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Paesi Baschi, per la prima volta dopo trent'anni sconfitto il partito nazionalista

Pubblicato: 05 mag 2009 da davide f.

da flickr, common creative

Per la prima volta dopo trent’anni dalla fine della dittatura fascista di Francisco Franco non sarà un governo di nazionalisti a guidare i Paesi Baschi, regione di 2,2 milioni abitanti, segnata da sempre da tensioni separatiste e autonomiste e dalla lotta del gruppo armato Eta, considerato responsabile di più di 800 omicidi.

La svolta è stata possibile grazie all’inedita alleanza tra il Partito socialista e il Partito popolare, rispettivamente maggioranza e opposizione al governo centrale; il Psoe è arrivato secondo alle elezioni del primo marzo, mentre i popolari sono giunti terzi.

Così Patxi Lopez, 49 anni, verrà nominato oggi lehendakari, ovvero capo del governo regionale. Lopez otterrà la maggioranza assoluta nel parlamento regionale della città di Vitoria con i voti del Partito Popolare (Pp) pur essendo un esponente del Partito Socialista (Psoe).

Lopez è riuscito con questa alleanza trasversale tutta da verificare a sbarrare la strada a Juan José Ibarretxe, leader regionale da più di dieci anni. Nel frattempo il mese scorso è stato arrestato Jurdan Martitegi, ritenuto il capo delle operazioni militari dell’Eta, che secondo gli inquirenti preparava un attentato alla vita di Lopez proprio per la giornata della sua nomina.

Immagine|Flickr

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Gianca77

    Gianca77

    05 mag 2009 - 13:42 - #1
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    bene, visto che può darsi mi trasferisca a Bilbao è una buona notizia :-)
    Chissà quanto c’entra la politica di Zapatero…

  • Profilo di Chico Mendez

    Chico Mendez

    05 mag 2009 - 15:13 - #2
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    Nulla, ll complessità di quei luoghi e le porcate fatte da Franco prima da Felipe Gonzales e Aznar poi hanno creato sempre più distacco tra la gente basca e il governo centrale, contando che il 70% degli aventi diritto al voto si sono presentati alle urne (dato in flessione) e che sono raddoppiate le schede annullate o bianche credo basti per capire che in queste elezioni dove democraticamente sono state fatte fuori tutte le coalizioni a sinistra basche siano state dominate dall’impossibilità di scegliere. D3M può cantare vittoria visto che all’indomani della sua illegalizzazione ha chiesto ai suoi elettori di andare comunque a votare per la sua lista (”votos de oro” sono stati chiamati), ed ha ottenuto circa 100.000 voti che si tradurrebbero in 7 seggi. 100.000 voti nulli ma dal grande significato. Sono tanti: solo un terzo in meno rispetto a quelli ottenuti nel 2005 con EHAK (eusko askatasuna). Sono tanti per vari motivi: primo perché la macchina repressiva basco-spagnola ha illegalizzato tutto quello che poteva rimandare a D3M: anche essere beccati con una “papeleta” (scheda elettorale) di D3M in strada o fuori dalle urne era passibile di arresto e infatti quattro militanti sono arrestati ieri (ricordiamo che nello stato spagnolo si vota con le schede precompilate e ogni partito ha la sua); secondo perché, com’era ovvio che fosse, alcuni potenziali elettori hanno preferito non annullare il voto e darlo ad altri partiti; terzo perché l’astensionismo è stato ancora più alto rispetto al 2005, il 34% .

  • zoe57

    05 mag 2009 - 16:33 - #3
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    quoto #2. credo che la repressione verso i militanti baschi negli ultimi decenni sia stata vergognosa e antidemocratica. e non parlo di ETA, ma di chi attraverso le istituzioni stava lottando per un indipendenza assolutamente lecita.

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