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L'alfabeto della recessione di Loretta Napoleoni: dove sarebbero le riforme per uscire dalla crisi?

Pubblicato: 16 giu 2009 da davide f.

Commenti dei lettori



La crisi c’è o non c’è? Neanche il premier italiano ha potuto negarla, anche se è passato dalla sua non-esistenza al suo superamento. Dunque la crisi c’è. La domanda ora è: il peggio è passato? Loretta Napoleoni (qui sopra immortalata da Booksweb tv alla Fiera del libro di Torino) nel suo blog offre spunti interessanti, disegnando un alfabeto della recessione.

Scrive l’economista:

Gli ottimisti sostengono che la recessione ha toccato il fondo e che ci stiamo riprendendo. Per costoro la curva della crisi e’ simile alla lettera V, come vittoria sulla contrazione dell’economia. I pessimisti rispondono che invece dobbiamo parlare di una W, dopo la timida ripresa ci sara’ un nuovo crollo.

E continua:

Paul Krugman, vincitore del premio Nobel per l’economia parla invece di una L, al momento ci troviamo alla base della lettera, in un periodo di stabilizzazione negativa: gli indici continuano a scendere ma la velocita’ della contrazione e’ minore di quella registrata nei mesi precedenti.

Stampa e politici interpretano questo rallentamento come un’inversione di tendenza (ecco spiegate la V e la prima meta’ della W), in realta’ stiamo ancora precipitando nell’abisso, a tal fine basta citare gli indicatori della disoccupazione e produzione industriale ancora pesantemente negativi.

E ancora:

Il pessimismo del premio Nobel poggia sull’ipotesi che cio’ che non funziona e’ il modello economico, che insomma questa crisi sia epocale in quanto di sistema. Fino a quando non avremo riparato il funzionamento dell’economia occidentale non ci riprenderemo.

A tutt’oggi nessuna riforma e’ stata proposta o varata dai politici che ci inondano soltanto di belle parole. L’alta finanza continua a godere di un grado di liberta’ eccessivo, al punto che alcune pratiche e prodotti che hanno contribuito alla crisi del credito stanno rifacendo capolino sul mercato.

Forse la lettera migliore per descrivere la crisi e’ la Z, che da’ bene l’idea della spirale negativa lungo la quale, senza riforme, l’economia occidentale continuera’ a scivolare.

Pessimista lei o inconsapevoli noi, che presi tra il Noemigate e le campagne elettorali permanenti di Berlusconi ce ne siamo quasi dimenticati? Voi che ne pensate?

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56 commenti

Commenti dei lettori

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  • bhmt

    17 giu 2009 - 10:32 - #51
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    Ma che crisi e crisi, è tutto un fattore psicologico.

    Intanto nella mia città ogni 3 negozi ce n’è uno vuoto con tanto di cartellone “vendesi/affittasi”. E se ho approssimato state certi che è per difetto. Vi sfido a fare qui nel nord-est dove chiudono negozi che lavoravano da decenni.

    Penso che questo fattore psicologico a questo punto si sia trasformato in un’allucinazione collettiva.

  • Profilo di ugo manetta

    ugo manetta

    17 giu 2009 - 11:58 - #52
    0 punti
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    La situazione è surreale, tutti si aspettano qualcosa da qualcun’altro: i lavoratori dipendenti si aspettano qualche aiuto dallo stato, i piccoli imprenditori un pò di credito dalle banche, la banche aspettano che ci sia una vera ripresa dei consumi quindi si aspettano che la gente ricominci a spendere soldi che non ha, il governatore della banca d’italia si aspetta che il governo faccia riforme e le banche ricomincino a dare credito, il presidente del consiglio invita la gente a non interrompere le spese.
    Oggettivamente i politici “del fare” in questo caso sono più propensi al “guardare” e a molte gente non resta che “sperare” (o “pregare”) che, come sempre, riprenda l’economia americana e si porti al traino tutte le altre.
    Dell’europa si dice che politicamente sia ancora divisa ma economicamente unita. Unita nel fare poco mi sembra perchè anche da bruxelles mi pare che di proposte/risposte ne arrivino poche.

  • Profilo di ugo manetta

    ugo manetta

    17 giu 2009 - 12:06 - #53
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    Per quanto riguarda l’economia reale, la ripresa che interessi veramente la povera gente, è lontanissima. Lo vedo nella mia zona: le aziende fanno un ricorso molto ampio alla cassa integrazione. Se anche l’economia riprendesse oggi (magari…) prima che le aziende dovrebbero reintegrare tutti i cassintegrati. Ammesso che lo vogliano fare, perchè spesso anche dalle situazioni di crisi si possono creare delle opportunità, come quelle di liberarsi dei dipendenti “indesiderati”. Secondo me fino a quando le aziende non si saranno liberate di quei dipendenti che considerano come “zavorra” una vera ripresa nell’economia non ci sarà.

  • mrlorenz

    17 giu 2009 - 12:46 - #54
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    Hai raggione Caligo. Ti ho confuso con Toka (sono miope)
    Sorrrrryyyyyyyy

  • Profilo di Caligo

    Caligo

    17 giu 2009 - 13:17 - #55
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    don’t worry Mrlorenz , il mio era solo stupore perchè se da quanto scrivo emerge che la penso come quelle lì…son messa proprio male !!
    cmq non vedo grosse vie d’uscita, questi pendono dalle labbra dei berluscones che più la sparano grossa più la fanno franca, azioni concrete non ce ne sono, investimenti DEL TUTTO ASSENTI E NEMMENO SE NE VEDONO ALL’ORIZZONTE.. ci fosse almeno un pò di decenza e coesione sociale..ma VA LA’ per dirla alla ghedini, tutti a sbranarsi e a difendere il proprio metro quadro da non si sa quale attacco, homo homini lupus più che mai.
    sono amareggiata !!
    e non lo dico per lagnarmi o per chiedere nulla, sono friulana noi siamo ossessionati dall’idea di “fare da soli” ma così non si può proprio andare avanti !!

  • Profilo di Mr Lorenz

    Mr Lorenz

    17 giu 2009 - 20:52 - #56
    0 punti
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    Tranqui Caligo. Manca poco alla fine. Non mangiano il panettone

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