
In questi giorni di grande tensione in Iran, e di forte scontro tra le due maggiori anime del paese, ultraconservatori contro riformisti, con scambi di accuse che vanno dal “brogli di Ahmadinejad” a “I nemici della patria cospirano”, un grande fenomeno è al centro dell’informazione: i social network,Twitter in testa.
Mentre oggi sono previste nuove manifestazioni, e sta crescendo la repressione, non è un caso che la Guardia rivoluzionaria abbia avvertito i siti web e i blog di rimuovere tutto il materiale che possa “creare tensione”.
Blog, twitter, i social network sono diventati infatti uno strumento di controinformazione per il giovane popolo iraniano, e sottolineo giovane (contrapposto all’anagraficamente vecchia Europa). Non è la “prima volta” per Twitter: ricorderete che fu uno strumento importante anche nelle ultime manifestazioni al Cairo, un anno fa.
Di sicuro i giovani iraniani conosco (e usano) meglio twitter rispetto agli italiani. L’irrefrenabile rete e servizio di microblogging non è tanto un rifugio, quanto uno strumento per mettere insieme pezzi di dissenso, aggregarli sul web e poi darsi appuntamento. Nelle piazze del Cairo o sui tetti di Teheran.
Immagine|Boston.com
paix
17 giu 2009 - 14:02 - #1Ma per quale motivo bisogna mettere in mezzo l’europa e gli italiani quando non centrano un caz zo.
davide f.
17 giu 2009 - 14:29 - #2nessuno ha messo in mezzo gli italiani. la frase “giovane popolo iraniano, e sottolineo giovane (contrapposto all’anagraficamente vecchia Europa)” è chiara.
“anagraficamente” che vuol dire? il significato è che in un paese come l’Iran, di cui l’età media della popolazione è giovane, twitter è esploso.
In Europa, che un’età media alta, alcune tecnologie fanno “numericamente” più fatica. Quindi è un dato che twitter in Iran abbia un’altra dimensione di utilizzo rispetto all’Italia.