Il Partito democratico (sempre più smarrito e impaurito specie dopo l’ultimo sondaggio del crollo di voti nel mondo del lavoro) invece di interrogarsi “dentro”, cerca di trovare “fuori” le risposte ai suoi problemi.
Né con Walter Veltroni e né con Dario Franceschini si vuol riconoscere che la sconfitta del Pd è culturale, prima ancora che politica.
Un partito sempre meno “nazionale” e sempre più ristretto negli interessi particolari e in specifici segmenti elettorali: tra fasce di intellettuali e di dipendenti pubblici e della scuola. Oramai ha perso per strada lo “zoccolo duro” rappresentato da operai e piccoli e medi imprenditori, troncando il filo che lo legava ai ceti medi.
E, quel che è peggio, avendo smarrito identità e strategia, non ha più l’egemonia culturale nemmeno nel perimetro del centro sinistra.
Il deputato de Pd Nicola Rossi taglia corto: “Oggi il Pd non può nemmeno più scegliersi gli alleati. Oramai la sua ripresa riguarda il futuro e implica il riconoscimento di una sconfitta severa. Servono tempi lunghi, e forza di resistere e un gruppo dirigente consapevole e coeso, che non vedo”.
Requiescat in pace (il Pd). Per fortuna che c’è la signora Veronica. Lei sì che sa come “prendere” il Cavaliere!
Una lezione per il Pd?
Gianca77
04 mag 2009 - 13:22 - #1wow…articolone…
dovresti farti assumere da pd visto che fai sempre delle superbe analisi sulla loro crisi…
Paolo873
04 mag 2009 - 14:17 - #2Può iniziare la settimana senza un articolo di questo genere?
TOKA
04 mag 2009 - 14:54 - #3falcioni ti preferisco quando scrivi su motoblog
fc77
04 mag 2009 - 17:49 - #4a fede je fai un baffo!!!!!
Roland2111
04 mag 2009 - 18:18 - #5Falcioni ma perchè non vai a lavorare a mediaset? Di sicuro ti prendono.