Radicali, salta l'accordo con Storace



20130120-114020.jpg

L'accordo che avrebbe permesso alla lista Amnistia Giustizia e Libertà di usufruire del 'taxi' loro offerto dal candidato di centrodestra Francesco Storace è saltato. Nei giorni scorsi il leader de La Destra aveva offerto un 'apparentamento tecnico' (e non politico) a Marco Pannella, per permettere ai consiglieri radicali uscenti di ricandidarsi.

I motivi sono stati spiegati da Marco Pannella a Radio Radicale:

Non sono riusciti a portarci prima delle 16.45 di oggi il loro simbolo. Storace si è scusato perché non è riuscito ad attuare, non so perché, quanto necessario al compiersi dell'accordo. Lui è stato sempre corretto. Ci ha anche proposto di mettere uno dei due consiglieri radicali uscenti in lista, ma entrambi hanno detto di no.

I Radicali avevano posto come condizione, lo ha spiegato ieri sera a InOnda su La7 lo stesso candidato di centrodestra, la possibilità di disporre del simbolo di Storace: ciò avrebbe comportato necessariamente una nuova raccolta firme anche per La Destra, resa non necessaria dall'impossibilità tecnica di procedere.

La lista Amnistia Giustizia e Libertà per la Regione Lazio dovrà dunque correre da sola: il termine ultimo per la raccolta firme è domani; sono giorni febbrili alla storica sede radicale di via di Torre Argentina, giorni di discussioni e di mobilitazione generale: se ad esempio in Basilicata le liste per le elezioni politiche sono già complete e la raccolta firme è andata già a compimento, i nodi Lazio e Lombardia restano ancora da sciogliere.

Intanto ci ha pensato il segretario Mario Staderini a spiegare le motivazioni della forte discussione interna al movimento radicale:

Si, è vero, ho dato una valutazione contraria all’accordo. Riconosco a Storace di avere fatto una scelta coraggiosa e di averla presentata in maniera non conformista, chiedendo un'alleanza per fargli da opposizione. Una scelta dettata anche dalla convenienza, ma credo anche che non sia estraneo un atto di gratitudine da chi come lui, dalla sua esperienza trentennale nel Movimento Sociale Italiano, ha conosciuto e sa cosa i Radicali hanno fatto per rompere l’atteggiamento fascista degli antifascisti. Certo, un atto liberale non basta a fare di Storace un liberale e un democratico.

Staderini ha sottolineato che un'alleanza tecnica con La Destra significherebbe contribuire in qualche modo alla eventuale vittoria di coalizione di centrodestra, cosa che secondo molti

vista la storia radicale, si commenta da sè.

Per questo motivo Radio Radicale ha diffuso ieri pomeriggio alcuni interessanti stralci di conversazioni tra Pannella e il fu leader del Msi Giorgio Almirante, un'operazione con il chiaro scopo di spiegare perchè, posizioni politiche a parte, non sarebbe possibile parlare di 'incoerenza' radicale.

Certo è che in molti continuano a sentirsi spaesati dalla possibilità, poi naufragata ma chissà fino a che punto, di un'unione tra La Destra e Radicali, diametralmente opposti per storia politica, civile ed intellettuale.

Tralasciando gli aspetti meramente politici, che su temi come l'aborto, l'autodeterminazione dell'individuo, l'europeismo, l'immigrazione, l'amnistia, portano Radicali e La Destra su opposte sponde di un larghissimo fiume, il tentativo garantista di Storace vedrebbe nei Radicali una sorta di abile vigile urbano, utile nelle istituzioni su questioni come trasparenza e legalità; lo ha ribadito Storace ieri a InOnda, dove a tratti è apparso più voltaireiano che non nietscheano:

posto che su temi come l'amnistia sono fortemente contrario, Pannella lo sa, l'ho ribadito a lui personalmente più volte in questi giorni, resta il fatto che è clamorosa l'epurazione che la sinistra sta mettendo in campo con i Radicali.

Interessante in tal senso è l'atteggiamento possibilista della base de La Destra, che sembra aver compreso (non senza discussioni e qualche mal di pancia) il senso che il leader Storace avrebbe voluto dare a questo apparentamento tecnico, che politicamente avrebbe potuto esporlo ad aspre critiche non pervenute, almeno dalla sua parte politica.

Dalle parti del Pd invece il candidato Nicola Zingaretti respinge le accuse al mittente, sostenendo che dal suo punto di vista sono stati i Radicali a volersi allontanare e che la porta resta, a pari condizioni, sempre aperta: da via di Torre Argentina tuttavia resta la tesi dell'epurazione, sostenuta anche in numerosi circoli del Pd di Roma che vivono un po' come

una porcata

la decisione del partito di non candidare i consiglieri uscenti Berardo e Rossodivita, 'colpevoli' di aver scoperchiato il vaso di Pandora delle spartizioni di fondi pubblici operate da tutti i partiti eletti in Regione.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO