentali tra i quali l’autonomia dei vari livelli di governo, la modifica delle norme sui trasferimenti statali, i premi per gli enti “virtuosi” e le “penalizzazioni” per quelli meno virtuosi.
Adesso ci vorranno i decreti attuativi, ancora da scrivere, che dovranno portare l’intero sistema a regime nel 2016… ma questa è un’altra storia. Ieri, per la Lega, è stato il “gran giorno”.
William Wallace
30 apr 2009 - 09:05 - #1Riforma passata e Berlusconi che dice di votare sì al referendum… prevedo crisi di governo a breve…
kooiee
30 apr 2009 - 09:28 - #2e che adesso non rompino più.
fc77
30 apr 2009 - 09:49 - #3dopo il primo governo berlusconi,tra bossi e sb sono volate parole di odio e disprezzo ,poi x interesse sono ritornati amanti e adesso ricominciano.sembra bruttiful si inc.ul.ano. tra di loro.!!!!!!!!!
Vercingetorige
30 apr 2009 - 09:53 - #4Un bel colpo per la Lega!!!
Vercingetorige
30 apr 2009 - 09:53 - #5E adesso basta compromessi. Linea dura contro immigrazione… senza altre tarantelle!!!
Vercingetorige
30 apr 2009 - 09:54 - #6@3
No.. è la politica… da dx a sx… è un gioco di amori e di odi senza fine.. abbiamo pure la ”ragazza squillo”….Mastella…ah ah ah
fc77
30 apr 2009 - 09:56 - #7altro che bel colpo ,la legge presentata dalla lega sul federalismo, non era esattamente questa.
il nord
30 apr 2009 - 10:01 - #8yeah vai adesso andate a lavorare t&r0ni e’ finita la pasqua
fc77
30 apr 2009 - 10:08 - #9#8 è uscito meglio pinocchio co na sega che tu co na sco.pa.ta
Vercingetorige
30 apr 2009 - 10:09 - #10@7
I know… ma quella originale chi l’avrebbe approvata…?
fc77
30 apr 2009 - 10:13 - #11appunto, la lega non conta al parlamento ,le leggi pro nord ,le potete fare solo nel fantaparlamento padano.
a1 no log
30 apr 2009 - 10:31 - #12LE MANI DELLA MAFIA SULL’ITALIA, LEGGE CONTRO IL RACKET VIA L’OBBLIGO DI DENUNCIARE L’ESTORSORE, che schifo di paese che siamo:
IL CASO. La modifica proposta dell’ex di An Contento ottiene
il sì anche del Guardasigilli. Scontro con la Lega. L’ira del Viminale
Appalti, il Pdl cambia l’anti-racket
“No all’obbligo di denuncia”
di LIANA MILELLA
Appalti, il Pdl cambia l’anti-racket “No all’obbligo di denuncia”
ROMA - Maroni da una parte, Alfano dall’altra. Lega e Pdl divisi su appalti e mafia. Dopo la rottura su ronde, Cie, medici-spia, la manovra del governo sulla sicurezza segna lo scontro sull’obbligo per l’imprenditore titolare di appalti pubblici di denunciare un’estorsione pena la perdita della commessa e l’interdizione dalle gare per tre anni.
Succede alle due di notte, nelle commissione Giustizia e Affari costituzionali della Camera, all’ultimo rush per mandare il ddl oggi in aula. Il ministro dell’Interno leghista Roberto Maroni e il sottosegretario (ex An) Alfredo Mantovano hanno raccolto gli appelli di Ivan Lo Bello, il presidente di Confindustria in Sicilia, della collega campana Cristiana Coppola, delle associazioni antiracket, e insistono per l’obbligo di denuncia nella versione del Senato. Ma una modifica dell’ex aennino Manlio Contento lo fa cadere e raccoglie il sì del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, che ha approfondito la questione col Guardasigilli Angelino Alfano, e dei due relatori ex forzisti Jole Santelli e Francesco Paolo Sisto. La Lega protesta, Mantovano spiega che “il testo è frutto di un accordo tra Interno, Giustizia, Economia e Sviluppo economico, con il via libera di palazzo Chigi”. Ma la Giustizia fa dietro front. In aula si fronteggia la sola maggioranza perché Pd e Idv se ne sono andati per protesta. Si vota: vince il Pdl. Se fosse stata presente l’opposizione forse avrebbe prevalso il Viminale.
Che fa pesare l’accaduto. Dice Maroni: “Questa notte alcune votazioni hanno confermato le mie preoccupazioni. Una norma fortemente voluta dal ministero è stata emendata e svuotata di significato”. E oggi, in consiglio dei ministri, chiederà a Berlusconi di mettere la fiducia sul ddl perché teme che la coalizione si sfaldi su ronde, Cie, reato di clandestinità che obbligherà gli incaricati di pubblico servizio a denunciare gli stranieri. Tant’è che l’intersindacale medica chiede “una specifica e precisa esenzione dall’obbligo di denuncia”.
La divisione sugli appalti porta acqua a Maroni. Il conflitto è pesante. Da una parte c’è la norma esistente, contestata alla Camera dall’Ance, che tra le cause di esclusione da una gara inserisce la mancata denuncia dell’estorsione che il pm scopre in un’indagine su terzi. L’imprenditore non è indagato, ma il pm dovrà segnalare l’anomalia all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici. Manlio Contento dice no: “È una procedura di dubbia costituzionalità perché l’imprenditore non è direttamente sotto inchiesta”. Con la correzione il pm segnalerà solo imputati di falsa testimonianza o favoreggiamento. Caliendo è d’accordo: “Se un imprenditore è minacciato dell’uccisione del figlio e non la denuncia per paura di perderlo, poi non può perdere l’azienda. Se vieni chiamato da polizia e pm e non collabori è diverso”. Mantovano è sul fronte opposto: al Senato si è battuto per una norma che obbliga a un maggior dovere di lealtà chi lavora con lo Stato. Norma vantata da Maroni all’Antimafia come strumento per costringere gli imprenditori alla denuncia. Prevale la linea garantista. Al Viminale sono in collera: “Evidentemente sono tutti contenti che la Salerno-Reggio sia un’autostrada a una corsia” dicono alludendo al peso della mafia sulle gare.
(30 aprile 2009)
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/pdl-cambia-racket/pdl-cambia-racket/pdl-cambia-racket.html