In via di smaltimento la sbornia delle liste elettorali, partiti e candidati entrano nei problemi. Con il petrolio ben sopra i cento dollari al barile e con i danni già provocati (e altri ben più gravi già annunciati) dal riscaldamento progressivo dell’atmosfera causa inquinamento non stupisce che nei nuovi programmi elettorali dei partiti (specie del Pdl, ma non solo) e nelle ultime dichiarazioni dei leader (specie di Berlusconi, ma non solo) si sostiene che bisogna tornare al nucleare per dipendere meno dal petrolio e dal gas e per fare meno danni all’ambiente. Saggi. Meglio tardi che mai. La discussione è aperta. Ma su cosa?
Nessuno ricorda che il 2008, per l’Europa, è l’anno dei tagli alle emissioni inquinanti. L’obiettivo è una riduzione complessiva del 20 per cento degli scarichi industriali entro il 2020 e l’innalzamento al 20 per cento del consumo globale di energie prodotte da fonti rinnovabili o dal nucleare. Il nuovo rigore ambientale imposto dall’Europa non sarà “neutro”: dei 27 paesi membri, ne premierà alcuni e ne punirà altri.
La scure calerà sui Paesi fortemente industrializzati come Germania, Francia, Italia. Ma contestualmente saranno beneficiati quei Paesi (come la Francia) con una massiccia produzione di energia atomica “pulita” (per i nostri cugini transalpini, il 70 per cento del fabbisogno, che significa risparmi e soldi in tasca ai cittadini!) pronti anche a esportare tecnologia nucleare.
Per non parlare del grande business industriale per chi, vedi la Germania su tutti, ha già investito nelle tecnologie per la produzione di energia pulita, dall’eolico, al solare, all’idrogeno. Morale della favola: nella trasformazione energetico-ambientale della Ue, Germania, Francia e Italia sono i Paesi più penalizzati.
Ma Francia e Germania con una mano perdono e con l’altra (ben più grande) prendono. L’Italia, more solito, perde con entrambe le mani. Non finisce qui. Negli altri paesi europei c’è una cultura più aperta e i cittadini sono più disponibili al rinnovamento, certi che le trasformazioni sono indispensabili per il futuro del pianeta e porteranno anche benefici alle singole nazioni e a ogni abitante. Da noi non è così.
Ognuno non guarda oltre il proprio naso e difende il proprio orticello a danno degli interessi generali. Si trova sempre un sindaco, un partito, un comitato, un codicillo di una legge per raccattare consensi, inscenare proteste, per non muovere niente e aggirare leggi e regole dello stato.
Perché, ad esempio, nessuno si chiede se in Italia esistono zone libere da vincoli e lontane dalle popolazioni per far posto ai reattori e stoccare i rifiuti radioattivi? Alzi la mano l’italiano pronto ad abitare a un chilometro dal reattore nucleare o dal sito rifiuti radioattivi.
Nessuno! Berlusconi anche ieri in tv ha giurato che costruirà reattori nucleari. Perchè il Cavaliere dimentica che quando volle realizzare un unico deposito per i rifiuti radioattivi vicino Scanzano fu preso a sassate e dovete scappar via a gambe levate e lasciar perdere?
Il resto è (mala) cronaca: dalla Tav in Val d’Aosta ai rifiuti della Campania. Che dice Veltroni? Ed il verde Ermete Realacci del Pd? Quella del nucleare o è la solita bufala preelettorale o, dopo il voto, ne vedremo delle belle. Chiunque vinca e chiunque (si fa per dire) governi.
ALASSIO
06 mar 2008 - 13:13 - #1Il nucleare è indispensabile!
iLollo
06 mar 2008 - 19:04 - #2bisogna puntare sull’energia solare!!! se lo 0,5% del Sahara fosse coperto da pannelli solari, ci sarebbe TUTTA l’energia di cui TUTTA l’Europa ha bisogno, GRATIS e SENZA EMISSIONI!!!
destra ovunque
06 mar 2008 - 19:17 - #3lollo,ma che cacchio scrivi?
Emmett Brown
06 mar 2008 - 20:24 - #4nonostante non condivida evidentemente l’orientamento politico del mio predecessore.. credo che nella sua schiettezza sia stato perfetto.. come si può pensare di riempire un deserto di pannelli solari? e poi un deserto come il sahara.. che ne sarebbe della manutenzione degli impianti? pensa ad esempio alle terribili condizioni in cui operai dovranno spazzare via ogni giorno la sabbia da un’immensità di specchi arroventati (tanto saranno di lì no?).. e poi è una idea veramente eurocentrica.. ti ricordo che il sahara è territorio di stati sovrani non terra di nessuno, cosa diremmo noi se il sudan dicesse “ci manca l’acqua? non preoccupatevi in italia è pieno di fiumi!”..
inoltre pensi davvero che l’energia solare sia la soluzione ai problemi energetici? per una casa forse o per garantire limitate forniture.. ma potrebbe davvero sostenere il fabisogno energetico europeo? ne dubito..
Ricky81
07 mar 2008 - 17:23 - #5Tutte le soluzioni energetiche hanno dei pro e dei contro, la cui considerazione richiederebbe un saggio. Non si può pensare di trovare una forma di energia che risolva tutto e soddisfi definitivamente tutti i fabbisogni. La strada giusta probabilmente sarà quella dell’integrazione delle varie forme. Il problema è che in Italia per paura di sbagliare ci siamo fermati al petrolio, come se ne avessimo in abbondanza e a prezzi stracciati! Che cecità!
meccanicamente
07 mar 2008 - 21:13 - #6Pienamente in sintonia con Ricky81 però non si può negare che oggi l’energia nucleare per un paese industrializzato come l’italia è indispensabile per poter avere crescita.
L’unica forma di energia che potrebbe risolvere i problemi è la fusione nucleare che a differenza della fissione usa idrogeno al posto di uranio. Ci stiamo lavorando da 70 anni ma ancora nulla, vedremo….
Gustavo Lapassera (al catasto)
09 mar 2008 - 21:10 - #7Olanda,Spagna,Svezia,GERMANIA..
Queste sono alcune delle nazioni che hanno abbandonato o hanno deciso di abbandonare il nucleare.
Troppi i problemi,poche le certezze.
Il nucleare (fissione) è il passato.Fin quando non ci sarà il futuro(fusione) bisogna puntare tutto su forme alternative.