La stretta di mano tra le vedove dell’anarchico Pinelli e del commissario Calabresi è un fatto positivo.
L’avvenimento può assurgere a simbolo di una nuova stagione di ricomposizione e addirittura consentire l’amnistia per i terroristi?
L’ex presidente Francesco Cossiga adesso sollecita la grazia a Sofri, l’amnistia per tutti i terroristi, la riappacificazione tra i familiari di Moro e i suoi carnefici.
I morti ammazzati non parlano. Ma non parlano nemmeno coloro che tali delitti li hanno commessi in nome di deliri ammantati di false ideologie.
Riappacificazione non può voler dire cancellare le motivazioni di quei delitti e sollevare dall’infamia chi quei delitti li ha compiuti. Quel sangue ha indelebilmente macchiato il Paese e non si può lasciar passare l’idea che si può uccidere perché poi si passerà sopra una spugna che cancellerà tutto e tutti, mettendo insieme e sullo stesso piano carnefici e vittime.
Proprio per questo serve la massima cautela nelle proposte e nella polemica politica attuale.
Si può (e si deve) criticare le scelte economiche del governo ma Antonio Di Pietro cede alla demagogia e alla strumentalizzazione quando afferma che “così si creano le premesse di una spaccatura sociale creando le basi per una rivolta anche di tipo illegale”.
Come altre volte, un atto positivo (la stretta di mano) invece di favorire la ricomposizione storica apre nuove discussioni che alimentano nuovi scontri.
Lo Stato non deve essere “buono”. Deve essere “giusto”. Quei (pochi) terroristi ancora in galera, non hanno niente da dire?
Amex I.
11 mag 2009 - 11:44 - #1Non ci può essere riappacificazione fino a quando non si dirà chi sono i “mandanti” ed i “motivi” del sobillamento del conflitto sociale.
fc77
11 mag 2009 - 11:45 - #2cossiga si è picconato il cervello!!!!!!
Albert1
11 mag 2009 - 12:48 - #3Contento che le famiglie Pinelli e Calabresi (entrambi vittime e non carnefici) abbiano ritrovato qualcosa di assimilabile alla pace.
Per il resto nulla deve cambiare, nulla va dimenticato e anzi, se possibile, bisogna continuare ancora oggi a scavare, fino a punire gl’impuniti e a riabilitare gl’innocenti.
Mai dimenticare. Non accanirsi, non strumentalizzare, ma dimenticare mai.
Charles Dexter Ward #5
11 mag 2009 - 13:06 - #4non si possono dimenticare quegli anni. come non sopporto le legoche del volemose bbene, dio
Altraonda
11 mag 2009 - 13:36 - #5i terroristi sono in galera da anni ma i mandanti delle stragi di stato, che è l’altra faccia della strategia della tensione di quegli anni, no. Cossiga probabilmente vuole l’amnistia per un motivo: potersi finalmente sgravare di segreti e scelte terribili fatte in quegli anni, lui che ha coordinato Gladio e che era al governo durante le bombe e i depistaggi. E si sa che se gli omicidi politici sono stati compiuti soprattutto dai brigatisti e gruppi similari, le bombe che hanno ucciso tante vittime che non hanno mai avuto giustizia, sono state messe da settori dello stato, più o meno deviati.
A ma piacerebbe sapere finalmente la verità. Amnistia per tutti e che Cossiga parli. Anche le vittime anonime dei treni, delle stazioni, di Piazza Fontana hanno bisogno, se non più di giustizia, almeno di sapere per quale motivo sono morte.
Albert1
11 mag 2009 - 16:21 - #6Sono morte perchè all’epoca alcuni problemi si usava risolverli così.
Ed altri si usava crearli così.
Nulla purtroppo li riporterà in vita, e le amnistie non serviranno. Le cose che sono rimaste segrete fino ad oggi ci rimarranno per sempre. Per fortuna. O purtroppo, a seconda.