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Ore 12 - Corrono i medici (interessati) al capezzale del Pd (malato)

Pubblicato: 12 giu 2009 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

Dopo il disastro elettorale, nel Pd si stanno facendo strada due ipotesi di strategia politica. Entrambe con spunti di fantapolitica o addirittura cervellotici.

Un’idea è quella di raccogliere tutte le forze antiberlusconiane e di metterle in un contenitore unico (nuovo super Pd) per trasformarsi nella vera alternativa al centrodestra.

Miche Salvati (do you remember?) è convinto che “In un partito unico siffatto sarebbe possibile rimettere insieme anche quelle anime socialiste che oggi non trovano spazio nel Pdl. Io uno come Tremonti potrei immaginarmelo persino ai vertici di un partito del genere”.

L’ipotesi di “tutta la sinistra dentro un partito unico” piace anche a Fausto Bertinotti (do you know?) che però vuole prima “scomporre tutto e tutti e poi ricomporre” per non confluire nel Pd.

L’altra idea è quella di Massimo D’Alema (e di Enrico Letta) convinti che la “fusione a freddo” (ex Pci ed ex sinistra Dc) del Pd è fallita e che è meglio dividersi i compiti per battere la destra, cioè fare un Partito democratico socialdemocratico e lasciare emigrare i cattolici democrat nel nuovo partito della Nazione di Casini.

In altre parole, costruire un polo di centro e un polo di sinistra. Quindi addio definitivo al bipartitismo di veltroniana memoria, una camicia di forza che fa vincere solo e sempre uno: Berlusconi.

Le due opzioni sono impossibili?

Rispetto alla prima, Salvati dice che “mi rendo conto che per formare un Pd unico servirebbe una figura non meno carismatica di Gesù Cristo”.

Rispetto alla seconda, D’Alema dice che “in caso di extrema ratio, potrei tornare al timone del partito”. Non solo. Il lider Maximo prevede persino un futuro “governassimo” a guida Fini o Tremonti con dentro anche il Pd.

Che dite? Stanno ballando sul Titanic? No. Stanno ballando su una bagnarola.

Perché non cercano di capire i motivi della debacle?

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3 commenti

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  • Profilo di 16dB

    16dB

    12 giu 2009 - 11:52 - #1
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    “L’altra idea è quella di Massimo D’Alema (e di Enrico Letta) convinti che la “fusione a freddo” (ex Pci ed ex sinistra Dc) del Pd è fallita e che è meglio dividersi i compiti per battere la destra, cioè fare un Partito democratico socialdemocratico e lasciare emigrare i cattolici democrat nel nuovo partito della Nazione di Casini.”

    Eccolo in agguato! Ogni tanto ci riprova. Lui e Violante, la vera non-alternativa a SB. Deve tornare il voto di preferenza.

  • Profilo di Vercingetorige

    Vercingetorige

    12 giu 2009 - 12:07 - #2
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    ”Un’idea è quella di raccogliere tutte le forze antiberlusconiane e di metterle in un contenitore unico (nuovo super Pd) per trasformarsi nella vera alternativa al centrodestra.”

    Già fatto..e per ben 2 volte, e altrettante fallito… Ma si sa, certa gente è difficile che impari la lezione… Magaririesumeranno dalla tomba il Mortadella, per farne una terza coalizione, che poi finirà come le due precedente, accoltellantosi tra loro…

    Nella sinistra manca un leader forte che li possa tener tutti a bada, il Mortadella era solo un collante, nn era un leader. E poi dovrebbero smetter di far tutti le prime signorine, ognuno in corsa per accaparrarsi la cadrega, e pensare prima agli ideali e poi alla cadrega, ma questo nn avverrà mai, lo dimostra lo frastagliarsi dei tanti partiti di sx, che in partica dicono le stesse cose, ma per farlo, devono avere 10 partiti diversi.

  • Profilo di winkiller

    winkiller

    12 giu 2009 - 14:45 - #3
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    Nonostante tutto quello che si possa dire Prodi aveva un suo carisma e un suo stile, che, a differenza di franceschini, lo identificava e distingueva dalla massa dei politici urlanti. Soprattutto ha avuto la grande intuizione (o fortuna) di gestire uno scontro che ai tempi era focalizzato più contro una coalizione che contro un singolo uomo politico. L’errore del PD, di pietro & co. è quella di aver concentrato lo scontro politico contro Berlusconi, senza rendersi contro che ad ogni attacco gli fanno di fatto promozione e più si accaniscono più lo elevano (agli occhi degli elettori) dal rango di semplice politico a quello di invincibile condottiero. Anche Veltroni, con il suo ostentato non nominarlo all’interno dei propri discorsi, non ha fatto altro che far trasparire una certa debolezza nei confronti della sua personalità. Per vincere oggi ci sono solo due strade: o si trova finalmente il tallone d’achille per sbriciolare l’immagine mitica che gli italiani si sono fatti di Berlusconi, oppure si cambia totalmente strategia concentrandosi su programmi politici, leggi, progetti e dimostrando che il loro programma è peggio di quello del PD.