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Analisi del discorso "egiziano" di Obama: parole nuove per un'inversione di strategia

Pubblicato: 09 giu 2009 da davide f.

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da flickr

Sono passati pochi giorni dallo storico discorso di Obama in Egitto, e ancora ne risuonano le parole, soprattutto nel mondo arabo. Mentre in Israele un video abbastanza agghiacciante mostra come tanti ragazzi israeliani definiscano Obama “sporco negro e terrorista”, rivelando la realtà assolutamente ‘altra’ vissuta dagli abitanti di un paese che obbliga i suoi cittadini ad un’educazione militare e militarista.

Per capire dove vuole arrivare Obama è interessante analizzare le parole usate per pronunciare il “discorso egiziano”: non ricorre mai per esempio, nel testo la parola terrorismo. E neanche terroristi.

Neanche quando si parla dell’11 settembre. Neanche quando si parla dei ‘violenti estremismi’. E’ un caso? Oppure è perché sulla definizione di terrorismo si è avuto uno degli scontri più pesanti tra Occidente e mondo arabo?

La parola terrorismo è ancora lungi dall’aver trovato una definizione comune. L’Onu non ha mai avuto successo, nei suoi sforzi di organizzare una conferenza internazionale per definire che cos’è terrorismo, e che cos’è invece lotta armata e resistenza.

Obama non ha voluto riprendere lo stile di Bush, secondo il quale tutto ciò che non era filoamericano e che si opponeva agli interessi americani era terrorismo, motivo principe della impopolarità americana nel mondo, non solo quello arabo.

Il presidente afro americano ha preferito usare un termine più neutro, anche se non meno forte, come “estremismo violento”. Un modo per dire: cerchiamo un terreno neutro per parlare delle cose, senza precondizioni. E quando si è rivolto ad Hamas, condannando l’uso della violenza, ha parlato di “resistenza attraverso la violenza”.

Parole nuove, per una strategia nuova. Obama, e questo è indubbiamente un merito, ha capito che per cambiare il senso della realtà, la percezione di ciò che potrà essere, prima di tutto va cambiato il linguaggio, il modo di comunicare che anche grazie ai 10 anni di Bush ha reso l’immagine degli Stati Uniti simile a quella di un avvoltoio che tutto divora e che lascia dietro di sè solo macerie.

Immagine|Flickr

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • boh1

    09 giu 2009 - 14:12 - #1
    1 punto
    Up Down

    Io dico solo una cosa..Obama è sulla strada giusta per la pacificazione del medio oriente, pacificazione che può avvenire solo attraverso il blocco delle azioni militari israeliane, oltre a quelle dei territori vicini. Con la differenza che ai territori vicini viene imposto il cessate il fuoco (fatto rispettare malamente) ad israele per una moltitudine di ragioni idioti non è mai stato imposto niente. Dobbiamo fare i conti con l’ ortodossia ebraica, violenta, intollerante, razzista ed estremista al pari dei peggiori esponenti di hamas , con la differenza che questa ortodossia smuove carriarmati, caccia e una potenza militare di tutto rispetto. Finchè non prendiamo coscienza di questo, rimaniamo tutti sull orlo del baratro. e francamente mi sono pure rotto le balle di questa situazione..

  • Profilo di dan46

    dan46

    11 giu 2009 - 10:52 - #2
    0 punti
    Up Down

    Io credo che il discorso di Obama siano solo parole e niente altro. Non credo sia questa la strada giusta da percorrere perché creare un percorso di pace partendo dalle religioni non è possibile. Bisognava fare un discorso sui valori universali, che Obama non può fare visto il suo relativismo etico e culturale, comuni alla natura umana!