Ecco una notizia sulla quale gli amici di autoblog battono da settimane: la fusione, l’accordo Fiat Opel che metterebbe il Lingotto nella posizione di guardare il resto dei costruttori del pianeta dall’alto in basso. L’accordo Fiat Opel però sembra essersi arenato, almeno temporaneamente. Oggi si dovrebbe sapere qualcosa di più.
Intanto vi segnalo sul Sole24Ore un pezzo interessante sulle sinergie possibili, nel concreto, tra Fiat, Opel e Chrysler. Si parla proprio in soldoni, di macchine, di telai, di know-how:
Un eventuale asse Torino- Russelsheim potrebbe dunque non essere privo di senso e, anzi, darebbe alla Fiat una maggiore capacità produttiva e una superiore potenza commerciale a livello di prodotti. Del resto anche l’operazione Chrysler, ancora in corso e che potrebbe portare a un’integrazione a tre, non verte tanto nell’improbabile e molto mediatica idea di portare la 500 negli Usa quanto piuttosto espandere, grazie a Jeep, l’offerta in quella che, volenti o nolenti, rappresenta un settore cruciale dell’industria dell’automobile: quello dei Suv e dei fuoristrada
Dateci una scorsa, merita. Nel grafico sopra invece, uscito oggi sul Corriere, le vendite di veicoli a motore in Europa per Fiat e Opel.
Fiat e Opel: volumi di venduto in Europa a confronto

Prestigiacomo
26 mag 2009 - 11:57 - #1Marchionne orgoglio nazionale, ma non si chiude nessuno stabilimento italiano, questo deve essere chiaro.
Vercingetorige
26 mag 2009 - 11:58 - #2Com’è che ad oggi FIAT ha soldi per comprare tutto e tutti e fino a qlk anno doveva chiedere continuamente soldi allo stato… e c’era pure un certo Mortadella che gli ha svenduto l’Alfa Romeo… Mi sa che quando i fondi statali son stati chiusi hanno iniziato finalmente a produrre…
fc77
26 mag 2009 - 12:09 - #3verci infatti, questa cosa mi puzza di bruciato.
fc77
26 mag 2009 - 12:10 - #4presty,non esageriamo
Prestigiacomo
26 mag 2009 - 12:15 - #5fc77:
Da Marchionne si ha solo da imparare, se guardiamo come stava la Fiat 5 anni fa, quest’uomo ha fatto un miracolo.
Jean-André di Francia
26 mag 2009 - 12:24 - #6E solo una storia di cucina. Un singolo mangia da solo, costa il massimo, alimenti, gas per la cucine, eletrecità….. Invece su tre personne, il gas, il corrente, si divise in tre. Dunque a personna costa meno.
Quando, fai un macchina, costa il sviluppo del modelo, sarrebe il nostra gas.
Il corrente, sarebbe condividere il pianale su il massimo di modelli fino a arrivare a 1000 000 unità sullo stesso pianale.
Gli centri di sviluppo Fiat, Chrysler e Opel invece di cercare tutti sulla stessa direzione, potranno per esempio, uno guardage l’idrogeno, l’altro il solare e per finire l’ultimo sulla reduzione dei consumi degli stessi motori attuali. Grande, significa economia di scala.
Dunque, salvare i posti di lavoro in Italia, America e Europa.
Ritengo molto positivo che la famiglia Agnelli, a traverso Exor, decide di investire i suoi soldi in Opel, tanto da decidere il governo di Berlino di scegliere Fiat per Opel.
Forza Fiat, tutta l’Italia è dietro di voi. ( e anche gli stranieri d’originà italiana, in Francia come me.
Lea 2
26 mag 2009 - 12:28 - #7Fiat Opel Chrysler = FOC
un nome, un programma. concorrenti attenti. Fiat non scherza. ;D
ice
26 mag 2009 - 12:28 - #8@ #2
FIAT ha saputo rinnovarsi fortemente sia a livello aziendale che di asset azionari
oggi si presenta meesa molto meglio della concorrenza
in meridto all’operazione Opel:
Fiat non tirerà fuori un soldi, c’è solo scambio di azioni…i soldi li tira fuori il governo tedesco.
Economicamente parlando a Fiat l’operaizone costa quasi nulla
tra l’altro vista la quasi sovrapposizione come tipologia di prdotto permetterà di sviluppare nuovi modelli a marchio Opel esattamente allo stesso costo di diciamo sviluppare una Lancia Delta sul pianale della Bravo…..
In cambio ne avrà di poter aquistare una rete di vendita e assistenza complementare come presenza strategica in nord e est europa (voi compreste un auto di una marca la cui officina autorizzata piu vicina è a 60km…?)
GM Europa comprende poi anche SAAB….che utilitarie a parte ha un segmento di mercato molto simile a quello di AlfaRomeo/Lancia….quindi anche li abbondanza di riutilizzo piattaforme
il rischio forte però è quello di accettare due sfide di integrazione contemporaneamente
Perchè l’integrazione prevederà una dislocazione nei nuovi marchi del personlale mangeriale (non tento marketing, ma sopratutto ingegneri resposnabili di produzione e di sviluppo) di maggior valore e fiducia e trovare/formare nuovo personale con tale capacità e dargli il tempo di intergrarsi tra l’altro in una strutturea in divenire…..non sarà certo facile
Quartana
26 mag 2009 - 12:33 - #9#6
quello che dici è vero, però a guardare il grafico si nota come le vendite delle due case abbiano una correlazione elevatissima, ciò vuol dire che producono utili e perdite sincronizzate.
Questo fenomeno aumenta il rischio di impresa: vuol dire che quando l’impresa guadagna fa grandi utili, ma quando l’impresa perde rischia il tracollo.
Come tutti sanno il rischio deve essere differenziato, megli sarebbe stato se le due curve non si fossero assomigliate per nulla, in questo caso perdite ed utili si sarebbero controbilanciate producendo, alla lunga, minori utili, ma con una bassa volatilità, col risultato di abbassare il rischio di impresa e di poter guardare con più fiducia al futuro.
Questa seconda ipotesi avrebbe avuto anche minori costi sociali limitando l’eventuale cassa integrazione nei futuri momenti di inevitabile crisi e normalizzando i livelli occupazzionali.
Purtroppo, però, le curve delle vendite sono quelle mostrate e questa ipotesi resta solo una chimera.
Lea 2
26 mag 2009 - 12:35 - #109
quelle curve riguardano il passato. sennò, i piani industriali presentati a che servono?
fc77
26 mag 2009 - 12:36 - #11lea 2 ??????? il ritorno!!!!!!! come mai????????
Lea 2
26 mag 2009 - 12:38 - #1211
una rinfrescata….. vista questa primavera torrida! ;D
fc77
26 mag 2009 - 12:38 - #13presty,sulle sue capacità tanto di cappello ,ho solo paura x quei pochi stabilimenti italiani.
Prestigiacomo
26 mag 2009 - 12:39 - #14Lea dice il vero se Marchionne vuole la Opel significa che ha un piano in testa ed intende seguirlo.
Possibile che siate tutti così scettici.
Prestigiacomo
26 mag 2009 - 12:42 - #15fc77:
Ho fatto una premessa, gli stabilimenti italiani non si toccano.
Lea:
ti consiglio per ora di postare col tuo vecchio nik, altrimenti il tuo karma torna in picchiata!!!!!
fc77
26 mag 2009 - 12:45 - #16presty,ma tu come io non siamo i capi quindi……
Prestigiacomo
26 mag 2009 - 13:01 - #17fc77:
Speriamo che non li chiudano.
Lea 2
26 mag 2009 - 15:16 - #18Grazie Presty, starò attenta e all’uopo (come mi fa senso questa parola…brrr), torno al mio vecchio nick.
fc77
capisco che la preoccupazione sia non chiudere gli stabilimenti, ma credo invece che la prima preoccupazione (e proprio x gli operai), debba essere: vogliamo tenerla in vita la Fiat, magari più competitiva nel mercato, oppure la facciamo chiudere? mi sembra che molti di coloro che si preoccupano degli stabilimenti nn abbiamo capito che il rischio vero è che in pochissimi anni si chiuda definitivamente. d’altronde si sa: solo 4 grandi operatori dell’automobile resteranno in vita nei prossimi anni. quindi, meglio ridurre, se è il caso, gli stabilimenti e far sopravviverne almeno qualcuno, che farli chiudere tutti o quasi (o far svendere la Fiat).