Elezioni 2013, Regione Lazio: Storace fa il 'taxi' per i Radicali

Il vero colpo di scena fino a qui registrato nella corsa alle elezioni 2013, in particolare nel "caso Lazio", l'ha messo a segno il candidato governatore per La Destra e Pdl Francesco Storace:

secondo me i radicali in consiglio regionale ci devono stare

ha detto il candidato del centrodestra alla Pisana, ospite de IlFattoQuotidianoTV.

Non esattamente un endorsement, tuttavia fa "specie" riconoscere a Storace (uomo dai valori decisamente vicini più a quello che una volta era l'Msi che non alla, poco, compianta An) una visione decisamente più trasparente, democratica e pluralistica della futura Regione Lazio rispetto alla sua nemesi elettorale Nicola Zingaretti (o meglio, al suo entourage).

Ieri pomeriggio la segreteria di Giuseppe Rossodivita, che insieme a Rocco Berardo ha rappresentato le fila radicali in Regione Lazio negli ultimi anni, denunciando il malaffare esploso come "caso-Fiorito", ha emesso un comunicato secondo il quale

Sarà il consigliere regionale Giuseppe Rossodivita il candidato presidente dei Radicali alle regionali nel Lazio. Rossodivita guiderà la lista "Amnistia giustizia libertà"

Giuseppe Rossodivita, in tal senso, ha spiegato che

non si è trattato di un episodio, se domani mattina tornasse (Zingaretti, ndr) sui suoi passi sarebbe una bella cosa, ma deve tener conto della macchina burocratica del Pd. [...] Trovo strano che Zingaretti non ci voglia, quando invece Storace ci ha chiesto di andare con lui, pur di farci avere una rappresentanza alla Pisana

Oggi pomeriggio il candidato del centrodestra Francesco Storace, intervistato dal Fatto Quotidiano Tv, ha ufficialmente aperto le porte ai Radicali, senza chiedere alcun tornaconto in cambio:

Non capisco perchè Zingaretti non vuole fare l’accordo con i radicali. Se i radicali hanno bisogno di un ‘taxi’, di un apparentamento tecnico che serva a evitare lo sbarramento troppo alto, io non ho alcun dubbio a firmarlo. Non pretendo che loro sottoscrivano il mio programma o quello della coalizione ma secondo me i radicali in consiglio regionale ci devono stare

ha detto chiaramente il candidato; qualche "contatto" tra i Radicali e Storace ci era già stato qualche giorno fa: la settimana scorsa era stato lo stesso candidato di centrodestra ad affermare di essersi incontrato con Marco Pannella per una chiacchierata a via di Torre Argentina. Le numerose espressioni di solidarietà (sulle firme, sui simboli, sulla partitocrazia che vorrebbe spazzate via entrambe le realtà) da una parte e dall'altra nelle scorse settimane, forse, si concretizzeranno in una sorta di "taxi" appunto, che Francesco Storace ha messo a disposizione incondizionatamente ad una pattuglia radicale (a Torre Argentina si augurano senza tassametro).

Non tanto per convergenza di vedute, che la maggior parte delle volte sono diametralmente opposte, quanto più per una questione di principio politico ed elettorale, questione che abbiamo tentato di sollevare molte volte.

L'esclusione aprioristica di Berardo e Rossodivita da possibili candidature nel centrosinistra ha definitivamente interrotto i contatti, pochi a dire il vero, tra Pd e Radicali che avrebbero tuttavia la possibilità di sfruttare l'opportunità offerta cavallerescamente da Storace.

Il Pd, che ha candidato Emma Bonino governatore alle ultime consultazioni della Regione Lazio, (il partito stanziò 5 milioni di euro per la campagna elettorale del 2005 per Marrazzo e, nell'incapace imbarazzo di non trovare nessun "interno" disposto a sedersi su quella poltrona, solo 1 milione per quella del 2010 di Bonino, con l'auspicabile risultato di vedersi sconfitti e contenti), oggi torna su quei passi (falsi) del 2010: l'epurazione radicale dal centrosinistra è ormai il segreto di Pulcinella.

Sul principio Storace ha decisamente mostrato una notevole, e plaudibile, apertura politica che era impossibile, visto lo strano comportamento del Pd, non sottolineare.

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