Intervista: Michele Dalai, candidato di Sinistra e Libertà a polisblog

dalai il tuo voto a michele

Michele Dalai è uno dei candidati di Sinistra e Libertà alle Elezioni Europee 2009: tramite un amico comune che mi aveva suggerito di iscrivermi al suo gruppo su Facebook, ho avuto modo di fargli qualche domanda, e abbiamo messo in piedi un'intervista usando la posta nel noto social network spione.

Giornalista - Blue Neon, la posta dei lettori su Repubblica Milano - scrittore, autore televisivo e radiofonico, Michele Dalai ha fatto un po' di tutto nella vita, compreso suonare la batteria in alcune punk band milanesi. Se volete saperne di più, c'è il sito ufficiale, e il gruppo calembour su FB: Dalai il tuo voto a Michele?

L'intervista è tutta dopo il salto.

Prima domanda che non c'entra nulla, ma è interessante: hai tenuto per parecchio tempo una rubrica della posta su Repubblica Milano. Un osservatorio meraviglioso, la posta dei giornali. Che ricordo hai di quella esperienza?

Dell'esperienza di Repubblica ho un bellissimo ricordo, il contatto quotidiano con i lettori arricchisce e spesso consente di avere il polso della città, di capire che ci sono problemi che incidono sul quotidiano e che su... un quotidiano avrebbero pochissimo spazio, senza la posta. L'elemento negativo è l'ossessiva ripetitività di alcuni temi e il troppo "affetto", di alcuni lettori, che scambiano una sorta di servizio al pubblico per una corrispondenza privata...

Sul tuo sito, descrivi il Presidente del Consiglio come un monarca costituzionale, definizione fin troppo generosa: perchè gli italiani sembrano avere gli occhi chiusi? Perchè a tutti sembra che le cose in fondo vadano bene così?
Io credo che la definizione sia grottesca ma molto vicina alla realtà. Questa strana serie di desistenze su tutti i suoi errori, le sue accelerazioni e le sue sparate da bulletto del quartiere, l'accettazione sistematica dei suoi attacchi alla libertà di stampa, di dissenso, alla magistratura secondo me dimostra come questo paese non ami Berlusconi, ma lo usi come grimaldello per poter replicare gli stessi comportamenti in scala minore. Se può lui, possono tutti. Insomma, non un mito ma l'anti-mito di una specie di commedia all'italiana anni '70, con il pericolo che nessuno dei suoi anti-fan sembra accorgersi che il Paese pagherà carissimo, per i prossimi anni, questo tipo di approccio.

Ho saputo della tua candidatura (e questa stessa intervista, la stiamo facendo su Facebook) tramite un amico comune anche lui sul noto social network zuckerberghiano: quanto conta e quanto sta contando il web in Italia, per i candidati delle Europee?
L'importanza di Facebook e dei social network è tutta da verificare. Siamo lontanissimo dal caso americano, in cui un candidato è riuscito a usare lo strumento come megafono perfetto. Resta da verificare se di questa valanga (lo stiamo usando un po' tutti, a tutti i livelli), resterà almeno una palla di neve.

Perchè il PD ha fallito - finora - naufragando miseramente? Ho davanti agli occhi un sondaggio sulle intenzioni di voto alle prossime europee. PD al 25,7%, PDL al 38,8%, PRC al 3,1%, e SeL al 3,1%. La Lega è al 10,1%. Perchè il centro sinistra non riesce mai ad essere unito?
Il PD ha fallito perché ha tradito la sua missione, quella che sta nel nome: un partito democratico è un partito in cui le scelte condivise e democraticamente votate dovrebbero essere rispettate. Nel PD questo non succede mai. Un segretario eletto con oltre il 70% dei voti dei delegati è stato messo in condizione di non poter prendere decisioni. Un anno prima un Presidente del Consiglio ha subito un trattamento analogo, vessato e abbandonato in corsa dalla minoranza del suo schieramento. Gli elettori non sono stupidi, tradire il voto è, tradire il mandato è gravissimo e nel Centro Sinistra è ormai una lugubre abitudine. Sulla mancanza di identità... Credo sarebbe opportuno cercare di risalire a monte e definire questi elementi identitari. er esempio: Rutelli è un uomo di Centro Sinistra...?

A giugno 2009 ti eleggono: i primi cinque provvedimenti che prenderesti, le prime cinque proposte che porteresti avanti, in breve: i tuoi cento giorni. Che cosa faresti?
E' una ipotesi molto remota, per quanto suggestiva e piacevole. I primi cento giorni dovrebbero essere dedicati all'apprendimento, all'adattamento ai ritmi di una Istituzione veloce e solida e sinceramente democratica come il Parlamento Europeo. Mi piacerebbe potermi occupare di ambiente e sostenibilità. Da subito.

Due secondi fa leggo lo status di Antonio Sofi, riporta una frase di Enzensberger "Ai tempi del fascismo, non sapevo di vivere ai tempi del fascismo". Come nei peggiori sondaggi telefonici ti chiedo: quanto sei d'accordo da zero a dieci con questa affermazione?
8. Almeno 8. Ma il problema non sta nelle pericolose assonanze ideologiche (la Lega che preme sull'acceleratore di leggi simil-razziali, Berlusconi che smonta le istituzioni), ma nella mancanza di reazione, nell'assuefazione, nell'accettazione della Propaganda come quasi-verità.

Le dieci domande a cui Berlusconi non vuole rispondere di d'Avanzo, mi sa che ce le terremo in saccoccia ancora per un po': intanto però, potremmo rispondere noi! Andiamo di fiction, e inventiamocele noi le risposte, per dire: "Quando Berlusconi ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?". Io immagino dei party stile American Psycho in salsa brianzola, ma magari mi sbaglio. Tu che idea ti sei fatto?
Comunque e ovunque l'abbia conosciuta, è affar suo. Il problema è che se l'ha frequentata (e non si parla di frequentazioni amicali), da minorenne, la cosa diventa di una gravità e di una delicatezza estreme. Ma ci sono un milione di altre cose che chiederei al presidente del consiglio prima di parlare di Noemi.
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