Rivoluzione Civile: Salvatore Borsellino rompe con Ingroia «Fa politica vecchio stampo»


Ieri Antonio Ingroia aveva ricevuto l'endorsement (chissà quanto gradito) di Massimo Ciancimino: oggi invece gli tocca incassare l'addio di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo e sostenitore della prima ora di Rivoluzione Civile. Che i rapporti tra i due si stessero incrinando si era capito già nei giorni scorsi, quando l'ex magistrato sbandierava l'appoggio di Borsellino lasciando intendere che poteva candidarsi, e l'attivista lo pregava ripetutamente di smentire le voci di una candidatura. Smentita che poi è arrivata da parte dello stesso Ingroia via Twitter.

Salvatore Borsellino aveva indicato invece i nomi di due attivisti della sua associazione antimafia Agenda Rossa, Lidia Undiemi e Benny Calasanzio, come candidati al Parlamento, ma ha scoperto che Ingroia li aveva relegati nei posti bassi delle liste elettorali, con esclusione quasi certa. E quindi ha preso ufficialmente le distanze con un polemico post su Facebook:

I due rappresentanti del mio movimento che, insieme a tanti altri giovani, mi avevamo dato la disponibilità ad essere candidati nella lista di "Rivoluzione Civile" […] non hanno trovato posto nella lista di Antonio Ingroia se non posposti, e non di poco,ad altri nomi sia di politici che della società civile.
I primi in base alle contrattazioni di vecchio stampo tra i partiti componenti la lista, i secondi scelti in base alla notorietà ed alla visibilità mediatica che non sempre coincidono con l'impegno civile.


In realtà Borsellino non è il primo a far notare questo aspetto delle liste del movimento arancione. I primi erano stati i fondatori di ALBA, che erano usciti da Rivoluzione Civile in polemica per l'attenzione data ai leader dell'estrema sinistra. Poi era stato il leader no-global Vittorio Agnoletto, a cui era stata preferita la candidatura di Antonio Di Pietro, a denunciare lo scarso interesse del movimento verso l'associazionismo che pure ne aveva decretato la nascita. Ora Borsellino:

A questo punto, con rammarico e pur sempre riservandomi di giudicare con maggiore attenzione le liste una volta che saranno pubblicate, debbo purtroppo anticipare che difficilmente potrò confermare quell'appoggio che, dopo alcune perplessità iniziali, avevo dato alla lista di "Rivoluzione Civile".
Probabilmente qualcuno era interessato unicamente alla mia candidatura e una volta venuta a cadere questa ipotesi e dopo che io ho preteso con forza una smentita che pure è tardata ad arrivare, non ha ritenuto di volere dare fiducia a questi giovani.

In particolare, Borsellino sembra avercela con la candidatura della sindacalista Giovanna Marano, del coordinatore siciliano Idv Fabio Giambrone e anche di Franco La Torre, figlio di Pio La Torre: tutti e tre saranno i secondi in lista alla Camera e al Senato alle spalle di Ingroia, che sarà capolista in tutti i collegi a Montecitorio, mentre a Palazzo Madama si parla di Luigi Li Gotti, Idv ex-Msi. Alla presentazione del suo Movimento, Ingroia aveva chiesto ai partiti di fare un passo indietro, ma a giudicare dai fatti sembra che non sia andata così.

Foto © Getty Images

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