
Quella appena trascorsa è stata la settimana del conflitto aperto tra il governo italiano e la stampa estera, accusata dal Premier e da quanti a lui vicini di essere strumento di un complotto internazionale ai danni del Cavaliere stesso, altrimenti detto “insufflamento”. Secondo il britannico The Independent quanto avvenuto può essere invece riassunto in questo modo:
“Dire che al primo ministro italiano Silvio Berlusconi piacerebbe controllare i media italiani, e che in larga misura lo stia già facendo, sarebbe difficilmente una notizia. Ma la settimana scorsa ha visto il premier italiano cercare di trattenere le briglie della stampa straniera, e scoprire che si tratta di un’impresa considerevolmente più difficile”
Le accuse del PDL di un complotto sembrano comunque aver trovato sulle pagine dei media stranieri un’eco scarsa, specie se confrontata allo spazio altrimenti dedicato alle (dis)avventure berlusconiane. Un’eccezione è costituita dall’intervista che un membro della direzione del Times, Michael Bynyon, ha concesso a “Repubblica”.
“Un’accusa insensata, ridicola. Sostenere che c’è una cospirazione, dietro i nostri articoli, è infantile. Una cospirazione della sinistra italiana, poi: e come farebbe, la sinistra italiana, a far scrivere quel che vuole al Times di Londra? Noi non scriviamo per fare piaceri a questo o a quello. Scriviamo quando vediamo una notizia. E il premier dei uno dei maggiori paesi d’Europa, membro della Nato, presidente di turno del G8, che si mette nei guai con le donne e poi dice cose chiaramente non vere su com’è andata, è una notizia che vedrebbe anche un cieco”
All’articolo de “Il Giornale” “Le bufale della stampa estera” ha risposto il corrispondente dall’Italia per Radio France Eric Valmir , con un durissimo post (che è stato tradotto in italiano da “L’Anticomunitarista“) che comincia chiedendosi “E se “Il Giornale” si chiamasse così per illudersi, ogni tanto, d’essere un giornale?”. Nonostante la netta contrapposizione rispetto al quotidiano di famiglia, quello che Valmir prevede per il prossimo futuro è un trionfo berlusconiano:
“passate le elezioni, la prossima settimana vi saranno un Berlusconi vincitore ed una sinistra a terra. Noemi sarà già stata dimenticata e non si parlerà che di una sinistra da ricostruire. Dibattiti ben più politici arriveranno… E forse ci si pentirà dell’assenza di programmi durante la campagna elettorale… Una campagna per le Europee giocata colpo su colpo su Noemi… E gli italiani sono stufi di simili diatribe… Come scrive Stefano Folli sul Sole 24 ore, “Berlusconi inasprisce il clima per vincere le elezioni”… E la sinistra, quanto a lei, mostra il suo lato più mediocre: sia quando cade nel tranello, sia quando, oramai alla frutta, si concentra essenzialmente sull’antiberlusconismo, senza proporre alternative. Si gira a vuoto”
Il New York Times vede invece il destino politico del Cavaliere più ambiguo. Da un lato l’”impero” sembra mostrare segni di decandenza, dall’altro non si vedono alternative all’orizzonte:
“Gran parte del successo di Berlusconi nasce dalla sua abilità di leggere gli umori del Paese. Ora molti si chiedono se finalmente non abbia fatto un calcolo sbagliato e non stia spingendo troppo in là i tolleranti italiani, e se la sua reputazione di fine carriera non somigli sempre più alla decadenza imperiale del Satyricon di Fellini. (..) Eppure, Berlusconi governa ancora l’Italia, quasi senza opposizione, “Il problema è semplicemente che gli italiani non riescono a immaginare chi potrebbe rimpiazzarlo per il momento”, ha detto Tim Parks, scrittore e commentatore che si occupa di Italia. “E’ troppo pericoloso e troppo impegnativo sostituirlo. Quindi importa poco quanto sia grave lo scandalo”"
Si ritorna, come si vede, sempre alla stessa domanda, che sembra ossessionare gli stranieri quanto noi: “Perché gli italiani lo votano?”. La mancanza di alternative sembra essere una risposta particolarmente gettonata: il quotidiano portoghese Diario de Noticias vi ha dedicato un articolo quasi benevolo verso il premier, intitolato “Sono i voti degli invidiosi che fanno eleggere Berlusconi“:
Alla vigilia delle elezioni del 2001 arrivò a 12 milioni di famiglie Una Storia Italiana. (..) L’obiettivo della propaganda era ovvio, (..) fare sì che le persone pensassero: “Voglio imitare quest’uomo, voglio essere come lui, o per lo meno seguirlo, sicuramente votarlo”. (..) Che alternative hanno gli italiani? Un Partito Democratico dove si uniscono gli orfani del comunismo e della Democrazia Cristiana, o un ritorno al tempo in cui scialbi uomini politici negoziavano briciole di potere? Come ha già detto Claudia Cardinale al Pais: “La stampa esagera con Berlusconi. Ha quel carattere, e lascino correre”. Ma il carattere gli porta voti”
Neanche l’americano Time sembra prevedere cambiamenti a breve termine in quello che chiama, senza mezzi termini, “Berlusconistan”:
“Alcuni giornalisti sostengono che questo potrebbe essere per Berlusconi l’equivalente del “Non ho avuto rapporti sessuali con quella donna” di Bill Clinton (..). Allo stesso tempo però, il potenziale di scandalo potrebbe anche aiutare Berlusconi a mantenere alta la sua popolarità, dandogli il centro della scena in un’arena pubblica che assomiglia sempre più al Jerry Springer Show. (..) “Anche se pensi che sia un mascalzone” - dice Filippo Ceccarelli (editorialista de “La Repubblica” interpellato dal Time, nda) - “un mascalzone crea attrazione, popolarità. C’è un motivo per cui la gente va a vedere film su personaggi come lui. Quando l’elettorato è davvero solo un pubblico, lui continua ad essere il numero 1″
Anche la tedesca Sueddeutsche Zeitung ha fatto un parallelo tra lo scandalo italiano e il Monica-gate, argomentando:
“Chi confonde vino, donne e canzoni con le public relations di un governo non può aspettarsi di essere un giorno onorato nel Pantheon con un busto come statista… in Italia il dibattito è serio come fu su Clinton negli Usa: il capo del governo mente?”
Lo stesso Times si è inserito in questo solco, ipotizzando forse con una certa ingenuità che le reazioni degli italiani potrebbero non essere poi così diverse da quelle degli anglosassoni:
“Molti possono anche dire che l’Italia non è l’America: che l’etica puritana con la quale si interpretano le azioni negli Usa non ha mai governato la vita pubblica italiana e che sono pochi gli italiani scioccati dai donnaioli. Ma si tratta di una cosa senza senso detta con una sbagliata idea di superiorità. Gli italiani comprendono bene come gli americani cosa sia accettabile e cosa non lo sia. E giudicano inammissibile l’occultamento delle notizie”
L’Irish Times ha invece aggiunto la sua voce al coro di quanti hanno sottolineato in queste settimane come la forza politica del premier risulti quasi inscalfibile:
Se si dovesse dar retta ai sondaggi, pero’, l’indignazione dei blogger, la condanna dei media internazionali e perfino la disapprovazione (anche se timida) della Chiesa Cattolica, non potranno destabilizzare la macchina politica berlusconiana. Per esempio, riferendosi alla recente condanna del suo ex-avvocato, il britannico David Mills, (..) Berlusconi ha adottato la sua solita tattica difensiva. Davanti alla platea dei Confesercenti, ha accusato alcuni magistrati di essere grumi eversivi. E un sondaggio fatto subito dopo ha dimostrato che piu’ del 65% degli italiani e’ d’accordo con lui.
Il Guardian ha invece comparato il recente scandalo britannico dei rimborsi a quelli italiani:
“Si tratta di un curioso rovesciamento delle tradizionali supposizioni il fatto che la crisi politica nel Regno Unito riguardi la corruzione finanziaria mentre quella in Italia riguardi, per quanto trasversalmente, il sesso. Le due crisi sono ovviamente totalmente diverse, ma entrambe hanno fatto scaturire gli stessi richiami alla trasparenza nel governo e alle riforme per far sì che l’opinione pubblica possa ritornare ad avere fiducia nelle istituzioni politiche”
Un parallelo portato avanti anche dal domenicale Observer che si è scagliato in un pezzo ironico ma durissimo - intitolato “Sarà anche vero che i nostri parlamentari non si comportano come Silvio, ma puzzano proprio come lui” - contro quanti hanno cercato di minimizzare lo scandalo dei rimborsi spese:
“Alcuni relativisti hanno esortato la gentaglia britannica a considerare, prima di indulgere in ulteriori atti di moralismo, l’orrore comparativamente più grande rappresentato da Robert Mugabe (..), o la furia omicida dei Janjawid e il marciume del parlamento europeo; e se ancora dubitate della fondamentale integrità dei nostri funzionari della pubblica amministrazione, considerate la terrificante natura del Signor Berlusconi”
Il quotidiano della sinistra francese Libération ha puntato da parte sua il dito (anche) verso l’andamento ondivago e poco efficace del Partito Democratico sulla questione:
“Il leader del centrosinistra che, all’inizio del “caso Noemi” riteneva che la politica non dovesse intervenire nei rapporti coniugali, è così scivolato (con le sue affermazioni su Berlusconi cattivo padre, nda) mentre cercava di recuperare i dividendi elettorali di un dossier che infastidisce il Cavaliere e sembra penalizzarlo - leggermente - nei sondaggi. “Franceschini ha fatto un autogol - ha giudicato il quotidiano (progressista) Il Riformista, che considera che “trasformare il caso Noemi in una polemica politica è stata un’operazione rischiosa”
Va poi segnalata una caduta di stile del settimanale tedesco Stern: non tanto per la copertina che dedica al nostro paese, intitolata “Macht und Amore” e raffigurante un busto di Berlusconi circondato da veline seminude (la potete vedere nella gallery), quanto per il sottotitolo, in cui definisce l’Italia “il nostro paese delle vacanze preferito”, rispolverando un’espressione antipatica, degna più dei tifosi della Coppa del Mondo 2006 che di un giornale affermato. I settimanali tedeschi non sono d’altronde nuovi a queste uscite di cattivo gusto, come notammo alcuni mesi fa per la Sueddeutsche Zeitung.
Infine, come non citare il think thank britannico openDemocracy che alle famose 10 domande di Repubblica ne ha volute aggiungere altrettante, tra le quali una dedicata proprio al rapporto tra politica e media:
Lei ha espresso forti critiche sul ruolo della stampa in questo caso, nonostante Il Giornale (quotidiano posseduto dalla sua famiglia), come anche altri giornali, abbia regolarmente difeso la sua condotta. Pochi primi ministri hanno questo privilegio, ciononostante lei insiste a ripetere che la stampa sia contro di lei. Qual é la sua concezione, allora, di una stampa libera? Per esempio, metterebbe alcuna condizione alle critiche che un giornale puó fare al primo ministro?
Mauriziosat.8
05 giu 2009 - 00:05 - #1 (nascondi)vabbe
SONO TUTTI o giornali di MURDOCH
o giornali DELLA SINISTRA europea liberation gardian etc etc.
non è che ci si aspetta cose differenti .
.
da lunedì i sinistri staranno tutti achiedersi come mai hanno straperso nuovamente.
ice
05 giu 2009 - 00:53 - #2su El Pais le foto della veline in topless (minorenni secondo la Lario) che Berlusconi ha bloccato venissero pubblicate in Italia
MetalSho
05 giu 2009 - 00:54 - #3“E il premier dei uno dei maggiori paesi d’Europa, membro della Nato, presidente di turno del G8, che si mette nei guai con le donne e poi dice cose chiaramente non vere su com’è andata, è una notizia che vedrebbe anche un cieco”
Non conoscono Lea e gli altri ihhihiihhi
boh1
05 giu 2009 - 01:00 - #4@1 perchè nonostante tutto c’è gente come te che continua a votare un eversore falsificatore corruttore con una galassia di societa off shore ecc ecc ecc..anzi sembra che più sia indecente e più vi piace. Il problema non è berlusconi siete voi e il vostro frustrato spirito di emulazione.
sayan85a
05 giu 2009 - 02:35 - #5non posso sapere quelle che saranno le percentuali del pd alle europee, di sicuro e’ un partito che va cambiato radicalmente. Tanto per cominciare io darei un addio a d’alema, a binetti bindi rutelli fassino e tutti coloro che hanno fatto schifo. Pero’ , pur dando ragione alla stampa estera direi che l’alternativa non e’ berlusconi, sappiamo benissimo chi e’ questo psico papi, quindi….. la differenza tra pdl e pd e’ che il primo ha un leader ricchissimo, che con i suoi mass media e i suoi soldi riuscirebbe a mettere d’accordo persino il vaticano (ops!!! gia’ fatto! heehhe), il secondo non ha praticamente niente da offrire. Ha ragione prodi quando disse : walter veltroni ha sfasciato completamente la sinistra.
L’unica opposizione rimasta e’ quella di antonio di pietro, infatti votero’ per lui.
aranbenjio
05 giu 2009 - 04:24 - #6a be certo votiamo dipietro, quello che con i soldi del partito si è comprato le case? ecoo la nuova opposizione…anzi la solita
Amex II.
05 giu 2009 - 07:43 - #7@ Aran
se ti fai un giro sul vostro organo di partito “Non Libero” le trovi le risposte di Di Pietro alle vostre illazioni… se avete problemi di comprendonio non ci si può fare nulla… tra un a beh certo
ed però non è che vi potrebbe sorgere il dubbio che se date un calcio sul culo a questo pagliaccio l’italia starebbe meglio?
Scus@
05 giu 2009 - 08:44 - #8http://www.unita.it/news/85349/aerei_ed_elicotteri_fininvest_diventano_voli_di_stato
bissis
05 giu 2009 - 09:15 - #9c’è da dire che, tra tutti gli articoli, non c’è niente di contestabile
alla fine sono condivisibili e dicono le cose come stanno
a meno di credere alle favole, al complotto ecc, ma non ha senso perchè sono cose a nostro svantaggio, in teoria uno dovrebbe inc… non acclamare come un servo quando il padrone gira il feudo
“quando l’elettorato è davvero solo un pubblico”
e lo vediamo ogni giorno qui, gente che si emoziona come se gli venisse in tasca qualcosa (invece che venire inchiappettato)
anche perchè tutti questi articoli spiegano con altrettanta chiarezza il problema opposizione… non si spiega come mai, se sono complotti proprio dell’opposizione
per esempio “senza proporre alternative. Si gira a vuoto””
ma anche candidamente “non potranno destabilizzare la macchina politica berlusconiana.”
è così, alla fine
bellissimo il pezzo che dice “e se il giornale si chiamasse…”
allora anche “libero” si chiama così perchè..? :)
Amex I.
05 giu 2009 - 09:18 - #10Volare
Penso che un sogno cosi` non ritorni mai più,
mi dipingevo le mani e la faccia di blu.
poi all’improvviso venivo da Dio insignito
e cominciavo a volare nel cielo infinto
Volare… Oh oh…
Pagare… No no no no…
Nel Blu dipinto di blu
felice, col sangue mio blu
E volavo volavo felice
piu` in alto del sole ed ancora più su
mentre il mondo pian piano piangeva
lontano laggiù.
dolcemente Apicella suonava soltanto per me.
Volare… Oh oh…
Pagare… No no no no…
Nel Blu dipinto di blu
felice, col sangue mio blu
Ma tutti i sogni nell’alba svaniscon perchè
se ti becca tua moglie ti fa un mazzo, olè
Ma io continuo a sognare con le mie belle
che, poi, entrano tutte felici nel mondo delle stelle…
Volare… Oh oh…
Pagare… No no no no…
Nel Blu dipinto di blu
felice, col sangue mio blu
E continuo a volare felice
piu` in alto del sole ed ancora piu` su
e l’elettore pian piano scompare
negli occhi tuoi blu
Apicella continua a suonare soltanto per me.
Volare… Oh oh…
Pagare… No no no no…
Nel Blu dipinto di blu
felice, col sangue mio blu
Nel Blu dipinto di blu
felice, col sangue mio blu
Stef500f
05 giu 2009 - 09:47 - #11Bella amex . . .
Tutti comunisti sti giornali. . . .
Lea il mondo sta diventando comunista..l’occidente ormai è andato. . .
Alleati a bin laden . . .
bissis
05 giu 2009 - 10:11 - #12aspetta, tutti comunisti ma quando a domanda diretta ad uno dei soliti ho detto che però siamo amici della russia, beh mi è stato specificato che ormai la russia non è di certo più da considerare comunista
insomma, secondo me neanche sanno esattamente cosa vuole dire
(cercare la telefonata di fabio volo, per esempio…)
Pierpyx polisblog
05 giu 2009 - 10:30 - #13@bissis
Putin è amico di Berlusconi, quindi la Russia non può essere comunista… :)
AngeloUni
05 giu 2009 - 22:18 - #14“libero” di sparare ca..ate è ovvio… e in effetti le spara.. il titolo è perfetto :)
matteo3333
20 giu 2009 - 01:51 - #15forse è il momento. andiamo giù in strada e fermiamo tutto fino a quando il cambiamento sarà avvenuto.
andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù, andiamo giù.
ken2012
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