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Iran, la protesta continua: migliaia in piazza con Mousavi

Pubblicato: 18 giu 2009 da davide f.

iran

L’Iran in questi giorni è al centro del mondo, sta catalizzando su di se attenzioni, angosce, speranze e paure dell’opinione pubblica mondiale. Pochi si aspettavano una reazione così rabbiosa e vigorosa a quasi una settimana dai risultati elettorali.

Primo fatto degno di nota, anche il terzo candidato alle elezioni presidenziali iraniane, Mohsen Rezai, conservatore, ha annunciato di aver presentato ricorso contro il risultato delle votazioni.

Secondo elemento significativo la decisione di alcuni giocatori della nazionale iraniana di giocare la partita di qualificazione al mondiale con una fascia verde al braccio, il colore usato durante il periodo di campagna elettorale dai sostenitori di Mussavi. Un’esposizione mediatica significativa se si pensa all’aria minacciosa di questi giorni.

La paura è legata alle notizie di ieri: i Pasdaran hanno fatto sapere che le persone arrestate durante i disordini avvenuti durante le manifestazioni di protesta contro la vittoria di Ahmadinejad potrebbero essere condannate alla pena di morte. Lo ha detto il magistrato Mohammed Reza Habibi.

“Il codice penale islamico - ha detto il magistrato - prevede la pena di morte per coloro che creano danneggiamenti e incendi e li considera nemici di Dio”. Mousavi e Khatami per tutta risposta hanno scritto a quattro mani una lettera al capo del sistema giudiziario, ayatollah Hashemi Shahrudi, per chiedere l’immediata scarcerazione di tutti i manifestanti arrestati nei giorni scorsi.

Nelle strade di Teheran però sembra stia cambiando qualcosa. Le forze armate della repubblica, nei primi giorni aguzzini dei manifestanti, stanno cambiando atteggiamento, con delle indicazioni che fanno pensare alla volontà di tutelare tutti gli iraniani.

Il precedente di questa improvvisa neutralità è conosciuto - fu quando l’esercito dello Shah si rifiutò di sparare su milioni di dimostranti che chiedevano il suo rovesciamento nel 1979. Sia chiaro, questa non è una rivoluzione per rovesciare la Repubblica Islamica, ma un grido di rabbia contro anni di repressione e il dubbio di un’incompiuta democrazia.

La situazione resta molto tesa e frammentata. Soprattutto resta il sospetto che “grazie” al lavoro della censura iraniana le proteste siano molto più visibili all’esterno che dentro l’Iran stesso.

Immagine|Boston.com

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Hed Kandi

    Hed Kandi

    18 giu 2009 - 10:23 - #1
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    se continueremo ad avere questo governo-vergogna guidato dallo psico nano mi sa che dovremmo protestare anche con noi con uno slogan simile.

  • eta beta

    18 giu 2009 - 10:46 - #2
    -1 punto
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    è una vergogna in Italia come in Iran che si cerchi di sovvertire il risultato di libere elezioni e questo solo perchè i presidenti democraticamente eletti Berlusconi e Ahmadinejad non sono graditi ai potenti della terra, Obama in primis

  • Profilo di Charles Dexter Ward #5

    Charles Dexter Ward #5

    18 giu 2009 - 11:47 - #3
    0 punti
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    è una vergogna come, su un post sull’iran, si finisca a parlare di berlusconi. che due palle. se non sapete che dire, non dite niente, che fate più bella figura.

    tornando all’iran, l’unica cosa possibile, per riportare la situazione nella norma, è far intervenire le nazioni unite. io, comunque, comincio a convincermi che ahmadinejad, nonostante sia un dittatore che nulla ha da invidiare a hitler o stalin, abbia davvero vinto le elezioni. il punto è che serve un organismo imparziale che verifichi la correttezza del voto.

    se questo organismo non interverrà, sarà un’altra prova del fatto che il progetto sovranazionale ha miseramente fallito

  • Profilo di alc0r

    alc0r

    18 giu 2009 - 12:16 - #4
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    @Charles: concordo, l’unico modo sensato di intervenire e’ attraverso le Nazioni Unite (se avranno il coraggio di intervenire)

  • Profilo di simosardo

    simosardo

    18 giu 2009 - 12:38 - #5
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    Dexter, ti ho dato + 1 per la prima frase.
    Per quanto riguarda Ahmadinejad, può anche aver vinto le elezioni (ne dubito, visto il numero e il coraggio che dimostrano gli oppositori e soprattutto i tempi record del conteggio), fatto sta che in dittatura è facile prendere molti più voti di quelli che prenderesti se gli elettori si sentissero liberi, e non avessero paura di votarti contro. Mussolini, per esempio, si era inventato le schede di colore diverso, una in cui dicevi sì e l’altra in cui dicevi no al fascismo…pochi avevano il coraggio di imbucare il secondo tipo di scheda!

  • Profilo di Caligo

    Caligo

    18 giu 2009 - 14:14 - #6
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    Speriamo che il fiume verde di rivolta non si fermi, le proteste non sono infondate e lo dimostrano i mezzi repressivi usati per tentare di calmare la folla esasperata dalla sete di libertà.
    il presidente Ahmadinejad è un dittatore revisionista guerrafondaio , lo ha dimostrato svariate volte.. anche alla Columbia University ( Eta Beta, l’illiberale mi pare lui e non gli USA che lo ospitano pure..ma non eri paladina della LIBERTA’???Di quella del popolo iraniano non te ne frega niente?? o difendere il Berluska SEMPRE E COMUNQUE ANCHE FUORI LUOGO è la cosa + importante di qualsiasi situazione e continente??!?!).

  • ciccio|pasticcio

    18 giu 2009 - 15:21 - #7
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    @3
    l’iran resta uno stato sovrano come lo siamo noi o molti altri paesi. io ritengo che le nazioni unite non possano fare nulla. come ben sapete nelle norme di diritto internazionale esiste l’autodeterminazione dei popoli: “l principio di autodeterminazione dei popoli sancisce il diritto di un popolo sottoposto a dominazione straniera ad ottenere l’indipendenza, associarsi a un altro stato o comunque a poter scegliere autonomamente il proprio regime politico.” ecco basta l’ultima frase per farvi capire che sono cavolacci loro, se vogliono cambiare regime che lo facciano con rivolte di piazza, ma noi non dovremmo metterci becco.

  • Profilo di simosardo

    simosardo

    18 giu 2009 - 19:00 - #8
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    Ciccio pasticcio, mi dispiace deluderti, ma i servizi segreti occidentali è da un po’ che intervengono in Iran in aiuto alla resistenza al regime, di gran lunga la più forte di tutta la zona mediorientale. I giovani di là subiscono il regime, non lo appoggiano. Se mostrano tutto questo coraggio scendendo in piazza e rischiando di essere presi a fucilate, è perché hanno fiducia nel fatto che la comunità internazionale gli darà una mano (e, ripeto, lo fa di già). La possibilità di scegliere autonomamente c’è e funziona, com’è ovvio, solo in democrazia.

  • eta beta

    19 giu 2009 - 05:29 - #9
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    x Caligo: innanzitutto sono un uomo e non una donna, Ahmadinejad è stato eletto dal popolo, la libertà degli iraniani quale sarebbe, quella di avere un presidente non eletto ma messo lì perchè ce l’hanno voluto gli USA?

  • Profilo di Caligo

    Caligo

    19 giu 2009 - 09:05 - #10
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    ma certo che no Eta Beta, la libertà degli iraniani sarebbe di avere un presidente eletto liberamente, o ALMENO la certezza delle schede elettorali scrutinate correttamente.. se no perchè rischierebbero ( con ottimi risultati, purtroppo) di farsi ammazzare per rivendicare il proprio voto? lo stesso governo si è detto disponbile a ricontare “parte delle schede”…se non è questa un’ammissione di colpa..

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