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Flop: il destino del Partito democratico in un libro

Pubblicato: 02 mag 2009 da paganini

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Il Partito democratico, da chiunque sia guidato, deve operare scelte precise. Mettere in conto anche attriti e conflitti, ma non cullare l’illusione di potersi presentare davanti agli elettori con messaggi generici e astuzie da quattro soldi. C’è bisogno di un’operazione verità che potrà anche essere dolorosa, e potrebbe perfino mettere a repentaglio l’esistenza stessa del Pd. Ma senza queste verità resterebbe soltanto il catalogo impietoso raccolto in questo libro, il repertorio delle scelte mancate.

Questo contributo del giornalista Edmondo Berselli chiarisce abbastanza bene, se ve ne fosse bisogno, il contenuto e l’impostazione di Flop. Breve ma veridica storia del partito democratico, scritto da Giuseppe Salvaggiulo e pubblicato da Aliberti Castelvecchi. Non certo un gesto di cortesia verso il Pd a un mese dall’Election day di giugno, ma comunque un contributo alla discussione sul futuro - non molto roseo a quanto sembra - del nuovo partito del centrosinistra.

Salvaggiulo, giornalista della Stampa, mette in luce una accurata radiografia del Partito democratico, concludendo la sua analisi con una sentenza piuttosto definitiva: il progetto del partito nuovo che avrebbe dovuto cambiare radicalmente la politica è miseramente fallito, a causa del mancato ricambio di leader e dirigenti e dell’assenza di prospettiva per le voci nuove hanno fatto risaltare ancora di più un clima interno torvo e velenoso. Il vivace dibattito dei cittadini e degli iscritti sul web è rimasto del tutto inascoltato. Lo Statuto del Partito democratico conta 11.225 parole, settecento più della Costituzione italiana. Sono state prodotte migliaia di pagine di documenti, programmi, statuti, manifesti, codici, regolamenti, carte dei valori e della cittadinanza alternativamente inutili o inapplicati. Una sovrastruttura normativa per coprire un vuoto di identità.

Il volume, una specie di libro nero del Pd, non chiude però del tutto le porte alla speranza, ospitando sei dichiarazioni di intenti, appositamente scritte da Matteo Renzi, Debora Serracchiani, Giuliano Da Empoli, Giuseppe Civatti, Sergio Blasi e Arturo Scotto, quasi a voler dimostrare che ancora non tutto è perduto. Forse.

Flop, breve ma veridica storia del Partito democratico. Giuseppe Salvaggiulo. Edizioni Aliberti Castelvecchi. 229 pagine, 13,90 euro.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Vercingetorige

    Vercingetorige

    02 mag 2009 - 11:56 - #1
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    Beh la tattica di Franceschini è chiara… nn avendo una politica interna preferisce accanirsi sui malumori tra Pdl e Lega… come la farsa dei 400milioni… che poi è un referendum pro-berlusconi… e questo tanta gente rincòglìonita nn l’ha ancora capito… Usare i battibecchi della moglie… Usare il Si del referendum del Berlusca… Votare con astensione a favore del Federalismo Fiscale… Praticamente un mettere la mano e ritirarla, giocare ad un esserci e nn esserci… difatti nn facendo nulla… E il PD finirà presto per questo in quello che è realmente.. il nulla…

  • Profilo di Paolo873

    Paolo873

    02 mag 2009 - 12:10 - #2
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    Quelli come Berselli, Cacciari hanno rotto le scatole. Sanno solo criticare e gridare “moriremo tutti”. Più che il pd a me sembra fallito Berselli, semprea a fare i funerale alla sinistra ma arogmenti più importanti per cui scrivere non ci sono in questo paese?
    La sindrome Tafazzi imperversa!

  • calcabrina

    02 mag 2009 - 19:42 - #3
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    La sindrome di Tafazzi?
    Sono Franceschini e Di Pietro che pur di fare dispetto alla Lega nord si picchiano bastonate sui co…oni.

  • bleistein

    03 mag 2009 - 18:46 - #4
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    Certo, e immagino che il più grande sgambetto di Franceschini alla Lega sia stato non opporsi a un ddl sul federalismo che Tremonti, in un raro momento di lucidità, ha definito non calcolabile nei costi…